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Riaprono i punti nascita di Cavalese e Cles e la solita passarella è servita tra foto di rito e sorrisi mentre il Trentino attende i vaccini

Terminata l'emergenza Covid le strutture si rimettono in moto e mentre, per ammissione di Segnana e Fugatti, il Trentino è il penultimo territorio italiano per numero di dosi ricevute continuano le passerelle dei nostri politici (l'ultima, la più incredibile, sulla salita del Giro mentre in Regione si votava sul caso Savoi) quando forse ci sarebbe da perorare, notte e giorno, la causa dei trentini a Roma per mettere almeno in pari la Pat con il resto d'Italia

Di Luca Pianesi - 31 May 2021 - 19:35

TRENTO. ''La riapertura dei punti nascita è simbolo di speranza, fiducia e rinascita''. Oggi hanno riaperto i punti nascita di Cavalese e Cles ed è ripresa l’attività dei reparti di ostetricia e ginecologia nei due ospedali dopo la sospensione dovuta all'emergenza Covid e alle riorganizzazioni delle strutture ospedaliere e immancabile, come ad ogni ''inaugurazione'' che si rispetti, ecco presente l'assessora Stefania Segnana a Cavalese e l'assessora con il presidente Fugatti a Cles.

 

 

Mentre il Trentino è, per loro stessa ammissione (si veda il video qui sopra che risale alla scorsa settimana), il penultimo territorio italiano per dosi ricevute di vaccini e non riesce, quindi, ad aprire a fasce d'età inferiori ai 50enni mentre il resto del Paese corre e sta vaccinando anche gli over 18, i membri della giunta provinciale non perdono occasione di mostrarsi a tagli di nastri, inaugurazioni, riaperturine e riaperturettesfilate stile Fugatti con la sua e-bike sulla salita di Sega di Ala (mentre c'era da votare in consiglio regionale per risolvere il problema Savoi) e sono sempre pronti per foto social, selfie e interviste televisive.

 

 

Meno pronti, evidentemente, a tenere il Trentino al passo con il resto d'Italia in quella che è, di fatto, in questo momento la vera partita politica dove investire ogni energia per quei trentini che dovrebbero rappresentare. Più facile, però, sicuramente, partecipare alle inaugurazioni e allora ecco cosa è successo prima a Cavalese e poi a Cles con le belle parole dei rappresentanti politici raccolte nei comunicati stampa della Provincia. 

 

 

Cavalese

Oggi hanno riaperto i punti nascita di Cavalese e Cles ed è ripresa l’attività dei reparti di ostetricia e ginecologia nei due ospedali, dopo la sospensione dovuta all’emergenza Covid e alla conseguente riorganizzazione delle strutture ospedaliere trentine. Questa mattina l’assessore alla salute Stefania Segnana si è recata a Cavalese, per condividere con i sanitari e i rappresentanti delle amministrazioni locali la soddisfazione per la ripresa di un servizio - è stato evidenziato - dal forte valore simbolico. “La riapertura dei punti nascita – ha detto l’assessore Segnana – è simbolo di speranza, fiducia e rinascita”. Alla visita hanno presenziato anche i consiglieri provinciali Pietro De Godenz e Gianluca Cavada, il Commissario della Comunità Territoriale della Val di Fiemme Giovanni Zanon e il sindaco di Cavalese Sergio Finato. “Per quanto riguarda i punti nascita – ha spiegato l’assessore – si sta anche lavorando a livello nazionale per rappresentare le necessità di un territorio di montagna come il nostro”.    

“C’è un forte legame – ha detto l’assessora rivolgendo il suo saluto al personale della struttura – tra la comunità e questo ospedale. La riapertura del punto nascita è motivo di speranza. Stiamo uscendo da un periodo estremamente difficile, per i sanitari e anche per gli amministratori. Molte famiglie sono state colpite dalla pandemia e anche uscirne è impegnativo. Se siamo arrivati a questa riapertura è grazie al vostro lavoro, al vostro impegno, alla passione e all’umanità con cui avete affrontato le difficoltà. E i cittadini ci continuano a testimoniare la gratitudine per come gli operatori hanno affrontato la pandemia e per come stanno affrontando anche questa fase di grande lavoro per le vaccinazioni”.

