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| 20 nov 2021 | 19:54

Caso Prošek, scontro aperto tra Italia e Croazia. Coldiretti presenta ricorso all'Ue con 1.000 agricoltori

La decisione perché la domanda di registrazione del Prošek da parte della Croazia danneggia l'eccellenza italiana del Prosecco. Coldiretti: ''Puntiamo a rafforzare, con la partecipazione diretta dei viticoltori, il fronte nazionale di opposizione alla proposta dell’Unione Europea, per arrestare un pericoloso precedente in grado di ledere gli interessi dei produttori e dei consumatori del Prosecco e dell’intero patrimonio agroalimentare di qualità italiano''

Caso Prošek, scontro aperto tra Italia e Croazia
di Redazione

VALDOBBIADENE. Non si ferma lo scontro fra le Cantine venete e la Croazia per il Prošek. Si tratta di una battaglia istituzionale che ruota attorno alla richiesta avanzata dal Paese balcanico per avviare le procedure relative al riconoscimento della denominazione “tradizionale” per il suo Prošek, un vino dolce da dessert prodotto soprattutto in Dalmazia e ottenuto facendo appassire l’uva. Una richiesta che ha fatto scendere sul piede di guerra la Regione Veneto e non solo che vuole difendere il ben più famoso Prosecco.

 

Il Prošek è un vino dolce da dessert tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia per il quale Zagabria chiede di registrare una “menzione tradizionale” dopo che il tentativo di proteggere la stessa denominazione era già fallito nel 2013.

 

E' notizia di oggi che la Coldiretti nazionale, insieme a circa 1.000 imprenditori agricoli, ha presentato un autonomo atto di opposizione alla domanda di registrazione della menzione tradizionale croata Prosek pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea.

 

“Si tratta di una iniziativa che punta a rafforzare, con la partecipazione diretta dei viticoltori, il fronte nazionale di opposizione alla proposta dell’Unione Europea, per arrestare un pericoloso precedente in grado di ledere gli interessi dei produttori e dei consumatori del Prosecco e dell’intero patrimonio agroalimentare di qualità italiano” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “si rischia anche di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e nei negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare le denominazione Made in Italy dai falsi”.

La Coldiretti ha fornito il proprio sostegno ai tavoli di lavoro del Ministero delle Politiche Agricole, delle Regioni e dei Consorzi di tutela e sono state presentate autonome opposizioni anche da Coldiretti Treviso, Consorzio agrario Treviso e Uecoop per fare emergere tutti i diversi elementi di criticità della proposta di registrazione. La Croazia ha ora 60 giorni di tempo per le controdeduzioni e in questa fase potrà anche essere dichiarata la inammissibilità della richiesta come ha lasciato intendere il Commissario Europea all’agricoltura Janusz Wojciechowskial Forum internazionale dell’agroalimentare della Coldiretti.

L'importanza del Prosecco si vede anche nei numeri. Nel mondo quasi una bottiglia di vino italiano su sei stappate oggi all’estero è di Prosecco. Nel 2021 ha visto un incremento delle bottiglie esportate oltre confine del 40% (secondo l’analisi della Coldiretti su dati Istat dei primi otto mesi dell’anno).

Gli Stati Uniti sono diventati il primo acquirente in valore di bottiglie di Prosecco con un aumento del 56% ma l’incremento maggiore delle vendite – sottolinea la Coldiretti – si è verificato in Russia dove gli acquisti sono raddoppiati (+103%) mentre in Francia, il paese dello Champagne, guadagna il +35% seguita dalla Germania (+33%), nei primi otto mesi del 2021. L’appeal delle bollicine Made in Italy resiste anche alla Brexit con la Gran Bretagna che resta il secondo Paesi per quantità consumate con le vendite aumentano del 14%, e la prospettiva di incrementare ulteriormente visto che il Governo ha annunciato il taglio delle tasse sul Prosecco e sui vini spumanti con un calo di circa 1,3 euro a bottiglia che si rifletterà sui prezzi di vendita e renderà più accessibile l’acquisto del vino italiano.

Un successo che ha scatenato una fiorente produzione di imitazioni che rischiano di ingannare o confondere i consumatori di cui il Prosek è solo l’ultimo esempio, ma negli scaffali dei supermercati di tutto il mondo la Coldiretti ha smascherato anche il Meer-secco, il Kressecco, il Semisecco, il Consecco e il Perisecco tedeschi ma in commercio sono arrivati anche il Whitesecco austriaco, il Prosecco russo e il Crisecco della Moldova mentre in Brasile nella zona del Rio Grande diversi produttori rivendicano il diritto di continuare a usare la denominazione prosecco nell’ambito dell’accordo tra Unione Europea e Paesi del Mercosur.

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