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| 03 apr 2023 | 10:28

Dal vino 'analcolico' alle etichette sanitarie fino ai kit fai da te: ecco la “cantina degli orrori” per Coldiretti al Vinitaly

Parla di un vero e proprio “attacco al vino italiano” la Coldiretti, che in occasione di Vinitaly 2023 ha realizzato uno stand dedicato: la “cantina degli orrori, con gli esempi più eclatanti degli attacchi al vino”

Dal vino 'analcolico' alle etichette sanitarie fino ai kit fai da te

VERONA. Dalle etichette sanitarie al Prosek e al 'Rosè' neozelandese, dai 'wine kit' per produrre i vini Made in Italy in casa fino all'eliminazione dell'alcol anche dai prodotti a denominazione di origine: sono questi gli “attacchi al vino italiano” che la Coldiretti ha esposto in occasione di Vinitaly 2023, allestendo uno stand che l'associazione ha chiamato “la cantina degli orrori”.

 

“Il giusto impegno dell'Unione per tutelare la salute dei cittadini – dice il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi, presente ieri al Vinitaly con una delegazione di oltre 40 giovani agricoltori trentini – non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. È infatti del tutto improprio assimilare l'eccessivo consumo di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione come la birra e il vino. Il vino fa parte a pieno titolo della dieta mediterranea”.

 

Il riferimento, come anticipato, è al via libera dell'Ue all'introduzione di alert sanitari anche su vini e birre in Irlanda (Qui Articolo), una decisione che Coldiretti ha criticato duramente. “Ma il vino Made in Italy – dice il direttore della sezione regionale dell'associazione Enzo Bottos – deve affrontare altri attacchi. Un esempio è la scelta della Ue di autorizzare nell'ambito delle pratiche enologiche l'eliminazione totale o parziale dell'alcol anche nei vini a denominazione di origine. In questo modo viene permesso ancora di chiamare vino un prodotto in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell'uva in mosto e quindi in vino”.

 

Anche lo zuccheraggio del vino è stato poi inserito dall'associazione tra le pratiche discutibili”, permessa “nell'Unione Europea ad eccezione di Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta e in alcune aree della Francia, che rappresentano però l'80% circa della produzione comunitaria”. Negli Stati Uniti, aggiunge Coldiretti: “E' addirittura consentita l'aggiunta di acqua al mosto per diminuire la percentuale di zuccheri secondo una pratica considerata una vera e propria adulterazione in Italia. Miscele di vini tavola bianchi e rossi per produrre un 'finto rosè' vietate in Europa sono possibili invece in Nuova Zelanda e in Australia. L'Ue però ha dato il via libera anche al vino senza uva con l'autorizzazione alla produzione e commercializzazione di vini ottenuti dalla fermentazione di frutti diversi dall'uva, come lamponi e ribes, molto diffusi nei paesi dell'Est”.

 

L'ultimo 'attacco' portato al Vinitaly da Coldiretti sono infine i kit fai da te “che promettono il miracolo di ottenere in casa il meglio della produzione enologica Made in Italy. Si tratta di confezioni che grazie a polveri miracolose promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Lambrusco o Montepulciano”.

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