Grilli in polvere come alimento, via libera dell’Ue. Lo chef trentino che cucina insetti: “Mercato in espansione, alcuni supermercati già li vendono”
Sono sempre di più i prodotti che ottengono il via libera alla commercializzazione da parte dell’Unione europeo. Davide Rizzoli, lo chef trentino che si occupa di alimentazione innovativa: “Un cracker a base di farina di insetti ha valori nutrizionali paragonabili a quelli di una barretta energetica”
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TRENTO. Nei giorni scorsi l’Unione europea ha dato il via libera per la commercializzazione dei grilli in polvere come alimento. La società vietnamita Cricket One Co. Ltd infatti aveva chiesto l’autorizzazione per utilizzare la cosiddetta “farina di grillo” per il confezionamento di prodotti come pane, cracker, grissini e altri prodotti. Associazioni di categoria come Coldiretti non hanno perso l’occasione per polemizzare sottolineando che “l’arrivo sulle tavole degli insetti solleva dei precisi interrogativi di carattere sanitario e salutistico”. Eppure va precisato che i controlli dell’Ue in materia alimentare sono estremamente rigorosi.
Nonostante l’avversione di molti italiani per questi nuovi tipi di alimenti c’è chi al contrario ha deciso di sperimentare le possibilità offerte dalla cucina. È il caso di Davide Rizzoli, giovane chef di Pergine Valsugana, che ha aperto una pagina Instagram “Mini’s Food” per occuparsi di cibi innovativi, come gli insetti ma non solo. Rizzoli, dopo essersi avvicinato a questo tipo di cucina grazie a un corso dell’Università di Verona, ha iniziato a organizzare le prime cene gourmet a base di insetti.
“Il progetto si è evoluto – racconta a Il Dolomiti – momentaneamente ho accantonato le cene che comunque sono state fondamentali per entrare nel mondo dell’alimentazione innovativa, capire come funziona e conoscere altre persone interessate al settore. Attualmente sto collaborando con alcune aziende fra cui una che produce alimenti a base di insetti”.
Di fatto le cene rappresentano solo la punta dell’iceberg di un progetto più articolato. “In particolare creo contenuti e seguo la comunicazione social di alcune aziende”, sottolinea lo chef perginese. “Se è un settore in espansione? Assolutamente sì, uno dei marchi per cui lavoro ha raccolto oltre 500mila euro in investimenti per lanciare prodotti di questo tipo anche in Italia”.
Al momento però resta da superare una barriera culturale, soprattutto per gli italiani che in cucina sono sempre molto conservatori. “C’è ancora molta diffidenza è vero, per ora la vendita di cibi a base di insetti avviene prevalentemente online ma con il via libera dell’Ue certi prodotti potrebbero potenzialmente arrivare nei supermercati”. Anzi, a ben vedere alcune aziende (persino italiane) hanno già fatto sbarcare in alcuni supermercati del Bresciano dei prodotti a base di insetti fra cui figurano delle patatine.
“Sicuramente fra i mercati dell’alimentazione innovativa gli insetti sono uno dei mercati più promettenti – prosegue il giovane chef – non bisogna dimenticare che questi prodotti nascono come fonte di proteine alternative”. Oltre alla diffidenze dei consumatori comunque, ci sono da superare delle criticità “tecniche”. “La normativa Ue ci dice che l’insetto è commestibile e sicuro ma attualmente manca una catena di produzione adeguata a soddisfare le richieste di un mercato che fra qualche anno potrebbe avere una grande espansione”. Oggi un singolo pacchetto di cracker a base di insetti può costare fino a 1,5 euro: “Se confrontato con quello di un cracker classico è un prezzo molto alto ma i valori nutrizionali sono molto diversi e per i cracker a base di insetti sono paragonabili a quelli di una barretta energetica. Con la crescita del mercato – conclude Rizzoli – i prezzi scenderanno anche a favore dei consumatori”.













