Brachiterapia con rutenio, sbarca in Trentino l'innovativa tecnica per la cura dei tumori oculari
La tecnica consiste nell’applicazione di una placca nell’occhio, a contatto con il fibroma. Il paziente, affetto da melanoma oculare, sta bene ed è già stato dimesso dall’ospedale Santa Chiara

TRENTO. Per la prima volta in Trentino un paziente, affetto da tumore oculare, è stato sottoposto all’innovativa tecnica di brachiterapia con rutenio. Il degente, ora dimesso, ha subito il trattamento nelle scorse settimane nel reparto di radioterapia dell’ospedale Santa Chiara.
Il tumore all’occhio è una patologia rara, che solitamente si presenta in sei o sette casi per milione di abitanti e ogni anno si contano circa 400 nuovi affetti in Italia. Il fibroma, che nel 90 per cento delle volte prende origine dalla coroide e dal corpo ciliare, se non curato correttamente può inoltre portare, nel peggiore dei casi, alla perdita dell’occhio malato.
Nel 2007 è stata quindi brevettata nella regione Lazio una tecnica innovativa, la brachiterapia con rutenio, che consiste nell’applicazione di una placca radioattiva di rutenio all’interno dell’occhio, a contatto con il tumore e che, a seconda dell’entità della lesione, viene lasciata nel paziente per qualche giorno.
Tale trattamento, recentemente eseguito per la prima volta nel Trentino, è stato effettuato su un paziente seguito dall’ambulatorio dedicato alle patologie oculari dell’ospedale di Rovereto, affetto da melanoma oculare. La terapia è inoltre avvenuta grazie alla collaborazione tra le Unità operative di oculistica, radioterapia oncologica e il Servizio di fisica sanitaria.
L’esecuzione di questa metodologia innovativa è quindi un’ulteriore dimostrazione dell’impegno della provincia di Trento per la lotta ai tumori e la volontà dell’adozione e dell’arricchimento di nuovi servizi terapeutici. Dal 2018 infatti è attivo, nell’ambito dell’Unità operativa multizonale, l’ambulatorio dedicato alle patologie oncologiche oculari, che si occupa della cura di tumori primari, come melanoma oculare e angiomi coroideali, ma anche secondari, quali le metastasi.


















