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| 10 dic 2021 | 12:01

Coronavirus, peggiora la situazione nei reparti ospedalieri e più territori rischiano il giallo. Per il Censis il 6% degli italiani nega il Covid e crede che la terra sia piatta

Mentre l'Italia grazie alla politica del green pass è tra i territori europei che sta resistendo di più alla quarta ondata Covid si trova a dover fare i conti con un gap culturale e di comprensione della realtà che preoccupa anche in chiave pandemia: l'11% della popolazione ritiene, per il Censis, il vaccino inutile. Ricciardi: ''Si renderanno conto che se non si vaccinano questa emergenza continuerà per anni. Oggi per i no vax spendiamo 50milioni di euro al mese per curarli''

Coronavirus, peggiora la situazione nei reparti ospedalieri e più territori rischiano il giallo
di Redazione

ROMA. Vaccinare, vaccinare, vaccinare. Questa la strada da percorrere per ''resistere'' alla quarta ondata Covid che sta travolgendo l'Europa e che, ancora, non ha travolto l'Italia del green pass e del super green pass che ha dimostrato di saper gestire meglio degli altri la situazione in questa fase. Ciò nonostante una crescita del contagio (oggi l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è calato in una settimana da 1,2 a 1,18 ma è cresciuta l'incidenza a 7 giorni ogni 100.000 abitanti, da 155 a 176 casi) e dei dati sconcertanti rilevati dal Censis sulla preparazione dei cittadini: il 6% degli italiani, infatti, nega l'esistenza del Covid (la stessa percentuale pensa che la terra sia piatta) e per il 10,9% il vaccino è inutile.

 

Dati che dimostrano quanto la società abbia fallito, probabilmente a partire dalle scuole ma allargando lo sguardo tutta la collettività, nel costruire adulti attrezzati ad affrontare la vita e a capire la realtà che li circonda. A Di Martedì, Giovanni Floris ha chiesto proprio questo a Walter Ricciardi, già presidente dell'Istituto superiore di Sanità e ora nel comitato scientifico del Santé publique France: ''Queste persone pensate di convincerle con il Super Green Pass?''. Ricciardi ha spiegato: ''Non tutti ma una buona parte sì. Si renderanno conto che se in qualche modo non si vaccinano questa emergenza continuerà per anni. Tutto il Paese ne risentirà, saremo bloccati, per non parlare delle spese: ogni mese spendiamo 50milioni di euro, per curare i no vax in ospedale. Sono mezzo miliardo di euro (in un anno ndr) che potremmo riservare a curare altre malattie che in questo momento non riusciamo ad affrontare''. 

 

Intanto il monitoraggio della Cabina di regia mostra che la situazione si complica per quanto riguarda i ricoveri e l'incidenza di nuovi casi. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è all'8,5% contro il 7,3% del 2 dicembre. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 10,6% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 9 dicembre) contro il 9,1% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 2 dicembre). 

 

Venti Regioni e Province autonome risultano classificate a rischio moderato questa settimana. Una regione - il Molise - è classificata a rischio bassoSette Regioni e Province autonome superano, questa settimana, la soglia di allerta per l'occupazione di posti letto Covid nelle terapie intensive, fissata al 10%. Sono la Calabria (all'11,8%), Friuli Venezia Giulia (14,3%), Liguria (12,4%), Marche (14,8%), PA Bolzano (18%), PA Trento (16,7%), Veneto (12,4%). L'Emilia Romagna registra un valore pari al 10%. Superano invece la soglia di allerta del 15% per l'occupazione dei reparti di area medica quattro Regioni e Province autonome: Calabria (al 16,8%), Friuli Venezia Giulia (23,3%), PA Bolzano (19,2%), Valle d'Aosta (24,2%). La Provincia di Trento è al 15%.

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