Acciaierie Valbruna: la Provincia frena sulla vendita diretta e ipotizza una nuova gara
Ancora in stallo la situazione dello stabilimento bolzanino, nonostante le spinte dei ministri Urso e Salvini

BOLZANO. Salvini spinge per iniziare la trattativa per la vendita dei terreni, la famiglia Amenduni anche. Il ministro Urso continua a ribadire che il “sito è di importanza strategica e che verrà applicato il golden power". La provincia vorrebbe evitare la vendita diretta dei terreni e quindi, si vocifera, potrebbe essere aperto un altro bando. Quindi un'altra gara.
Come se questa vita di incertezze non fosse sufficiente per i lavoratori e per le loro famiglie.
Provincia e azienda stanno lavorando su diverse ipotesi per individuare in tempi brevi la soluzione che meglio garantisca la continuità della produzione siderurgica e dell’occupazione.
È questo il messaggio che, in più un’ora di confronto franco ma costruttivo, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, e l’assessore provinciale allo Sviluppo economico, Marco Galateo, hanno voluto trasmettere ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali e della RSU dell’Acciaieria di Bolzano, in occasione dell’incontro tenutosi a palazzo Widmann.
“Stiamo cercando assieme all’azienda la soluzione che dia garanzie ai lavoratori e si concili con le esigenze imprenditoriali, nel rispetto del diritto” ha detto il presidente Kompatscher. “Se fosse possibile una trattativa privata la faremmo subito, ma il diritto c’impone una procedura di evidenza pubblica”.
“La produzione siderurgica è strategica per la Provincia di Bolzano e per il Governo”, ha sottolineato l’assessore Galateo. “Il clima delle interlocuzioni con l’azienda è molto positivo, la nostra volontà è che la continuità occupazionale sia garantita con questi lavoratori”, ha concluso l’assessore provinciale allo Sviluppo economico, rispondendo agli accorati appelli dei rappresentanti sindacali.
Insomma, come quello con il ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso, è stato un incontro che avrebbe potuto fare chiarezza. O più chiarezza. E invece no.
Ancora non si sa.
Le soluzioni tecniche che verranno adottate ancora non si conoscono.
E i sindacati non vogliono pensare che tutto possa ricominciare da capo.
Il clima è sicuramente positivo e sereno, ma la soluzione è ancora lontana.












