Scontro aperto sulle Acciaierie Valbruna: Kompatscher non fa un passo indietro, il Veneto medita il ricorso, Tajani si schiera

BOLZANO/ROMA. Kompatscher tira dritto, i sindacati si dicono preoccupati, sale la tensione con il Veneto, con Roma e pure con i partner di giunta, tirati in ballo addirittura dal Vicepresidente del Consiglio Tajani. Insomma, lo scontro sul futuro delle Acciaierie Valbruna di Bolzano si inasprisce, e non poco, trasformandosi in un braccio di ferro tra la Provincia Autonoma di Bolzano e un fronte che vede uniti l'azienda, i sindacati e ora anche la Regione Veneto, allarmata dalle ripercussioni occupazionali.
Il nodo cruciale è il bando di gara pubblicato dalla Provincia per il rinnovo della concessione pluridecennale dei terreni su cui sorge lo stabilimento siderurgico. Nonostante le pressioni del tavolo ministeriale, guidato dal Ministro Adolfo Urso (Mimit), e le forti preoccupazioni espresse da tutte le parti coinvolte, il Presidente della Provincia Arno Kompatscher ha confermato la linea dura: nessuna revoca del bando. "Siamo sempre stati consapevoli dell'importanza strategica delle acciaierie dal punto di vista industriale e occupazionale - ha dichiarato Kompatscher - ma le normative europee non consentono una assegnazione diretta per la Valbruna, secondo le avvocature di provincia e Stato." La Provincia, dunque, tira dritto, sostenendo che i criteri per l'assegnazione dei punteggi nel bando siano chiari e mirino a garantire la stabilità: continuità della produzione e mantenimento della forza lavoro (oltre 500 famiglie a Bolzano e circa 2900 dipendenti totali tra Bolzano e Vicenza). Eventuali modifiche al bando saranno solo marginali.
Lo scontro si consuma nonostante la questione sia stata innalzata al massimo livello strategico. L'istruttoria avviata dal Mimit (Ministero delle Imprese) ha infatti confermato la piena strategicità dello stabilimento di Bolzano per la produzione di acciai speciali e materiali destinati anche al comparto della difesa.
Il Ministro Adolfo Urso è stato categorico: l'istruttoria Golden Power "ha blindato la continuità produttiva dello stabilimento" e "qualsiasi minaccia alla sua continuità produttiva potrebbe comportare l’esercizio dei poteri speciali da parte del Governo."
Kompatscher, tuttavia, ha replicato, ridimensionando l'intervento statale a un controllo a posteriori: il Governo interverrà solo se l'azienda vincitrice della gara (che non è detto sia Valbruna) non garantirà la produzione di acciaio ritenuta strategica.
La decisione di non ritirare il bando ha scatenato la reazione non solo di Valbruna (che ha già presentato ricorso al TAR senza chiederne la sospensiva), ma anche delle Istituzioni venete.
La Regione Veneto, dove ha sede lo stabilimento principale dell'azienda, ha sottolineato l'inscindibile legame funzionale tra gli stabilimenti di Bolzano e Vicenza. L'espulsione della Valbruna dagli impianti altoatesini, è la tesi portata al tavolo, porterebbe l'azienda ad abbandonare le produzioni in Italia.
Di fronte alla linea dura di Bolzano, la Regione Veneto starebbe valutando di unirsi al ricorso presentato dall'azienda al TAR, ampliando così il fronte dello scontro legale contro la Provincia Autonoma.
In questo complesso scenario é intervenuto, nella giornata di sabato il Vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani che non ha solo solo ribadito la strategicità dell’azienda, ma che ha voluto anche sottolineare come lui stesso, insieme all’assessore Christian Bianchi, stia seguendo da vicino la vicenda. “La provincia ha pubblicato un bando per il rinnovo della concessione dei terreni di Bolzano, e attendiamo lo sviluppo e l’esito di tale bando - dichiara Tajani - Il governo è pronto ad applicare i poteri speciali della normativa Golden Power, al fine di garantire la continuità produttiva del sito bolzanino.
In collaborazione stretta con l’assessore Christian Bianchi continuerò a seguire con attenzione questa vicenda, al fine di garantire alle oltre 500 famiglie di Bolzano un futuro lavorativo e la serenità aziendale che merita una realtà produttiva che da oltre 30 anni riveste un ruolo importantissimo nella economia dell’Alto Adige e della città di Bolzano”, conclude il vicepremier.









