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Coronavirus, Fugatti: ''La scuola delle superiori al 50% in presenza. Ci sarà qualche criticità ma percorso da portare avanti''

E' un tema caldo, il fronte delle Regioni è spaccato. Il presidente Fugatti conferma l'intenzione di aprire gli istituti superiori: "Ci sarà qualche criticità ma la valutazione scientifica dice che non c'è un grande rischio. Dobbiamo credere che il sistema scolastico almeno in parte possa ritornare sui binari ordinari"

Di Luca Andreazza - 04 January 2021 - 20:18

TRENTO.  "Le scuole superiori riaprono il 7 gennaio al 50% in presenza". Così il presidente Maurizio Fugatti che ribadisce quanto contenuto nella nota dell'assessore Mirko Bisesti per la riapertura degli istituti (Qui articolo). "Ci sarà qualche criticità ma la valutazione scientifica dice che non c'è un grande rischio. Dobbiamo credere che il sistema scolastico almeno in parte possa ritornare sui binari ordinari".

 

E' un tema caldo quello della ripartenza delle scuole. Il governo appare deciso nel via libera alla ripartenza delle lezioni in classe al 50% superata l'Epifania, mentre è il fronte delle Regione quello spaccato: Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno già deciso per la proroga della Dad fino al 31 gennaio. Ma sono molte le perplessità degli enti locali tanto che il ministro Francesco Boccia sarebbe apparso irritato perché qualcosa non tornerebbe se si sposta la ripartenza della scuola ma si mantiene al 18 gennaio l'avvio della stagione invernale: ok le valutazioni sulla condizione epidemiologica per prevedere misure restrittive ma allora tutte quelle attività a rischio contagio andrebbero spostate di conseguenza. 

 

"Non c'è ancora una posizione chiara - commenta il presidente - il governo però non ha specificato un cambio di linea. Altre Regioni hanno deciso diversamente, noi diamo l'ok sulla base dei dati epidemiologici e sulla base di quanto ci dice la nostra struttura scientifica: il rischio non è pesante rispetto alla situazione attuale. Abbiamo sempre creduto il più possibile di garantire la presenza, anche nei momenti più difficili. Abbiamo organizzato i trasporti, ci saranno criticità come all'epoca dell'apertura precedente, ma reputiamo che sia un percorso da portare avanti".

 

Un'indicazione di semaforo verde confermato dalla Pat nella mattina di oggi anche ai dirigenti scolastici. "Il passaggio al 75% delle lezioni in presenza dipende invece da molti fattori, soprattutto il livello dell'epidemia. Non si può decifrare se il contagio si inasprirà nelle prossime settimane. Vedremo quello che accadrà, non si riesce a prevedere il Covid", conclude Fugatti. Il nuovo Piano prevede l’aggiunta di ulteriori 115 mezzi per i percorsi extraurbani20 per le tratte urbane e 40 per il trasporto ferroviario.

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