Covid, i contagi mai rivelati dalla Pat: fra ottobre e dicembre 18.700 positivi usciti dai conteggi ufficiali
Con una richiesta di accesso agli atti è stato possibile entrare in possesso di alcuni dati che non erano mai stati comunicati né dall’Azienda sanitaria né dalla Provincia. Eppure dai numeri ufficiali sono stati epurati quelli relativi ai test antigenici effettuati fra ottobre e dicembre, cioè la chiave per comprendere il reale numero di contagi avvenuti in Trentino

TRENTO. Lo scorso gennaio Il Dolomiti aveva pubblicato una fotografia, scattata durante un incontro avvenuto nello stesso mese durante il quale i vertici della sanità pubblica, Pier Paolo Benetollo (al tempo direttore generale di Apss) e Antonio Ferro (direttore del Dipartimento prevenzione della Pat), avevano illustrato al personale sanitario e ai sindacati i dati sull’evoluzione epidemiologica della pandemia di Sars-Cov-2 tutt’ora in corso.
L’immagine, contrariamente a quanto riportato nei comunicati ufficiali, mostrava un numero estremamente alto di contagi e soprattutto metteva in evidenza l’elevato numero di tamponi antigenici (o rapidi) risultati positivi, gli stessi che solo dal 3 dicembre saranno comunicati ufficialmente dalla Provincia di Trento e soltanto dal 15 gennaio verranno inseriti nel report nazionale. Con l’obbligo di segnalare gli antigenici positivi in soli due mesi il Trentino era passato prima in zona arancione per poi scivolare in quella rossa a metà marzo.
La fotografia scattata durante la presentazione ha fatto scoprire che per tutto il mese di novembre (quando la Pat comunicava solo i positivi al molecolare) i contagi settimanali avevano superato i 4.000 casi, in un paio di settimane i nuovi casi settimanali erano stati persino più di 5.000. Purtroppo la qualità dell’immagine non era sufficiente per poter effettuare delle stime più precise, ora però, grazie all’ennesima richiesta di accesso agli atti (che a quanto pare è l’unico modo per ottenere delle informazioni attendibili sui contagi “reali” avvenuti in Trentino), è stato possibile visionare l’intera presentazione che era stata mostrata al personale sanitario e ai sindacati.
Da questa stima si potrebbe ipotizzare che fra ottobre 2020 e dicembre 2020, in Trentino, siano stati rilevate con tampone antigenico circa 18.700 positività. Numero che sale a circa 21mila se si considerano anche le prime due settimane di gennaio che compaiono nel grafico. È importante precisare che si tratta di una stima perché nel grafico non è specificato il numero complessivo. Stando ai dati dell’Apss, nello stesso periodo ottobre-dicembre, le persone risultate positive per la prima volta al molecolare sono state 15.848.

Non solo, con una seconda richiesta di accesso agli atti, è stato possibile entrare in possesso di alcuni dati che non erano mai stati comunicati prima né dall’Azienda sanitaria, né dalla Provincia. Per esempio nel mese di settembre le persone che sono state sottoposte al test antigenico sono state 1.095 (i molecolari erano 31.533), al tempo infatti la Provincia aveva scelto di non affidarsi a questo tipo di tamponi. A ottobre però il numero sale a 10.898 trentini testati con antigenico (35.408 i molecolari). L’esplosione arriva a novembre quando le persone testate con i test rapidi salgono a 42.605 (49.005 i molecolari). A dicembre, per la prima volta, le persone sottoposte a tampone antigenico superano quelle che hanno avuto un molecolare, 40.479 contro 39.972. Infine a gennaio 2021 le persone testate con antigenico e molecolare sono state rispettivamente 30.545 e 31.236.
Anche questa volta è doveroso rilevare la reticenza nel fornire i dati completi da parte dell'amministrazione. Dalla tabella che ci è stata fornita dall’Azienda sanitaria sono stati misteriosamente epurati i dati che riguardano il numero giornaliero dei tamponi antigenici effettuati e il numero delle persone risultate positive a un antigenico per la prima volta. Dal primo settembre al 2 dicembre 2020 il dato richiesto non è stato fornito, eppure è proprio qui che risiede la chiave per comprendere la reale evoluzione epidemiologica della pandemia nonché il reale numero di contagi avvenuti in Trentino nello stesso periodo.

Si aggiunga il fatto che l’Apss ha comunicato di non essere in possesso del dato sul numero di tamponi molecolari (di controllo) effettuati su persone risultate positive al test antigenico né del numero di persone sottoposte a tampone molecolare (di controllo) dopo essere state dichiarate positive al test antigenico. Si ricorda però che in Alto Adige (nel marzo 2021), in seguito a un “aggiornamento” dei dati, spuntarono improvvisamente 10.692 casi in più. L’incremento, sottolineava l’Azienda sanitaria altoatesina interrogata da Il Dolomiti, era legato ai test antigenici positivi confermati dall’esito del test molecolare eseguiti prima del 15 gennaio 2021 che fino a quel momento non erano stati conteggiati.
A questo punto viene davvero da chiedersi se questi dati esistono, se qualcuno aveva sotto controllo la situazione in quei mesi visto che se l’Apss non è stata in grado di fornirceli. Qualche giorno fa anche la Pat con il dirigente del dipartimento Salute Giancarlo Ruscitti (sempre rispondendo a una richiesta di accesso agli atti) laconicamente affermava: “Si comunica che la scrivente Amministrazione non detiene i dati da Lei richiesti”. In sostanza il dipartimento della Provincia, in prima linea per affrontare la pandemia, sostiene di non avere i dati che riguardano i contagi avvenuti in Trentino fra il settembre 2020 e il gennaio 2021 e nella risposta di accesso agli atti dell’Apss il dato mancante è proprio quello sui positivi giornalieri agli antigenici. Ultimo mistero: il grafico qui sopra ufficiale dell’Apss. Le barre rosse, i positivi agli antigenici, esistono. Chissà che un giorno non si riesca a sapere con quali numeri sono state costruite.
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