Braccio di ferro sulle acciaierie: la provincia sotto pressione per rivoluzionare il bando. Martedì il vertice a Roma
La dichiarazione di "strategicità" da parte del Ministero offre un assist al fronte sindacale-aziendale che chiede di trattare l'acquisto, evitando la gara. Ma nulla è facile come sembra

BOLZANO. Prima il Ministro Adolfo Urso, che ha annunciato la messa in campo del Golden Power sulle Acciaierie Valbruna (che già era stato annunciato nei giorni precedenti come avevamo riportato in QUESTO ARTICOLO), poi Roma che riconosce "la strategicità di Acciaierie Valbruna e la rilevanza della continuità degli approvvigionamenti in ambito siderurgico". Insomma, potrebbe esserci la luce in fondo al tunnel del "Caso acciaierie" che ormai da mesi sta tenendo con il fiato sospeso migliaia di lavoratori e le loro famiglie. I sindacati, rappresentati da Riccardo Conte (Fim), Marco Bernardoni (Fiom) e Giuseppe Pelella (Uilm), hanno accolto la mossa ministeriale con ottimismo, ricordando però che questo riconoscimento, pur garantendo che il sito rimarrà destinato alla produzione siderurgica, non comporta l'automatica riassegnazione alle Acciaierie Valbruna.
In questo momento però la controversia sul bando per la concessione del diritto d'uso sul sito di via Volta ha raggiunto un punto di stallo. L'attuale scenario ha innescato una forte mobilitazione da parte dei sindacati, dell'azienda e di una parte della politica, che congiuntamente chiedono il ritiro del bando. Il vicepresidente della Provincia e assessore, Marco Galateo, ha espresso un'apertura, dichiarando in modo esplicito: "Secondo me si modifica il bando senza ritirarlo e si ridanno quattro mesi a tutti per partecipare". Dall'altra parte, il presidente della Provincia Arno Kompatscher mantiene una posizione di grande prudenza: "Faremo le nostre valutazioni continuando il dialogo con il ministero", un approccio che evidenzia la difficoltà nel convincere la Svp.
Il Ministro Adolfo Urso ha programmato un incontro cruciale a Roma per martedì, convocando i rappresentanti della Provincia di Bolzano, della Regione Veneto, dei sindacati e la proprietà, ovvero la famiglia degli industriali Amenduni di Vicenza. In tale occasione si definirà l'applicazione della Golden Power: se questa "scatterà" unicamente alla conclusione della gara, per assicurare la permanenza della produzione siderurgica qualora il vincitore fosse un'azienda non siderurgica o straniera, oppure se si arriverà, come suggerito da Galateo, a un accordo con la Provincia per la revisione del bando. La principale preoccupazione dell'azienda è che la Golden Power garantisca che via Volta rimanga un sito siderurgico, ma non offre garanzie sulla vittoria del bando da parte di Valbruna.
L'attenzione sul destino dei 580 dipendenti bolzanini è inoltre amplificata dalla casa madre di Vicenza, che impiega 1.200 persone. Il contesto è reso ancora più sensibile dalla campagna per le elezioni regionali in Veneto del 23-24 novembre, che vede la presenza in campo di Alessandro Urzì, eletto nel 2022 nel collegio plurinominale di Vicenza.
L'auspicio dei sindacati è ora che la Provincia proceda al ritiro del bando per aprire un tavolo di trattativa con la proprietà che ha manifestato la volontà di acquistare l'intero immobile. La famiglia Amenduni, infatti, mira all'acquisto del sito, ma giudica eccessiva la richiesta della Provincia di 150 milioni di euro per 50 anni di diritto d'uso. Attualmente, l'azienda paga un canone annuale di 1,6 milioni di euro, che nel futuro diventerebbe di tre milioni, ma sottolinea che il costo effettivo sarebbe molto superiore qualora non venisse saldato subito l'intero importo.
La Provincia, basandosi sui pareri dell'Avvocatura della Provincia e dell'Avvocatura dello Stato, ha finora escluso la possibilità di un'assegnazione diretta. Tuttavia, il conferimento dello status di importanza strategica al complesso rafforza la posizione di chi sostiene la legittimità di procedere senza gara. A tal proposito, viene richiamata la legge provinciale del 10 luglio 2018: una normativa, successiva alla direttiva Bolkestein (2006) che impone l'evidenza pubblica per la libera concorrenza, introduce una deroga per gli "insediamenti con priorità strategica" alla regola generale che richiede una procedura ad evidenza pubblica per l'insediamento di imprese su immobili di enti pubblici. Nonostante ciò, la Provincia precisa che invocare tale legge non sarebbe possibile poiché la "strategicità" dell'azienda doveva essere definita in precedenza.
Domani, a Roma, i dubbi inizieranno ad essere chiariti, anche perchè i tempi stringono. Il termine ultimo per coloro che intendono partecipare alla procedura ad evidenza pubblica è il 14 novembre, data entro la quale dovranno dare l'adesione per il sopralluogo all'interno dello stabilimento.












