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Coronavirus, Ruscitti: "Anticorpi monoclonali autorizzati dall'Aifa? Anche in Trentino, se serve, si possono usare"

Dopo l'ok dell'Aifa alla somministrazione degli anticorpi monoclonali in Italia, dirigente generale dipartimento salute e politiche sociali della Provincia di Trento rassicura sul loro utilizzo anche in Trentino. "Se serve, i colleghi lo potranno usare su una precisa casistica di pazienti"

Di Davide Leveghi - 06 febbraio 2021 - 17:59

TRENTO. La notizia del via libera dato dall'Agenzia italiana per il farmaco all'utilizzo anche in Italia degli anticorpi monoclonali nella lotta al Coronavirus fa ben sperare. “Una possibilità in più, oltre al vaccino, per contrastare il Covid-19”, ha esultato il ministro della Salute Roberto Speranza, comunicando l'avvenuta firma del decreto che ne autorizza la distribuzione.

 

Utile per i pazienti appena contagiati e a rischio, gli anticorpi monoclonali rappresentano uno strumento efficace, secondo le ricerche finora effettuate, non solo per abbattere la carica virale ma anche per ridurre la mortalità. Secondo il documento dell'Aifa, le singole Regioni e Province autonome potranno autonomamente decidere se e quanto utilizzarli nella terapia dei pazienti Covid.

 

Per quanto riguarda il Trentino, l'ok dato dall'Aifa ha trovato una risposta positiva da parte dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari. Alla domanda sul possibile utilizzo anche in provincia di Trento di questo strumento nella lotta al Coronavirus, il direttore del Servizio salute Giancarlo Ruscitti ha espresso soddisfazione.

 

“E' chiaro che quando l'Aifa li autorizza, i colleghi che operano nell'Azienda provinciale, di fronte a casi di pazienti che necessitano di questa terapia, lo potranno fare – ha dichiarato nel consueto punto stampa sulla situazione Coronavirus in provincia – prima non si poteva perché mancava ancora l'autorizzazione all'uso. Oggi che questa c'è, esiste anche una casistica in cui poter utilizzare questa terapia”.

 

Ma qual è questa casistica?Si tratta di pazienti con una viremia alta e improvvisa nei primi giorni della malattia – ha spiegato – serve a prevenire il decadimento soprattutto nella saturazione di ossigeno e nell'impegno polmonare. Situazioni che purtroppo vediamo in alcune persone”.

 

I soggetti in cui gli anticorpi monoclonali potrebbero avere effetto benefico sono soprattutto quelli appartenenti a le fasce più a rischio, gli over65 così come coloro che risentono di patologie particolari.

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