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Coronavirus, l'Italia diventa gialla. Restano arancioni Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria

Continua a scendere l’Rt nazionale che tocca quota 0,84 mentre la scorsa settimana era allo 0,97 già in calo dopo cinque settimane di crescita e di permanenza sopra la soglia critica dell'1. E così in base al monitoraggio tutte le Regioni tranne il Molise nel periodo tra il 18 e il 24 gennaio hanno dati da zona gialla, cioè un Rt inferiore a 1. La Provincia di Trento con l'Rt più basso d'Italia

Di L.P. - 29 gennaio 2021 - 19:11

TRENTO. L'Italia è sempre più gialla, il rosso scompare e solo quattro regioni e la Provincia di Bolzano restano arancioni. Questa la decisione della Cabina di regia dell'Iss che quindi segna una nuova fase per il Paese con un graduale ritorno alla normalità.

 

Continua a scendere l’Rt nazionale che tocca quota 0,84 mentre la scorsa settimana era allo 0,97 già in calo dopo cinque settimane di crescita e di permanenza sopra la soglia critica dell'1. E così in base al monitoraggio tutte le Regioni tranne il Molise nel periodo tra il 18 e il 24 gennaio hanno dati da zona gialla, cioè un Rt inferiore a 1 e un rischio basso o moderato ma non tutte cambiano colore. Questo perché per passare da una fascia all'altra si devono aspettare due settimane con dati compatibili con la zona di colore inferiore, partendo, però dalla settimana di calo dei dati, quindi in totale finiscono per passare tre settimane e proprio per accelerare tali procedure il ministro Speranza ha chiesto ai tecnici di valutare se applicare il Dpcm in modo diverso da come è stato fatto fino ad ora scalando in due settimane nette.

L'Umbria è l'unica Regione che registra una classificazione complessiva di rischio "alta", per tre o più settimane consecutive. Lo evidenzia la tabella relativa agli indicatori per la valutazione del rischio allegata al monitoraggio settimanale della cabina di regia.

 

Restano, allora, in zona arancione: Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e provincia di Bolzano. Tutte le altre sono gialle. A livello nazionale l'incidenza dei casi per abitante è in calo: negli ultimi 14 giorni è passata da 339 casi per 100mila abitanti a 289. Comunque, si legge nel rapporto dell'Iss, "l'incidenza è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Il servizio sanitario ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate. Nella settimana di monitoraggio rimane molto alta l’incidenza nella Provincia di Bolzano (582,75 per 100.000 dal 18 al 24 gennaio)".

 

La situazione dell'Rt nelle Regioni

Abruzzo 0,81

Basilicata 0,91

Calabria 0,82

Campania 0,97

Emilia Romagna 0,77

Friuli 0,68

Lazio 0,73

Liguria 0,87

Lombardia 0,84

Marche 0,88

Molise 1,51 (ma con un intervallo inferiore di 1,16)

Piemonte 0,82

Provincia di Bolzano 0,8

Provincia di Trento 0,56

Puglia 0,9

Sardegna 0,81

Sicilia 0,98

Toscana 0,95

Umbria 0,96

Val d'Aosta 0,82

Veneto 0,61

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