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Coronavirus, disposta la riapertura dei punti nascita di Cavalese e Cles: ''Riprende gradualmente l'attività, sospensione era stata dolorosa ma necessaria''

A oltre sei mesi dalla chiusura, riprende l’attività dei reparti di ostetricia e ginecologia nei due ospedali di Cavalese e Cles. L’aumento dei contagi e delle ospedalizzazioni dell'autunno scorso aveva reso necessaria una riorganizzazione delle varie strutture ospedaliere e la sospensione delle attività dei punti nascita, ad eccezione di quelli di Trento e Rovereto

Di L.A. - 20 maggio 2021 - 15:57

TRENTO. Riprende l'attività dei reparti di ostetricia e ginecologia degli ospedali di Cavalese e Cles. A oltre sei mesi dalla chiusura, i servizi riprendono dal prossimo 31 maggio. "La riapertura dei punti nascita - commenta l'assessora Stefania Segnana - significa tantissimo per le comunità delle valli di Fiemme e Fassa e delle valli del Noce, perché le future mamme torneranno a partorire in sicurezza vicino alle loro famiglie e ai loro affetti".

 

La situazione epidemiologica di Covid-19 è in miglioramento sul territorio provinciale e la diminuzione dei contagi e una flessione della pressione sugli ospedali contente una rimodulazione all'interno delle strutture sanitarie. Verso fine aprile i poli di Borgo e Tione sono diventati Covid free (Qui articolo) e ora si prevede la ripresa delle attività dei punti nascita a Cavalese e Cles. 

 

"La sospensione dei punti nascita – prosegue Segnana – è stata dolorosa ma necessaria. E' proprio nella fase dell’emergenza però che emerge la capacità di fare sistema: la rete delle nostre strutture ospedaliere ha dimostrato ancora una volta la capacità di adattarsi agli eventi avversi e riorganizzarsi secondo le nuove necessità che una pandemia come questa ha imposto. Gli ospedali di valle si sono messi al servizio del sistema e hanno dimostrato ancora una volta di essere presidi strategici".

 

Dall’inizio della pandemia, per rispondere, infatti, alle emergenti esigenze di riorganizzazione della rete assistenziale in tutta l’area materno-infantile, è stato necessario rivedere i percorsi di presa in carico delle donne in gravidanza, delle madri, dei padri e dei neonati. Da marzo dello scorso anno non è stato più possibile inoltre organizzare gli incontri di preparazione alla nascita e le visite nei vari reparti degli ospedali nelle modalità tradizionali (incontri di gruppo in consultorio o in ospedale) ma per spirito di adattamento di ostetriche e operatori sanitari, questi appuntamenti sono stati ripensati sperimentando nuove modalità online, cercando di vivere comunque la novità come un’opportunità.

 

I servizi ospedalieri, territoriali e consultoriali con le ostetriche in prima linea, hanno quindi pensato di entrare, virtualmente, nelle case delle future mamme, proponendo gli incontri in modalità online. L’obiettivo è stato da subito quello di non lasciare che l’emergenza relegasse sullo sfondo il momento della nascita. L’impegno delle ostetriche e dei consultori non si è esaurito con gli incontri online, perché il supporto alle donne è stato garantito anche attraverso i contatti telefonici e la telemedicina.

 

L'abbassamento della curva epidemiologica e il miglioramento dei dati consento un'ulteriore rimodulazione e di integrare le modalità online con la contestuale e graduale ripresa dell’attività ordinaria nelle varie strutture. L'intenzione è quella di tornare agli incontri in presenza, nel rispetto di tutte le misure anti Covid e del vincolo degli spazi.

 

Alcune strutture hanno già spazi adeguati per poter organizzare in sicurezza incontri in presenza mentre per altre realtà si è alla ricerca di spazi alternativi. Alla base di tutto c’è la volontà di Apss di continuare a offrire sostegno e orientamento al percorso materno infantile, dalla programmazione della genitorialità fino a dopo la nascita (con incontri individuali e collettivi). Il sostegno alle famiglie continua infatti anche dopo la nascita, direttamente a domicilio, in una cornice più ampia di promozione della salute materno-infantile e della famiglia.

 

A breve alcune strutture riapriranno le porte ai papà e futuri papà, che potranno essere presenti ai vari controlli previsti durante la gravidanza e potranno stare accanto alla mamma e al bambino non solo durante il travaglio e il parto ma anche nei giorni successivi al parto in ospedale. L’obiettivo è di arrivare gradualmente alla riapertura generale alla presenza del papà o di una persona a scelta della donna, durante tutto il percorso nascita, in linea anche con quanto indicato dall’Istituto superiore di sanità.

 

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