Coronavirus, visite nelle Rsa ancora bloccate. I familiari: ''Basta, sembrano più a delle prigioni che a strutture assistenziali''
La lettera dei familiari degli ospiti della Rsa Santo Spirito di Pergine: "Se le RSA non saranno riaperte, prevarrà la morte sociale, cognitiva e affettiva dei nostri cari"

PERGINE. “Basta, basta e basta” lo ripetono per ben tre volte i familiari degli ospiti della Rsa Santo Spirito di Pergine in merito al perdurare della chiusura delle strutture a causa della pandemia.
In una lettera inviata a ilDolomiti.it firmata da un gruppo di familiari è spiegato come non sia più sostenibile continuare con la chiusura delle case di riposo e il conseguente impedimento da parte dei famigliari di poter vedere i propri cari. Una situazione, questa, che sta riguardando un po' tutte le strutture presenti sul territorio.
“Il passare delle settimane, dei mesi, anzi ormai più di un anno – spiegano i familiari - ha inflitto una ferita che sanguina ogni volta che vede comparire all’orizzonte l’ennesimo ostacolo alla riapertura delle Rsa, strutture che ormai assomigliano nell’immaginario dei familiari (e forse anche in quello collettivo ormai) più a delle prigioni che a strutture assistenziali, e non per la vita che si svolge all’interno o per la qualità dell’assistenza, sia ben chiaro, ma per il fatto che si può uscire solo da morti e nessuno può starti vicino”.
Qui la lettera


















