Covid19, la Romania travolta dai contagi spaventa l'Europa. L'associazione Romeni del Trentino: ''Situazione difficile, non ci sono più posti in ospedale''
Dan Ion, presidente di "Arta-a", l'associazione Romeni del Trentino Alto Adige spiega: "Le regole in Romania sono molto più rigide di quello presenti in Italia ma sono state adottate purtroppo dopo il peggioramento della situazione. La situazione è drammatica ed anch'io ho perso una famigliare"

TRENTO. “Le regole e le limitazioni ci sono, anche più rigide di quelle che abbiamo in Italia ma sono state messe dopo il boom di contagi ed ora il vero problema è che le strutture ospedaliere sono al collasso”.
Dan Ion è presidente dell'Associazione Romeni del Trentino Alto Adige "Arta-a" e sta seguendo i drammatici momenti che il proprio paese sta vivendo a causa della pandemia.
I contagi stanno travolgendo Bucarest e nei giorni scorsi ad occuparsi della situazione è stato anche il quotidiano Financial Times che descritto la situazione come devastante. La pressione negli ospedali è diventata ormai insostenibile. Per capire la situazione basta guardare ai numeri, gli oltre 7500 casi in un solo giorno di positivi rilevati e i quasi 500 morti in 24 ore.
“In Romania – ci spiega il presidente dell'associazione ''Arta-a'' – ci sono ora limitazioni forti. Chi non è vaccinato non può uscire dopo le 22 e chi non ha il green pass non può per esempio entrare nei centri commerciali. Sono regole che sono state adottate quando le autorità hanno capito che la situazione è grave ed ora, però, negli ospedali è diventata insostenibile. Non ci sono più posti”.
Per questo motivo il Paese ha chiesto aiuto ad altri Stati membri per cercare di curare i cittadini colpiti dal virus. L’Europa ha risposto alla richiesta di assistenza internazionale avanzata dalla Romania, tramite il “Meccanismo di protezione civile europeo”. Anche il Servizio Nazionale di Protezione Civile, attraverso la Cross e d’intesa con il Ministero della Salute, ha partecipato alla risposta accogliendo quattro pazienti che necessitano di cure in terapia intensiva. Due sono assistiti dal servizio sanitario della regione Piemonte e due da quello della regione Lazio.
“In questi mesi, una nuova e dura ondata, sta colpendo l’est Europa e in particolare la Romania – ha detto il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio – la risposta del nostro Paese, alla richiesta delle autorità romene, consentirà di alleggerire la pressione sulle loro strutture ospedaliere. Nella difficile lotta al Covid abbiamo affrontato mesi duri e ricevuto molti aiuti dall’estero, oggi tocca a noi aiutare e confermare l’importanza del principio di solidarietà posto alla base del Meccanismo europeo di protezione civile”.
Sono pochi, purtroppo, in questa situazione, gli aiuti che l'Associazione Romeni del Trentino Alto Adige, può mettere in campo. Già in passato aveva aderito, assieme ad altre organizzazioni, ad una raccolta fondi per l'Apss trentina ma ora la situazione è diversa. In Romania mancano posti letto negli ospedali e le persone contagiate e con effetti gravi continuano ad arrivare.
“Siamo davanti ad una situazione davvero grave causata soprattutto dalla variante Delta. I posti in terapia intensiva sono finiti”. A pesare sul quadro complessivo è anche il bassissimo numero delle vaccinazioni. In Romania infatti la percentuale di cittadini vaccinati con ciclo completo supera appena il 30%.














