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Belluno
11 febbraio | 19:07

Hydro e l’incontro a Roma, i sindacati: "Continuità produttiva e trasparenza con i potenziali investitori. L'azienda non tiri la corda, altrimenti reagiamo”

Si è svolto a Roma l’atteso secondo vertice tra le parti per il futuro di Hydro. I sindacati rivendicano tre punti fondamentali: il mantenimento della fiducia con l’azienda, la garanzia occupazionale e la necessità di agevolare potenziali investitori già interessati. Presente anche la sindaca Viviana Fusaro, che parla di incontro positivo. RImane però il dubbio sullo spostamento della produzione a Ornago

FELTRE. “Non accetteremo cambi di procedure o giochi sui numeri tra sei mesi: serve certezza oggi per evitare disastri sociali domani, nel rispetto degli accordi e delle normative vigenti. Ora, insieme alla sindaca di Feltre, attendiamo fatti concreti”. Così Stefano Bona (Fiom Cgil Belluno) e Mauro Zuglian (Fim Cisl Belluno Treviso) commentano l'incontro svoltosi a Roma sul destino di Hydro.

 

Il vertice era atteso. Già ieri gli animi si erano scaldati, quando, a seguito di due incendi alla cabina elettrica dello stabilimento, era emersa la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione fino a 10 settimane e l’azienda aveva anche annunciato di voler trasferire le matrici produttive a Ornago, scatenando la reazione dei sindacati (qui le dichiarazioni).

 

Oggi, mercoledì 11 febbraio, presso il Ministero delle imprese e del made in Italy le parti si sono nuovamente incontrate in un clima che si preannunciava non facile: cosa è emerso? Tre i punti principali, secondo i sindacati. “Anzitutto la fiducia: l'azienda - scrivono - si trova di fronte a un bivio decisivo e il grado di fiducia che lavoratori e istituzioni possono riporre nella proprietà dipenderà esclusivamente dai comportamenti delle prossime settimane. La partita si gioca sui tempi: più veloce sarà il ripristino delle informazioni e la consegna della documentazione necessaria alle aziende interessate al sito, più rapido sarà il recupero di un rapporto costruttivo”.

 

C’è poi il nodo della reindustrializzazione, per la quale è confermato che ci sono soggetti interessati che hanno già effettuato sopralluoghi. “L’obiettivo prioritario - proseguono - è favorire l'ingresso di un soggetto forte, capace di garantire la continuità produttiva in armonia con il territorio. L'azienda deve mettere questi potenziali acquirenti nelle condizioni di valutare l'investimento nel minor tempo possibile: se Hydro vuole dimostrare responsabilità sociale, deve agevolare chi è pronto a subentrare”.

 

Infine, l’occupazione: è necessario mantenere i circa 200 addetti storicamente presenti nello stabilimento, per garantire la corretta applicazione degli ammortizzatori sociali e la futura cessione del ramo d'azienda. “Le raccomandazioni odierne - ribadiscono Bona e Zuglian - servono a garantire che questo tavolo ministeriale porti a risultati tangibili. Ci aspettiamo che l'azienda fornisca risposte immediate, in particolare sulla gestione degli occupati e la condivisione dei dati con i potenziali investitori”.

 

Presente a Roma anche la sindaca Viviana Fusaro, che in questi mesi ha sempre affiancato i lavoratori nelle loro rivendicazioni. “L’incontro è stato tutto sommato positivo – conclude - abbiamo aggiornato il Ministero sugli avvenimenti delle ultime settimane e, al tempo stesso, ribadito la ferma volontà di non arretrare di un passo, chiedendo tempi veloci e pragmatismo per arrivare a una soluzione definitiva per la salvaguardia dei posti di lavoro e dello stabilimento”.

 

Non va proprio tutto bene, però: rimane il problema della gestione della produzione. Se Hydro mantiene ferma l’intenzione di spostare a Ornago le matrici (nonostante abbia specificato che tali competenze rientreranno nel sito bellunese una volta riavviata l’attività a seguito degli incendi), i potenziali investitori potrebbero infatti essere disincentivati e, su questo fronte, i sindacati parlano di notizie poco rassicuranti. “Se l’azienda continuerà a prendere decisioni unilaterali riguardanti lo spostamento delle matrici - sottolineano - prenderemo provvedimenti. Non è possibile che i vertici continuino a tirare la corda prendendo in giro istituzioni, lavoratori e sindacati. Ci auguriamo che nessuna decisione sia presa in maniera unilaterale, soprattutto dopo le rassicurazioni date in sede ministeriale poche ore fa: in caso contrario Hydro dovrà aspettarsi la nostra reazione, perché difenderemo lo stabilimento e il lavoro con tutte le forze e i mezzi a nostra disposizione”.

 

Un nuovo incontro sulla vertenza è stato fissato per il 31 marzo.

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