Il caso delle Acciaierie Valbruna approda a Bruxelles. Donazzan: "Lo stabilimento è un'eccellenza strategica che l'Europa non può permettersi di perdere"
“L’Europa – sostiene Donazzan – deve dimostrare con i fatti che crede nella propria industria. Valbruna è un simbolo di competenza, innovazione e qualità"

BOLZANO/BRUXELLES. Il futuro delle Acciaierie Valbruna non preoccupa solo la città di Bolzano e e quella di Vicenza. "Il dossier delle acciaierie Valbruna è un dossier in evidenza al nostro ministero. Stiamo valutando la Golden Power, ovvero il meccanismo normativo italiano che conferisce al governo poteri speciali per intervenire su operazioni strategiche, per proteggere l'interesse pubblico, perché quello stabilimento ha caratteristiche strategiche per il nostro Paese" ha affermato infatti il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Ma il caso è approdato anche a Bruxelles.
E' Elena Donazzan, europarlamentare di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Industria, Ricerca ed Energia (ITRE) del Parlamento europeo, a trattare il tema in una lettera inviata al vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Stéphane Séjourné, ricordando che “Valbruna è un'eccellenza strategica che l'Europa non può permettersi di perdere”.
“Ho espresso al vicepresidente Séjourné – spiega Donazzan – la mia profonda preoccupazione per quanto sta accadendo a Bolzano. Le Acciaierie Valbruna rappresentano un’eccellenza italiana ed europea nella produzione di acciai speciali destinati alla difesa, all’aerospazio, all’automotive, all’alimentare e ad altri settori strategici. Eppure, oggi rischiano la chiusura a causa di una gara pubblica indetta dalla Provincia Autonoma di Bolzano, che richiama la Direttiva Bolkestein, senza garantire la continuità produttiva né la salvaguardia occupazionale”.
“Applicare la Direttiva Bolkestein in un caso come questo – continua l’europarlamentare – significa ignorare la storia e la funzione industriale del sito, che fu espropriato e reso pubblico proprio per assicurare la continuità produttiva di un’acciaieria. Lo stabilimento impiega centinaia di lavoratori, ha investito oltre 400 milioni di euro e produce 300.000 tonnellate annue di acciaio certificato. La prospettiva di uno smantellamento entro diciotto mesi è non solo irrealistica, ma in palese contrasto con gli obiettivi europei di autonomia produttiva e industriale”.
Donazzan ha inoltre espresso il proprio apprezzamento per il nuovo Piano europeo sull’Acciaio, presentato a inizio ottobre: “Il Piano proposto dal vicepresidente Séjourné rappresenta un passo importante per rafforzare la capacità produttiva e la competitività dell’acciaio europeo. Tuttavia, perché sia efficace, è indispensabile garantire coerenza tra gli obiettivi europei e le decisioni degli Stati membri”.
“Per questo – aggiunge Donazzan – ho chiesto alla Commissione di valutare la possibilità di prevedere una deroga alla Direttiva Bolkestein per i siti produttivi riconosciuti come strategici, come già avvenuto in altri Stati membri. È necessario tutelare la continuità industriale delle eccellenze che rappresentano il cuore della manifattura europea”.
“L’Europa – conclude Donazzan – deve dimostrare con i fatti che crede nella propria industria. Valbruna è un simbolo di competenza, innovazione e qualità: lasciarla chiudere sarebbe un errore imperdonabile, non solo per l’Italia ma per l’intera Unione”.












