''Se c’è un’azienda sana che dà lavoro a centinaia di lavoratori (nessuno del gruppo tedesco ed elettore Svp) fai di tutto per tenerla. Qui la si caccia'', Fattor attacca l'Svp
Alla luce del "caso Valbruna" l'ex assessore mette le mani avanti e si chiede cosa accadrà una volta che scadrà la concessione anche per quel terreno, di proprietà della Provincia di Bolzano

BOLZANO. “E se accadesse la stessa cosa?”. In poche parole la domanda che si pone l'ex assessore comunale Stefano Fattor è questa. Mentre ancora si cerca di capire come uscire dal “caos Valbruna” in attesa della scadenza del bando di gara, l'attuale capogruppo del PD in consiglio comunale a Bolzano, guarda avanti, con un occhio puntato su un'altra realtà industriale bolzanina: l'Aluminium Bozen, fondata nel 1936 e specializzata nella produzione di estrusi in alluminio
Solo qualche giorno fa la stessa azienda aveva annunciato, con una lettera, la ripresa a pieno regime del lavoro, dopo l'incidente del 21 giugno 2024, in cui perse la vita l'operaio Bocar Diallo.
Le autorità competenti hanno infatti disposto il dissequestro totale dell'area interessata.
Durante i mesi di indagine, la fonderia è rimasta parzialmente ferma, imponendo all'azienda un "notevole sforzo per garantire continuità produttiva e fornire al mercato estrusi in leghe dure di alluminio, materiali utilizzati in settori ad alta tecnologia come difesa e aerospazio". "Garantire oggi la piena capacità produttiva significa anche assicurare al Paese un materiale strategico per la sua sicurezza nazionale ed industriale, oltreché per la competitività europea", aggiunge la proprietà. L'azienda, sottolinea che "è un segnale positivo che il Governo italiano, attraverso l'istruttoria Golden Power, abbia riconosciuto la piena strategicità del sito di Acciaierie Valbruna di Bolzano, che produce acciaio. È una conferma importante del ruolo che questi poli industriali rivestono per l'Italia. Noi siamo convinti che l'alluminio sia strategico quanto l'acciaio, perché è al centro delle grandi sfide della transizione verde, dell'aerospazio e della difesa".
Ed è proprio da qui che parte il ragionamento di Stefano Fattor. La concessione per il terreno di Aluminium scadrà nel 2030. Cosa accadrà? Verrà mandata via una realtà industriale funzionante, per fare spazio ad altro, voluto dalla Svp?
“Di solito se c’è un’azienda sana che dà lavoro a centinaia di lavoratori, migliaia con l’indotto, probabilmente nessuno del gruppo tedesco e certamente nessun elettore Svp - scrive l'ex assessore sul suo profilo Facebook - gli dai anche gratis il terreno e fai di tutto per tenerla e non per cacciarla. Nel caso di Aluminium sarebbe per far posto al Noi techpark (sua “mission”; ospitare aziende innovative) proprio quando Astat ci dice che il Trentino investe in ricerca e sviluppo quasi il doppio dell’Alto Adige che in tale ambito ha ridotto i fondi. Tutto questo succede ora”. “Ricordo sommessamente - prosegue Fattor - che è da 8 anni che con l’Svp governano in Provincia in ordine Lega, FdI e FI. Cioè quelli che per anni si promuovevano come “difensori degli italiani” e davano degli “zerbini” prima alla Dc, poi a Ds e Pd. Sicuramente c’è dell’insipienza politica da parte degli esponenti del centrodestra; ma non può essere solo questo. Se l’Svp fa quello che vuole con qualsiasi partner, innanzitutto è ora di dare la colpa all’Svp. E i partiti non Svp dovrebbero iniziare a mettere in campo un nuovo progetto politico".












