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Amstaff salta al collo di una volontaria e le lacera la laringe. Due giorni in terapia intensiva

Ancora non si conosce la dinamica dell'incidente, dato che era presente solo la donna. Il presidente dell'Enpa Giovannoni: "Sara si riprenderà completamente, ma quando succedono queste cose è sempre spaventoso. Ora il cane è nelle mani dell'Asl che deciderà il da farsi"

Foto di archivio
Di Mattia Sartori - 15 June 2021 - 17:56

VERONA. Un balzo, lo scatto poderoso delle mascelle e improvvisamente ci si ritrova all’ospedale con la gola lacerata. È quanto è successo a una volontaria dell’Enpa, che domenica mattina, il 13 giugno, è stata aggredita dall’Amstaff che stava accudendo. La signora Sara S. è stata ricoverata in terapia intensiva al Confortini, dove i medici hanno riservato la prognosi per almeno 48 ore.

 

L’incidente è avvenuto al canile di via Bersanti. L’aggressore è stato Aaron, un Amstaff che già a gennaio aveva morso il braccio della sua proprietaria. Anche questa volta Aaron si è rivoltato contro chi lo accudiva, ha “morso la mano che lo nutre” come si suol dire.

 

Il morso del cane ha ferito Sara alla laringe, che si è ingrossata impedendole di respirare – commenta il presidente dell’Enpa di Verona, Romano Giovannoni -. I medici l’hanno portata in terapia intensiva dove è stata intubata per aggirare il blocco delle vie respiratorie. Stamattina fortunatamente le sono stati tolti i tubi ed è stata trasferita al normale reparto di otorinolaringoiatria, da dove ci hanno informati che si riprenderà completamente”.

 

Siamo rimasti tutti scossi dall’accaduto, anche perché nessuno ha visto quello che è successo. Siamo tutti consapevoli dei rischi che corriamo a lavorare con certi animali, ma è comunque spaventoso quando succedono cose di questo tipo. Il cane è stato isolato nel suo box dall’Asl, che ora dovrà decidere cosa fare. Purtroppo c’erano già stati episodi di aggressione da parte di Aaron, anche se non così gravi. Qui al rifugio cerchiamo sempre di rieducare il cane, ma ci sono anche casi in cui non si può fare a causa delle esperienze che l’animale ha vissuto in passato”, prosegue Giovannoni.

 

La signora collabora con l’Enpa da anni e ha frequentato tutti i corsi necessari per trattare con questi cani “pericolosi”. L’Amstaff effettivamente rientra in questa categoria. Sebbene in generale abbia un carattere più mite rispetto al cugino Pitbull, rimane comunque una razza nata per il combattimento e quindi in grado di provocare gravi danni quando vuole, come purtroppo dimostra l’incidente di domenica.

 

Certe razze dovrebbero essere prese da persone consapevoli dell’impegno che richiedono – conclude Giovannoni -. Non per nulla ci sono dei corsi appositi: alcune razze di cani hanno bisogno di più attenzione. Una volta capito come trattarli sono degli ottimi compagni, ma bisogna lavorarci, per la sicurezza di tutti”.

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