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Covid, l'Est Europa in ginocchio. Putin spinge per il vaccino, la Bulgaria adotta il green pass all'italiana. In Romania, Russia e Ucraina picco di morti

Gli Stati dell'Est sono quelli con minor copertura vaccinale e si ritrovano esattamente nella situazione di un anno fa in Europa. In Romania terapie intensive piene (oltre 1.800 ricoveri), in Lettonia è lockdown con scuole chiuse e coprifuoco. A Mosca lockdown per gli over60 non vaccinati e anche negli Usa, a New York, il sindaco impone l'obbligo di vaccino per lavorare nel pubblico

Di L.P. - 21 October 2021 - 12:34

MOSCA. Est Europa al collasso e Putin si appella ai suoi cittadini chiedendo loro responsabilità e, soprattutto, di vaccinarsi. La Russia ieri ha registrato un altro picco di decessi da Covid: oltre 1.000 vittime in 24 ore (1.028) per un totale di morti che ha raggiunto quota 226.335, il più alto di tutta Europa. La Russia è quindi in grande difficoltà a causa di un bassissimo livello di vaccinazioni (solo il 32% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale) e ora Paesi come l'Italia, la Spagna, il Portogallo appaiono dei modelli da imitare il più rapidamente possibile.

 

Il presidente Putin parlando a un incontro televisivo con funzionari governativi ha affermato che dal 30 ottobre al 7 novembre scatterà la chiusura di tutte le attività lavorative con stipendi, però, assicurati. E' stato, quindi, dato l'ok alle diverse regioni ad introdurre e modulare sulle proprie situazioni epidemiologiche le misure di contrasto della circolazione del virus. E così molte delle 85 regioni russe hanno già introdotto provvedimenti che limitano le capienze agli eventi pubblici, a teatri, ristoranti e altri luoghi (a San Pietroburgo arriva una sorta di green pass, il codice Qr, per regolare gli accessi) e in alcuni territori sono stati resi obbligatori i vaccini per gli Over60 (che altrimenti devono vivere una sorta di lockdown solitario come Mosca dove gli ultra 60enni non vaccinati da lunedì prossimo dovranno stare a casa fino al 25 febbraio e uscire solo per fare spesa e le attività di prima necessità) e per certe categorie di dipendenti pubblici.

 

Un provvedimento simile, quest'ultimo, a quello preso dal sindaco Bill de Blasio per la città di New York: i lavoratori no vax non saranno più tollerati: dal primo novembre nella Grane Mela entrerà in vigore l’obbligo di vaccino per tutti i dipendenti municipali. E, come succede in Italia con il green pass, chi non si adeguerà sarà sospeso: un congedo non retribuito. Un provvedimento che riguarda 160.500 addetti, che comprendono non solo il personale amministrativo e d’ufficio ma anche agenti polizia, vigili del fuoco, netturbini, ispettori edili e altre categorie.

 

Il Fatto Quotidiano spiega che è prevista un'unica eccezione: ''Le guardie giurate di Rikers Island, per le quali il termine è stato fissato all’1 dicembre causa carenza di personale. “Chi non si adeguerà - si legge - rischia di perdere il posto“, ha detto il primo cittadino, spiegando che a coloro che si vaccineranno entro il 29 ottobre spetteranno invece 500 dollari''. La situazione di New York, quindi, diventa sempre più simile a quella italiana solo che non è ''permessa'' la scappatoia del tampone. Bill de Blasio, infatti, come avvenuto in Italia, aveva già reso obbligatorio il vaccino per gli insegnanti delle scuole pubbliche e gli operatori sanitari.

 

Italia che fa scuola anche in Bulgaria ultima in Europa per copertura vaccinale. Da oggi entrerà in vigore l'obbligo di green pass all'italiana (vaccinazione completa, guarigione o test negativo effettuato nelle ultime 72 ore - molecolare o 48 ore . antigenico) per le attività negli ambienti al chiuso. Ad annunciare la misura è stato il ministro ad interim della Salute Stoycho Katsarov aggiungendo che se non funzionerà questo provvedimento si passerà al lockdown totale. Il green pass, quindi, sarà obbligatorio per entrare in ristoranti, sale divertimenti, alberghi, cinema, teatri, concerti, gallerie, palestre e piscine.

 

La Lettonia è, invece, già tornata in lockdown con chiusura delle attività, delle scuole e con la reintroduzione del coprifuoco notturno. In Ucraina lunedì è stato raggiunto il record di decessi dall'inizio della pandemia: 538 decessi e quasi 19.000 casi. La Romania, penultima in Europa per vaccinazioni prima della Bulgaria ha toccato a sua volta il record di decessi: 574 morti e 18.863 nuovi positivi in 24 ore e sistema sanitario al limite con più di 1.800 pazienti in terapia intensiva. In netto peggioramento anche le situazioni di Polonia e Repubblica Ceca, dove la copertura vaccinale è sopra il 50 per cento. L'aumento dei casi e dei decessi è lampante anche se ancora non si raggiungono i livelli dei Paesi confinanti.

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