Dalle etichette "terroristiche" sui vini ai grilli, "le nuove follie dell'Ue a tavola", Coldiretti: "Così si distrugge il made in Italy"
Dal via libera ai grilli al "terrorismo sul vino", passando per il divieto della pesca a strascico e le etichette 'semaforo'. Coldiretti: "Stiamo assistendo ad un vero e proprio attacco al made in Italy a tavola tra normative ideologiche e follie senza freni che rischiano di stravolgere per sempre lo stile alimentare della dieta mediterranea e il sistema produttivo nazionale basato sulla qualità e su tradizioni millenarie"

TRENTO. Le novità in materia di alimentazione, dal via libera a grilli e larve al "terrorismo sul vino", passando per il divieto della pesca a strascico e le etichette 'semaforo', secondo Coldiretti si starebbe assistendo ad un vero e proprio "attacco al made in Italy a tavola tra normative ideologiche e follie senza freni che rischiano di stravolgere per sempre lo stile alimentare della dieta mediterranea e il sistema produttivo nazionale basato sulla qualità e su tradizioni millenarie".
La denuncia, in particolare, è stata fatta dall'associazione in occasione dell'apertura di "Tuttofood" a Milano, dove è stato allestito un salone dedicato al "cibo italiano sotto attacco, per scoprire dal vivo le minacce al made in Italy a tavola portate dall'Unione Europea". A commentare la questione è anche Gianluca Barbacovi, presidente Coldiretti Trentino-Alto Adige che dichiara: "L'ultima follia è l'autorizzazione Ue concessa all'Irlanda per apporre alle bottiglie di vino e birra etichette con avvertenze terroristiche", nonostante il parere contrazioni alcuni paesi che lo ritengono "una barriera al mercato intero".
"Ma nel mirino Ue è finita anche la pesca italiana - prosegue Barbacovi -. Le nuove linee prevedono provvedimenti choc a partire dal divieto del sistema di pesca a strascico che rappresenta in termini di produzione ben il 65% del pescato nazionale". Misure che impongono anche la restrizione delle aree di pesca con tagli fino al 30% di quelle attuali: "Scelte che aprono di fatto alle importazioni selvagge, andando ad aggravare ulteriormente una situazione che nel 2022 ha visto arrivare in supermercati e ristoranti del nostro Paese oltre 1 miliardo di chili di prodotto straniero tra fresco e trasformato, pronto spesso per essere servito come italiano".
Nell'autunno 2023, si aggiungerà, probabilmente, un'altra novità: "Verrà discussa la proposta di regolamento sull'etichetta a colori, con il fronte dei Paesi del Nord che spinge il cosiddetto 'Nutriscore' - anticipa il presidente Coldiretti Trentino-Alto Adige -. Si tratta di un sistema di etichettatura, detta 'a semaforo', fuorviante, discriminatorio ed incompleto che finisce paradossalmente per escludere dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti sintetici".
"Sempre quest'anno potrebbero essere presentate le prime richieste di via libera all'arrivo sulle tavole in Europa per la carne prodotta in laboratorio come novel food dopo il via libera della Fda negli Stati Uniti. Si tratta di una minaccia letale per l’agricoltura italiana, la salute dei consumatori e la biodiversità del pianeta contro la quale sono state già raccolte oltre mezzo milione di firme nella mobilitazione della Coldiretti".
Nel frattempo, l'Unione Europea ha già provveduto a dare il via libera a larve e cavallette "resi farina e utilizzabili in una serie di alimenti come pane, panini, cracker, grissini, barrette ai cereali, nei prodotti a base di pasta, pizza o cioccolato ma anche nei preparati a base di carne, di prodotti sostitutivi della carne e nelle minestre. Ma l'orrore a livello globale può arrivare nel piatto sotto varie forme".
"Dal 'nutriscore' alle etichette allarmistiche sul vino, il giusto impegno della Commissione Europea per tutelare la salute dei cittadini secondo la Coldiretti non può tradursi in decisioni semplicistiche e ideologiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate - conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – ma neanche sull'imposizione ai cittadini di stili alimentari del tutto estranei alla nostra cultura e alla nostra tradizione".
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