I mesi appena trascorsi, è stato sottolineato, hanno messo alla prova anche la capacità di adattamento delle strutture sanitarie e dei professionisti che ci lavorano.

“Grazie – ha aggiunto l’assessore - a chi ha dato la sua disponibilità per affrontare le urgenze e le necessità che si sono presentate. L’azienda provinciale per i servizi sanitari si è trovata a riorganizzare i reparti in pochissimi giorni. Un ringraziamento va dunque anche ai tecnici e alle altre figure professionali. Il nuovo piano di organizzazione va nella direzione di dare importanza maggiore agli ospedali di valle perché riteniamo che siano fondamentali per la comunità”.
Un legame forte, è stato evidenziato nei diversi interventi, quello tra l’ospedale e la comunità locale; un rapporto testimoniato anche dalla risposta dei cittadini e delle associazioni del territorio alla raccolta di donazioni.

Assieme ad alcuni dei sanitari che operano a Cavalese, con la responsabile del reparto di ostetricia e ginecologia Fabrizia Tenaglia, erano presenti anche Mario Grattarola, direttore del Servizio ospedaliero provinciale, e Pierantonio Scappini, direttore degli ospedali di Cavalese e di Borgo Valsugana. Nei diversi interventi la soddisfazione per la riapertura del punto nascite e la gratitudine per la risposta del personale nell’affrontare le difficoltà di questo periodo. Dopo la riapertura odierna a Cavalese sono dunque attese a breve le prime nascite.

 

Cles

"Un segnale di speranza e possiamo dire davvero di rinascita: la riapertura oggi del punto nascite di Cles rappresenta un momento di ripresa importante dei servizi ospedalieri, fra i quali quello ostetrico e ginecologico che per le partorienti era molto atteso", così l'assessore alla salute e alla famiglia Stefania Segnana che è stata accolta assieme al presidente Maurizio Fugatti dal direttore dell'ospedale delle valli del noce Armando Borghesi e dal direttore dell'unità operativa di ostetricia e ginecologia Roberto Luzietti. Presenti anche il direttore sanitario di Apss Antonio Ferro, il sindaco di Cles Ruggero Mucchi e il commissario della Comunità di valle Silvano Dominici.

Fugatti e Segnana hanno ringraziato i sanitari per l'impegno di questi ultimi mesi: durante il fermo del punto nascite il personale sanitario del reparto ha prestato servizio a Trento e Rovereto e presso i centri vaccinali. In questo periodo è stata inoltre realizzata una nuovissima sala per le emergenze ostetriche, che da oggi sarà operativa sullo stesso piano delle sale parto e delle degenze ostetriche.
 

Antonio Ferro ha spiegato che i servizi del percorso nascita saranno ripresi gradatamente: dalle prime ecografie al travaglio e parto, non appena la situazione epidemiologica lo consentirà. Soddisfazione e gratitudine sono stati espressi da Mucchi e Dominici, che hanno sottolineato l'importanza del servizio per le Valli di Non e Sole, che con la nuova sala emergenze risulta ancora più valido e sicuro dal punto di vista sanitario.

 

Dopo il punto nascita, Fugatti e Segnana hanno visitato il centro vaccinale allestito presso il centro per lo sport e del tempo libero di Cles. Aperto il 10 maggio scorso, il centro ospita sei linee vaccinali (oggi erano operativi due medici, tre infermieri, due amministrativi e due volontari), garantendo mediamente 200 vaccini al giorno e potendone raggiungere potenzialmente 400. Finora sono sono 13.300 i vaccini somministrati, ma dai rappresentanti delle istituzioni e dai dirigenti sanitari è stato rivolto un appello, affinché tutti gli aventi diritto usufruiscano dell'opportunità di vaccinarsi, per proteggere se stessi e per poter contrastare il più possibile la circolazione del Covid.

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