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Caso Pedri, "Pregavo di trovarmi a casa con le gambe spezzate piuttosto che andare a lavorare". La testimonianza di una collega di Sara

Continuano a emergere dettagli sul malsano ambiente lavorativo del reparto di ginecologia del Santa Chiara di Trento. Una collega di Sara Pedri, la ragazza scomparsa a seguito delle vessazioni ricevute sul posto di lavoro, ha parlato ai microfoni di "Chi l'ha visto?", descrivendo una situazione terribile, che l'avrebbe portata a sperare di finire in un incidente pur di non doversi presentare in reparto

Di Mattia Sartori - 01 luglio 2021 - 10:14

TRENTO. “Ogni volta che andavo a lavorare pregavo Dio di fare un incidente e rompermi le gambe o rimanere paralizzata e rimanere a casa per sempre”. Queste le forti parole pronunciate davanti ai microfoni di “Chi l’ha visto?” da parte di una collega della scomparsa Sara Pedri (Qui articolo) presso il reparto di ginecologia di Trento. Quella che emerge dal racconto della donna è una situazione di lavoro terribile, con ritmi insostenibili, professionalità svilite e comportamenti al limite del mobbing.

 

Ti fanno lavorare per tre, ti ammazzano di lavoro e quando ti ammali, ecco, è in quel momento che ti mettono in disciplinare perché ti sei permesso di metterti in malattia. Fino a farti fuori”, prosegue la donna. Questo clima lavorativo vessatorio e deteriore avrebbe portato, tra il 2016 e il 2021, alle dimissioni di 12 medici, 3 infermieri e 47 ostetriche, come rivelato da una domanda del consigliere Degasperi, di Onda Civica. Un quadro inquietante, che ormai da settimane getta un’ombra sinistra sul reparto del nosocomio trentino e che ormai ha visto il coinvolgimento quasi quotidiano sia dei media che della politica (Qui articolo).

 

Al momento le forze dell’ordine stanno indagando sulla scomparsa di Sara, ancora irrintracciabile dopo l’abbandono di macchina e cellulare presso il Comune di Cis, vicino all’incrocio tra le strade statali 43 e 42. Per fare chiarezza sulla gestione viziata del reparto di ginecologia, invece, l’Apss ha costituito una commissione interna che in questi giorni starebbe ascoltando le testimonianze dei dipendenti. Il direttore dell’Unità operativa di ginecologia (Saverio Tadeo, ndr) nel frattempo si sarebbe messo in ferie per agevolare i lavori della suddetta commissione (Qui articolo).

 

Lavori per cui i dipendenti del reparto però non nutrono troppe speranze. “Per me verrà archiviato tutto, sono tutti ammanicati qua”, conclude infatti la collega di Sara intervistata a “Chi l’ha visto?”. Si attende però la fine dei lavori, confidando anche nel fatto che la rinnovata attenzione della politica e della popolazione verso questa problematica porti a delle soluzioni concrete e a delle prese di responsabilità da parte di chi avrebbe creato questo ambiente abusivo.

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