Covid-19, la quarta ondata corre e in Italia si punta a vaccinare i bambini nella fascia 5/11 anni. In Germania previsti centinaia di nuovi ricoveri in rianimazione
Secondo l'Oms l'Europa è tornata ad essere l'epicentro della pandemia a livello mondiale: forte rialzo dei contagi in Belgio e in Germania, dove il ministro della Salute Jens Spahn prevede 400 nuovi ricoveri in terapia intensiva. In Italia intanto Speranza punta ad accelerare sulla terza dose e alle vaccinazioni nella fascia 5/11 anni

TRENTO. Dopo una rapida risalita dei casi in Austria il governo ha deciso di imporre alcune restrizioni solamente ai cittadini non immunizzati (Qui Articolo) mentre negli ospedali in Belgio i posti letto stanno tornando rapidamente a riempirsi di pazienti Covid-19 e in Germania pochi giorni fa è stato segnato il record di nuovi casi con oltre 37mila nuovi contagiati. In tutta Europa la quarta ondata della pandemia corre e con l'inverno alle porte in Italia come nel resto del Vecchio continente si punta sulle terze dosi per contenere la risalita della curva epidemiologica.
In Italia in particolare il ministro della Salute Roberto Speranza ha dichiarato oggi (7 novembre) che in questa fase nel nostro Paese si punta, oltre ad accelerare sulle terze dosi, anche sulla vaccinazione per i bambini nella fascia 5/11 anni, sperando di riuscire a partirà già a dicembre dopo l'ok di Ema e Aifa. “Se tra i 12 e i 19 anni siamo arrivati al 70 per cento – ha detto Speranza al Corriere della Sera – per i più piccoli dobbiamo arrivare almeno al 50 per cento”. Secondo il ministro tra l'obbligo di Green pass, l'alto tasso di vaccinazione e l'utilizzo delle mascherine, l'Italia starebbe reggendo “meglio” in questa fase la quarta ondata rispetto ad altri Paesi.
In Belgio ad esempio ieri il numero di casi ha raggiunto quasi quota 11mila, cifre che nel Paese fiammingo non si vedevano dall'anno scorso. Venerdì scorso il ministro della Salute ha esortato i cittadini a prepararsi a lavorare da casa per cercare di contenere la risalita dei contagi e abbassare così la pressione sul sistema ospedaliero nazionale. Proprio in diversi ospedali belgi alcuni pazienti hanno recentemente visto alcune importanti operazioni chirurgiche nuovamente posticipate a causa della risalita dei ricoveri di pazienti Covid-19, riporta Vrt news secondo cui all'ospedale di Gent il 50 per cento dei posti in rianimazione è occupato da non vaccinati mentre la restante metà è costituita spesso da persone immunizzate ma fragili o malate croniche.
La Germania intanto, dopo aver segnato un record da inizio pandemia con oltre 37mila casi due giorni fa, si prepara ora a fronteggiare una risalita dei ricoveri in terapia intensiva. Sarebbero 400 secondo il ministro della Salute Jens Spahn i nuovi letti in rianimazione che verranno occupati nelle prossime 2 settimane basandosi sull'attuale livello del contagio nel Paese. Il tutto mentre la terza dose di vaccino è stata aperta a tutta la popolazione a distanza di almeno sei mesi dalla seconda e nelle ultime ventiquattro ore il livello del contagio è rimasto molto alto con oltre 23mila nuovi casi e 37 morti.
In generale, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, l'Europa è tornata, insieme all'Asia Centrale, l'epicentro della pandemia. Il direttore regionale dell'Oms per l'Europa Henri P.Kluge ha dichiarato negli scorsi giorni che nonostante un livello di contagi quasi record, i nuovi decessi sono approssimativamente la metà di quelli raggiunti l'anno scorso nei momenti più critici. “Dove il tasso di vaccinazione è basso – ha specificato Kluge – come in molti Paesi dell'area Baltica e dell'Europa centrale e orientale e nei Balcani, i tassi di ammissione negli ospedali restano alti. I vaccini stanno effettivamente facendo quello che dovevano fare: prevenire la malattia grave e la morte”.


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