Acciaierie, Kompatscher parla troppo e rischia di far saltare tutto. Galateo: "Non so come faccia a sapere che c'è solo Valbruna"
La polemica è scoppiata dopo che il governatore, intervistato dal quotidiano "Dolomiten", ha dichiarato che l'unica adesione pervenuta per il sopralluogo sarebbe quella di Acciaierie Valbruna. Un'informazione che, resa ora pubblica, potrebbe condizionare il risultato della gara

BOLZANO. Una situazione già delicata, delle parole di troppo e la bomba sempre più sul punto di esplodere. Nella complessa vertenza relativa al bando per la concessione del diritto di superficie delle ex Acciaierie di Bolzano, scoppia anche lo scontro al vertice: il vicepresidente della Provincia, Marco Galateo, sferra infatti un duro attacco al presidente Arno Kompatscher per aver rivelato in anticipo un dato sensibile sulla partecipazione al bando di gara.
La polemica è scoppiata dopo che Kompatscher, intervistato dal quotidiano "Dolomiten", ha dichiarato che l'unica adesione pervenuta per il sopralluogo – passaggio indispensabile per partecipare alla successiva gara la cui scadenza è fissata al 15 gennaio 2026 – sarebbe quella di Acciaierie Valbruna.
Il vicepresidente Galateo ha criticato apertamente la mossa del presidente, definendola una "leggerezza" e mettendo oltretutto in dubbio la sua certezza sul numero dei partecipanti. "Non so come faccia ad avere questa certezza e perché abbia reso pubblico un dato che potrebbe in qualche modo condizionare l'esito della gara - ha infatti affermato Galateo, annunciando di aver chiesto formalmente agli uffici competenti il numero esatto delle domande per informare la Giunta.
La questione è resa ancora più spinosa dalla normativa procedurale. La direttrice della ripartizione sviluppo economico, Manuela Defant, responsabile del procedimento, è sempre stata categorica: i dati sull'adesione al sopralluogo non possono essere divulgati prima della conclusione dell'intero procedimento, ovvero dopo il 15 gennaio. Una divulgazione anticipata come quella compiuta dal presidente potrebbe, in linea teorica, far configurare il rischio di turbativa d'asta.
Dal canto suo Valbruna, gruppo della famiglia Amenduni di Vicenza, aveva già anticipato la propria adesione pur contestando l'intera procedura del bando e annunciando di voler proseguire con le azioni legali già avviate al TAR, supportata in questa battaglia anche dalla Regione Veneto.
La certezza di essere l'unico soggetto interessato espone ora la Provincia a un rischio concreto. Valbruna potrebbe infatti strategicamente decidere di non presentarsi alla gara vera e propria. Una gara deserta le consentirebbe di "costringere" la Provincia a ritirare il bando per procedere a una trattativa privata o a modificarne i termini. Ma, qualora si scoprisse l'esistenza di un altro partecipante, Valbruna verrebbe esclusa.
Di fronte al rischio di una gara deserta e al blocco del sito industriale, Galateo ha annunciato che nella prossima riunione di Giunta chiederà un "impegno chiaro a voler mantenere il sito produttivo e i livelli occupazionali qualunque cosa succeda in questa gara."










