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Coronavirus, dal coprifuoco alle 23, la riapertura dei ristoranti all'interno, le novità nello sport e nei parametri Rt: ecco le misure del nuovo decreto

Il coprifuoco alle 23 sarà in vigore a partire da domani e sarà cancellato il 21 giugno. A partire dal primo di giugno nei ristoranti si potrà mangiare anche al chiuso. Restano sospese le attività in sale da ballo, discoteche e simili, all’aperto o al chiuso

Pubblicato il - 18 May 2021 - 08:05

TRENTO. L'Italia riapre con un ritorno alla normalità. Il Consiglio dei Ministri ieri sera ha approvato un decreto-legge che introduce le nuove misure relative alla pandemia con una sostanziale riapertura di diverse attività, con il coprifuoco che a partire da domani sarà spostato alle 23 e dal 21 giugno sarà cancellato. Il decreto prevede anche la possibilità per tutti di mangiare al chiuso nei ristoranti a partire dal primo di giugno. Ci sono poi misure che riguardano feste di matrimoni e attività sportive.

 

“La fiducia nella scienza e nelle sue evidenze è un faro irrinunciabile” ha spiegato il ministro Roberto Speranza in un post su Facebook. “I dati degli ultimi mesi hanno imposto scelte faticose, talvolta dolorose, oggi invece sono motivo di sollievo. Grazie alle misure adottate, alla cautela della stragrande maggioranza delle persone e all'impatto della campagna di vaccinazione possiamo proseguire il percorso graduale di riaperture. Iniziamo da subito portando il coprifuoco alle 23 e definendo un percorso di ritorno all'attività per diversi settori vitali per il nostro Paese”. Rimane, però, l'importanza, spiega Speranza di non dimentica “la prudenza e l’attenzione alle norme fondamentali di prevenzione”.

 

Ecco quali sono, quindi, i principali punti del nuovo decreto. Si parte con il coprifuoco. Dall'entrata in vigore del decreto viene spostato un'ora in avanti. Da domani, quindi, mercoledì 19 maggio, il divieto di spostamenti dovuti a motivi diversi da quelli di lavoro, necessità o salute, attualmente previsto dalle ore 22 alle 5, sarà ridotto di un’ora, rimanendo quindi valido dalle 23 alle 5. A partire dal 7 giugno, sarà valido dalle ore 24 alle 5 e poi dal 21 giugno sarà completamente abolito.

Un'importante novità attesa da molti è il ritorno alla possibilità di mangiare all'interno. Dal primo giugno sarà possibile consumare cibi e bevande all’interno dei locali anche oltre le 18, fino all’orario di chiusura previsto dalle norme sugli spostamenti.

 

A partire dal 22 maggio i centri commerciali potranno essere riaperti anche nei weekend. Il decreto spiega che tutti gli esercizi presenti nei mercati, centri commerciali, gallerie e parchi commerciali potranno restare aperti anche nei giorni festivi e prefestivi.

 

Per quanto riguarda lo sport viene poi anticipata l'apertura delle palestre al 24 maggio (e non il primo giugno come si pensava) ma non si potrà fare la doccia. A seguire il primo luglio potranno riaprire le piscine al chiuso, i centri natatori e i centri benessere, nel rispetto delle linee guide e dei protocolli.

 

Dal primo giugno all’aperto e dal primo luglio al chiuso, sarà consentita la presenza di pubblico, nei limiti già previsti (25 per cento della capienza massima, con il limite di 1.000 persone all’aperto e 500 al chiuso), per tutte le competizioni o eventi sportivi (non solo a quelli di interesse nazionale). Dal 22 maggio, invece, sarà possibile riaprire gli impianti di risalita in montagna, nel rispetto delle linee guida di settore.

 

I parchi tematici e di divertimento potranno riaprire al pubblico dal 15 giugno, anziché dal 1° luglio e per quanto riguarda tutte le attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi saranno di nuovo possibili dal 1° luglio.

Novità anche per le feste. Dal 15 giugno saranno possibili, anche al chiuso, le feste e i ricevimenti successivi a cerimonie civili o religiose, tramite uso della “certificazione verde”.

 

Restano sospese le attività in sale da ballo, discoteche e simili, all’aperto o al chiuso.

 

Un altro importante cambiamento arriva anche per l'Rt. Scendono da 21 a 12 i parametri per determinare il colore delle restrizioni legate al Covid, vale a dire quei valori che hanno finora determinato le aree gialle, rosse, arancioni e bianche dell'Italia alle prese con la pandemia. L'incidenza dei contagi, in particolare, andrà a sostituire il dibattuto indice Rt, mentre saranno determinanti, spiegano fonti di Palazzo Chigi, il tasso di ospedalizzazione nonché quello di saturazione delle terapie intensive.

 

Secondo le notizie arrivate da palazzo Chigi, il ministro Speranza avrebbe spiegato che si rimane in zona rossa con oltre il 40% dell'occupazione dei posti letto in ospedale e oltre il 30% in terapia intensiva. In zona gialla se l'occupazione delle terapie intensive è sotto il 20% e i ricoveri sotto il 30%. In zona arancione si i valori sono superiori al 20% in intensiva e 30% in area medica.

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