Bar e ristoranti aperti all'esterno, un primo assaggio di normalità: a Trento in tanti hanno affollato i plateatici
Già dalla prima mattina di oggi, 19 aprile, c’era chi festeggiava la possibilità di bere e mangiare qualcosa senza doversi allontanare dal bar: c’era chi leggeva il giornale con un cornetto in mano, studenti che facevano colazione insieme, gente che si godeva il sole sorseggiando uno spritz

TRENTO. Dopo poco più di due mesi di divieto di consumare cibi e bevande all’interno delle attività di ristorazione e nelle loro adiacenze, i dehors dei bar e dei ristoranti di Trento tornano a essere popolati. Passeggiando per le vie del centro, si possono vedere gli spazi esterni dei locali pronti ad accogliere clienti che all’asporto preferiscono consumare il caffè, il cappuccino o un calice di vino seduti al tavolo.
Già dalla prima mattina di oggi, 19 aprile, c’era chi festeggiava la possibilità di bere e mangiare qualcosa senza doversi allontanare dal bar: c’era chi leggeva il giornale con un cornetto in mano, studenti che facevano colazione insieme, gente che si godeva il sole sorseggiando uno spritz. In Trentino è possibile assistere a questa scena con una settimana di anticipo rispetto al resto d’Italia per la decisione presa dalla giunta Fugatti sulla base dei dati che indicano un miglioramento della situazione Covid.

I punti principali delle linee guida che disciplinano il servizio esterno per esercizi di somministrazione di pasti e bevande dettano, tra le altre cose, il consumo esclusivamente all’esterno, un orario d’apertura compreso tra le 5 e le 18 e un massimo di 4 persone allo stesso tavolo salvo che siano tutte conviventi.

Elisa Travaglia della Locanda Due Travi auspica che questo sia solo un inizio verso la normalità: “Speriamo che questa prima apertura rappresenti una volontà di muoversi in modo graduale con l’obiettivo di tornare a una situazione pre Covid. Per ora va bene limitarsi al servizio esterno così da poter controllare la situazione contagi. Anche se fuori, poter consumare un aperitivo comodamente seduti al tavolo è tutta un’altra cosa: i clienti hanno voglia di bersi un vino rilassati in un calice di vetro e non in piedi in un bicchiere di plastica. È importante anche il fatto che si possa utilizzare il vetro: per quanto si faccia attenzione a preferire stoviglie biodegradabili, in questa situazione l’usa e getta è diventato all’ordine del giorno aumentando il volume di rifiuti. Credo che adottando una logica graduale sia possibile andare incontro alle esigenze delle persone che hanno voglia di socialità e relax senza sottovalutare la sicurezza”.













