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Bolzano
16 marzo | 13:08

Acciaierie Valbruna: si va verso la modifica della legge per chiudere la partita e garantire continuità produttiva e mantenimento dei posti di lavoro

L'ipotesi per l'accordo è una concessione di 50 anni

BOLZANO. L'inizio della svolta dovrebbe arrivare venerdì 20 marzo, quando il tema approderà nuovamente in Giunta Provinciale.

 

Un passaggio chiave quello che avverrà alla fine della settimana anche se, visto che si parla delle Acciaierie Valbruna, il condizionale è d'obbligo.

 

Gli ultimi mesi hanno insegnato che su questo tema non vi è certezza alcuna. 

 

Ma venerdì l'esecutivo provinciale discurerà la modifica alla Legge Territorio e Paesaggio del 2018, quella che permetterebbe alla vicenda Valbruna di vedere la parola fine grazie a un accordo che prevederebbe una concessione di 50 anni per il terreno, la continuità produttiva e degli investimenti e finalmente darebbe tranquillità a dipendenti, proprietari, investitori.

 

Come si è arrivati fino a questo punto e cosa accadrà venerdì, è presto detto. 

 

Dopo dopo mesi di trattative e dopo la gara d'appalto andata deserta, la società Valbruna, guidata dalla famiglia di industriali vicentini Amenduni, ha presentato ufficialmente alla Provincia un’offerta per l’acquisto dei 20 ettari in via Volta su cui sorge lo stabilimento delle Acciaierie.

 

La cifra proposta si aggirerebbe tra i 30 e i 40 milioni di euro, una somma che l’amministrazione provinciale ha considerato assolutamente inadeguata se confrontata con gli attuali prezzi di mercato a Bolzano, dove la scarsità di aree produttive ha spinto le ultime quotazioni oltre i mille euro al metro quadrato, portando il valore potenziale del sito sopra i 200 milioni.

 

Basti pensare che nella gara per la concessione cinquantennale dei terreni si parlava di 150 milioni di euro. 

 

Ma non è solo una questione di mero denaro: il timore che è stato espresso anche dal presidente Arno Kompatscher è che una vendita definitiva lasci la società libera di cambiare la destinazione dell’area in futuro, mentre l’obiettivo pubblico resta quello di salvaguardare la produzione e i posti di lavoro.

 

Per mantenere il controllo strategico su un settore considerato fondamentale a livello nazionale ed europeo, la Provincia ha deciso di puntare quindi su una nuova concessione di lunga durata, circa 50 anni, con un canone annuo vicino al milione e mezzo di euro. Questa soluzione, che sbloccherebbe di fatto la situazione, richiede però la modifica della legge Territorio e paesaggio del 2018.

 

Ed ecco la modifica alla legge arriverà in Giunta proprio alla fine di questa settimana. Il tutto per introdurre la concessione come quarta opzione per gli immobili di proprietà della Provincia, insieme ad affitto, diritto di superficie e vendita.

 

In settimana è prevista inoltre una convocazione a Roma dal ministro Adolfo Urso che agirà come mediatore nella trattativa tra la Provincia, ferma sulla formula della concessione, e l'azienda, che vorrebbe invece acquistare l'immobile. La fabbrica è considerata di interesse strategico per la produzione di acciai speciali e coinvolge circa duemila posti di lavoro tra Bolzano e Vicenza.

 

L'ipotesi per l'accordo è una concessione di 50 anni, superiore ai 30 attuali, per favorire la programmazione degli investimenti societari. Resta da chiarire se l'assegnazione avverrà per gara o trattativa diretta: mentre la Valbruna ritiene vi siano i presupposti per la trattativa diretta, Galateo ribadisce che è necessaria una manifestazione di pubblico interesse.

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