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Belluno
01 ottobre | 11:54

Tumore al seno: cura radioterapica in una sola settimana nel Bellunese. La prevenzione intanto arriva anche sui treni ad alta velocità

Nel mese dedicato alla sensibilizzazione e alla cura del tumore al seno, l'Ulss 1 Dolomiti comunica l'importante, e innovativo, trattamento radioterapico, che consente di concludere il ciclo di cura in una sola settimana. Giovedì prossimo invece (6 ottobre) il programma Frecciarossa 2022 prevederà la possibilità di ricevere visite, consulenze ed ecografie gratuite sui treni ad alta velocità sulla tratta Venezia-Roma

BELLUNO. Nel Bellunese un innovativo trattamento radioterapico consente alle pazienti di concludere il ciclo di cura in una sola settimana: è questa la notizia con cui, in Ulss 1 Dolomiti, si apre il mese dedicato alla cura e alla sensibilizzazione del tumore al seno, mentre la prossima settimana, con il programma Frecciarossa 2022, la prevenzione arriva anche sui treni ad alta velocità, lungo la tratta Venezia-Roma. Giovedì 6 ottobre infatti, sui treni FR1000 9411 in partenza da Venezia Santa Lucia alle 9.26 e in arrivo a Roma Termini alle 13.29, e sul FR1000 9423 in partenza da Roma Termini e in arrivo a Venezia Santa Lucia alle 18.24 si svolgeranno visite, consulenze ed ecografie gratuite grazia al progetto di prevenzione promossa da Fondazione IncontraDonna con il gruppo Fs Italiane ed il patrocinio del Ministero della Salute.

 

Oltre alle iniziative di sensibilizzazione però, negli ultimi anni è stato ovviamente fondamentale lo sviluppo dei trattamenti e delle cure che vengono offerte alle pazienti. L'innovativo trattamento introdotto dall'Ulss 1 per esempio, dicono gli esperti, porta importanti benefici alle donne sia in termini 'logistici' per risparmio di tempo e spostamenti sia dal punto di vista psicologico, e permette di risparmiare i tessuti circostanti riducendo gli effetti collaterali a parità di efficacia. “Nel tumore al seno iniziale (non metastatico) – dice il direttore della Radioterapia dell'Ulss Dolomiti Alessandro Magli – la chirurgia è l'atto terapeutico più importante: senza l'intervento chirurgico è impossibile curare la malattia. Ma da solo, nella maggior parte dei casi, non è sufficiente: radioterapia e terapia medica sistemica hanno un ruolo importantissimo per aumentare le chance di sopravvivenza e guarigione. In generale, non c'è quasi mai un 'protagonista' assoluto e il trattamento contro il cancro è fatto da più persone e da più approcci che, combinati, riducono il rischio che la malattia possa ripresentarsi negli anni. La radioterapia della mammella e/o dei linfonodi viene eseguita, nella stragrande maggior parte dei casi, in donne trattate con la chirurgia conservativa”.

 

Negli ultimi anni, dice l'Ulss Dolomiti: “La radioterapia al seno sta subendo un'importante evoluzione in termini di personalizzazione dei trattamenti. Oggigiorno il trattamento di radioterapia si adatta sempre meglio alle esigenze cliniche delle singole pazienti, con conseguenti miglioramenti non solo in termini di risultati oncologici, ma anche di riduzione degli effetti collaterali. Per questo motivo sono stati sviluppati schemi di trattamento sempre più rapidi, con un minor numero di sedute e con aree di trattamento sempre più localizzate. Tutto questo è possibile solo grazie alla continua ricerca e all'evoluzione tecnologica”.

 

Grazie alle nuove tecnologie infatti, unita alle competenze dei professionisti, al centro di radioterapia Oncologica di Belluno sono state introdotte innovative metodiche di trattamento nel tumore della mammaria, il cui obiettivo è limitare gli effetti collaterali del trattamento e migliorare la qualità della vita delle donne. Tra queste, appunto, l'irradiazione parziale della mammella, dove per le pazienti selezionate in base alle linee guida nazionali ed internazionali, la Radioterapia dell'Ulss Dolomiti propone l'irradiazione parziale del seno operato con radioterapia a fasci esterni. Le dimensioni limitate del campo di radioterapia e l'utilizzo della intensità modulata consentono di risparmia i tessuti sani circostanti ed il trattamento può essere quindi eseguito, come detto, in una sola settimana con 5 sedute (rispetto alle 15-25 sedute richieste da altri trattamenti) a parità di efficacia.

 

La tecnologia di recente acquisizione permette inoltre di risparmiare al massimo i raggi al cuore riuscendo ad erogare il trattamento sfruttando il movimento toracico del respiro. In altre parole viene chiesto alla paziente di compiere un inspiro profondo e di trattenerlo per almeno 15 secondi, durante i quali verrà erogata la dose di radioterapia. “Un altro importante passo in avanti – dice Maria Grazia Carraro, direttrice generale dell'Ulss 1 Dolomiti – per la nostra Radioterapia al servizio delle donne, che ci fa essere all'avanguardia nelle cure proposte, come i maggiori centri di radioterapia italiani. Per un territorio come il nostro caratterizzato da grandi distanze, poter concludere il trattamento in una sola settimana ha un impatto importante in termini di risparmio di tempo e chilometri percorsi. Ma penso soprattutto al valore psicologico di questa tecnica innovativa che consente di chiudere un capitolo della propria vita in poco tempo. E ricominciare”.

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