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| 15 mar 2021 | 16:01

Coronavirus, le Rsa bloccano le visite. Il dramma di Loredana: ''Vedevo mio marito 25 minuti a settimana ora mi tolgono anche quelli''

Le visite avvenivano in una stanza senza alcun contatto con l'ospite. "Tra me e mio marito c'era un vetro e ci parlavamo con il citofono. Ora nemmeno più quello''. L'appello dei famigliari degli ospiti nelle Rsa: ''Un ennesimo brusco distacco sarebbe avvertito come 'abbandono', che produrrebbe così ulteriori gravi, irreversibili danni sotto l’aspetto psicologico e fisico”

Coronavirus, le Rsa bloccano le visite
di Redazione

TRENTO. “Potevo incontralo solo 25 minuti alla settimana e da questa mattina nemmeno più quello. Non si può andare avanti in questo modo”. Ha la voce quasi rotta dal pianto Loredana. Da qualche tempo suo marito è ospitato alla Casa di Riposo Beato de Tschiderer di Trento. E' affetto da demenza e purtroppo, di recente, gli è stato diagnosticato anche un tumore.

 

Da tre settimane la struttura aveva riaperto, pur in maniera molto limitata, le visite. Oggi il Trentino è entrato in zona rossa e Loredana ha quindi deciso di contattare l'Ente per capire se le era consentito far visita al marito. “Ho chiamato e in un primo momento – ci racconta – mi è stato detto che stavano approfondendo la situazione. Poi nelle scorse ore mi è stato comunicato che le visite sono state bloccate”.

 

La decisione è stata presa anche da molte altre strutture ma non tutte.  Le strutture che hanno attivato le visite in presenza, per esempio, continuano a tenere aperte le visite attraverso una specifica autorizzazione rilasciata dal medico della struttura che, ritenendo la visita del familiare parte integrante del percorso di cura, ritiene opportuno mantenerle. 

 

Molte altre, però, hanno deciso di riadottare rigide regole. Proprio questa mattina è arrivato un appello da parte di un gruppo di famigliari alla Pat (QUI L'ARTICOLO) affinché non si interrompessero le visite fondamentali per molti ospiti che rischiano di sentirsi nuovamente “abbandonati”.

 

“Le visite – ci spiega la signora Loredana molto provata dalla situazione – avvenivano in una stanzetta e non avevamo alcun contatto con gli ospiti. Parlavamo tramite un citofono e avevamo davanti una sorta di vetro. Non ci sarebbe stato alcun pericolo”.

 

Paradossale, spiegano alcuni, la possibilità data di andare in alcuni negozi e non quella invece di poter far visita, in una situazione di sicurezza, a d un proprio caro in una casa di riposo dove, fra l'altro, sono stati effettuati i vaccini. 

 

Difficile effettuare in alcune condizioni di salute anche le videochiamate.

 

La speranza è che le visite, nel rispetto di tutte le regole, possano quanto prima riprendere. “Avevamo appena iniziato a rivederci non possono allontanarci di nuovo” conclude.

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