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Covid, fra turni di notte ai cimiteri e pazienti intubati senza sedativi in Brasile la situazione è drammatica, il consorzio Brasil Trentino: "Bolsonaro in difficoltà"

Nello stato di San Paolo in particolare una buona parte degli ospedali avrebbe esaurito le scorte di sedativi per i pazienti intubati che, secondo diverse fonti locali, a Rio De Janeiro sarebbero stati in alcuni casi legati ai loro letti dopo essersi svegliati nelle sale di terapia intensiva. Con 370mila morti, il paese sudamericano è dietro solo agli Stati Uniti per numero di vittime ma secondo Brasil Trentino: "Bolsonaro continua a privilegiare gli interessi economici rispetto alla vita dei brasiliani"

Foto tratta dai social
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Di Filippo Schwachtje e Giuseppe Fin - 18 April 2021 - 12:39

TRENTO. Nei cimiteri dello stato di San Paolo si lavora anche la notte per seppellire i morti, a Rio de Janeiro diversi pazienti si sono svegliati legati al letto ed ancora intubati perché in ospedale le scorte di anestetici erano esaurite, in poco più di dodici mesi sono state oltre 850 le vittime del virus sotto i 9 anni, di cui 518 dovevano ancora festeggiare il primo compleanno: mentre in diversi parti del mondo si inizia ad intravedere la luce alla fine del tunnel, in Brasile il dramma Coronavirus continua a peggiorare.

 

Nel paese sudamericano ieri, 17 aprile, i casi totali registrati in 24 ore sono stati quasi 70mila, con oltre 2900 decessi che hanno portato il bilancio totale delle vittime a superare quota 370mila. Ma la dimensione dell'emergenza Covid in Brasile va ben al di là dei numeri: nel paese mancano i farmaci più basilari ed in un ospedale di Rio De Janeiro diverse fonti riportano che, a causa dell'esaurimento delle scorte di anestetici, i pazienti sono stati intubati da svegli, con le mani legate al letto. Il sindaco di San Paolo nel frattempo è stato costretto a modificare la pianificazione funeraria dopo l'aumento vertiginoso dei morti. Ora in quattro degli oltre venti cimiteri comunali si lavora anche la notte per seppellire le vittime.

 

Con il continuo aggravarsi dell'emergenza (che ha portato l'Italia a vietare l'ingresso sul suolo nazionale alle persone che nei 14 giorni precedenti hanno soggiornato o transitato in Brasile), anche la leadership del presidente Jair Bolsonaro sembra farsi più complicata, come riporta il consorzio Brasil Trentino: "E' una situazione drammatica e Bolsonaro, che fino ad oggi non ha voluto alcun lockdown, sta trovando delle difficoltà". L'organizzazione trentina, che riunisce sei associazioni (Apibimi onlus, Bottega Buffa Circo Vacanti, O.d.V. A Maloca, Shishu volontariato internazionale onlus, Tremembè onlus e Viraçao & Jangada), ha gli occhi puntati su quanto sta accadendo in Brasile, dove a quanto pare nelle ultime settimane anche l'esercito ha iniziato a prendere le distanze da Bolsonaro

“Il motivo di questa tremenda situazione – ha spiegato a il Dolomiti Armando Stefani, presidente del consorzio – è da ricercare in un governo centrale di Bolsonaro che non ha mai preso in mano veramente la lotta a questa pandemia. Questo perché significava frenare l'economia e lui ha sempre messo quest'ultima davanti a tutto. Questo purtroppo ha creato il dramma che stiamo vedendo negli ultimi giorni”. 

 

Il consorzio Brasil Trentino è in contatto diretto con diverse zone del Brasile, dal Paraná a Seara, un comune nello Stato di Santa Catarina. “Ci siamo già mossi – ha spiegato Stefani – per riuscire a dare una mano, anche economicamente, e cerchiamo di mantenere i contatti per capire come nelle prossime settimane possiamo essere di aiuto”. A preoccupare sono soprattutto gli ospedali pieni, dove mancherebbero addirittura i medicinale di base”.  La situazione sta mettendo a dura prova, come già detto, il presidente Bolsonaro. “In pochi annispiega il presidente di consorzio Brasil – sono stati cambiati ben 4 ministri della salute. L'esercito, elemento portante di questo Governo, però, nelle ultime settimane ha dato segnali di distanziamento dal proprio potere centrale. Per molti si tratta di una speranza che qualcosa possa cambiare”.

 

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