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Bar e ristoranti aperti all'esterno, un primo assaggio di normalità: a Trento in tanti hanno affollato i plateatici

Già dalla prima mattina di oggi, 19 aprile, c’era chi festeggiava la possibilità di bere e mangiare qualcosa senza doversi allontanare dal bar: c’era chi leggeva il giornale con un cornetto in mano, studenti che facevano colazione insieme, gente che si godeva il sole sorseggiando uno spritz

Di Francesca Faccini - 19 aprile 2021 - 13:14

TRENTO. Dopo poco più di due mesi di divieto di consumare cibi e bevande all’interno delle attività di ristorazione e nelle loro adiacenze, i dehors dei bar e dei ristoranti di Trento tornano a essere popolati. Passeggiando per le vie del centro, si possono vedere gli spazi esterni dei locali pronti ad accogliere clienti che all’asporto preferiscono consumare il caffè, il cappuccino o un calice di vino seduti al tavolo.

 

Già dalla prima mattina di oggi, 19 aprile, c’era chi festeggiava la possibilità di bere e mangiare qualcosa senza doversi allontanare dal bar: c’era chi leggeva il giornale con un cornetto in mano, studenti che facevano colazione insieme, gente che si godeva il sole sorseggiando uno spritz. In Trentino è possibile assistere a questa scena con una settimana di anticipo rispetto al resto d’Italia per la decisione presa dalla giunta Fugatti sulla base dei dati che indicano un miglioramento della situazione Covid.

 


 

I punti principali delle linee guida che disciplinano il servizio esterno per esercizi di somministrazione di pasti e bevande dettano, tra le altre cose, il consumo esclusivamente all’esterno, un orario d’apertura compreso tra le 5 e le 18 e un massimo di 4 persone allo stesso tavolo salvo che siano tutte conviventi.

 


 

Elisa Travaglia della Locanda Due Travi auspica che questo sia solo un inizio verso la normalità: “Speriamo che questa prima apertura rappresenti una volontà di muoversi in modo graduale con l’obiettivo di tornare a una situazione pre Covid. Per ora va bene limitarsi al servizio esterno così da poter controllare la situazione contagi. Anche se fuori, poter consumare un aperitivo comodamente seduti al tavolo è tutta un’altra cosa: i clienti hanno voglia di bersi un vino rilassati in un calice di vetro e non in piedi in un bicchiere di plastica. È importante anche il fatto che si possa utilizzare il vetro: per quanto si faccia attenzione a preferire stoviglie biodegradabili, in questa situazione l’usa e getta è diventato all’ordine del giorno aumentando il volume di rifiuti. Credo che adottando una logica graduale sia possibile andare incontro alle esigenze delle persone che hanno voglia di socialità e relax senza sottovalutare la sicurezza”.

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