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Dalla Tunisia all'Italia, la storia di Souhail: ''A Trento lavoro in una cucina di un ristorante, ora voglio aiutare i miei genitori"

“Voglio costruirmi un futuro, voglio riuscire a dare una mano ai miei genitori". Souhail è arrivato da solo in Trentino a 16 anni ed è stato accolto dalla grande famiglia dell'Appm. Nei mesi scorsi è diventato maggiorenne e il suo sogno ora è quello di avere un lavoro, ottenere la cittadinanza italiana  e aiutare i suoi genitori 

Di G.Fin - 22 maggio 2021 - 06:01

TRENTO. “A tutte le persone dovrebbe essere lasciata l'occasione per costruirsi la vita che vogliono”. Souhail ha 18 anni e segue in questi giorni i tanti sbarchi che stanno avvenendo nel Mediterraneo. Lo fa dalle notizie che gli arrivano sullo schermo del cellulare, dalla tv e dai giornali. E' di origine tunisina e quello che sta continuando ad avvenire a largo delle coste della Tunisia non lo lascia indifferente.

 

“Sono persone che vengono giudicate senza che nessuno prima voglia conoscerle” ci dice. Souhail è arrivato a Trento a 16 anni. Da solo, dopo aver dormito per diversi mesi all'aperto, per strada, in magazzini di ristoranti dove trovava ogni tanto qualche lavoro. La sua storia è diversa da quella drammatica di molti migranti. Ma è altrettanto importante e porta un sogno: “Io voglio lavorare, costruirmi un futuro, voglio riuscire a dare una mano economicamente ai miei genitori e anche a mia sorella che sta studiando. Sono in Tunisia e la situazione non è bella”.

 

La Tunisia ha attraversato negli ultimi tempi una gravissima crisi economica, acuita dalla pandemia da covid 19 che ha evidenziato ancora di più le tante fragilità del Paese. In pochi anni i giovani, che erano stati considerati gli “eroi” della rivoluzione ed esaltati nella narrazione nazionale, sono sempre più stati considerati quasi una minaccia alla stabilità nazionale, in quanto attori delle proteste che infiammano il paese davanti all'instabilità politica. Un quadro di instabilità e disuguaglianze che va ad aggiungersi alla disoccupazione a livelli altissimi che ha fatto scappare tantissimi ragazzi e ragazze in cerca di un futuro diverso. Tra questi anche Souhail. 

 

“Io sono tunisino ma la mia vita ha avuto inizio in Italia 18 anni fa. I miei genitori, mio padre fa il panettiere, erano arrivati qui per lavorare. Io sono nato a Modena dove ho vissuto i primi anni della mia vita”.  Una decisione gli cambia completamente la vita. “I miei hanno deciso di tornare in Tunisia, è stata una loro scelta”.

 

Souhail a circa 5 anni è costretto a salutare i suoi amici, lasciare la sua casa e seguire i suoi genitori a Kairwan, una delle città considerate sacre dall'Islam. Era proprio qui che sua mamma e suo papà avevano deciso che doveva crescere. Non è una scelta che lui condivideva ma non poteva farci nulla. “In quella città ci sono rimasto fino a quando ho avuto 15 anni – ci racconta Souhail – ma non è stato semplice perché costruirsi un futuro era impossibile”.

 

E' sicuro di sé, conosce perfettamente quello che vuole dalla vita e così era anche quando a 15 anni ha iniziato a pensare di andarsene dalla Tunisia. Tra un lavoretto e l'altro riesce a radunare i soldi necessari per prendersi un biglietto aereo che lo avrebbe portato in Italia. Certo, non è stato semplice, ma il suo obiettivo era quello di oggi: “Trovare una terra dove crescere e con un lavoro riuscire ad aiutare i suoi genitori”. Non si è fermato davanti a nulla e il 14 giugno del 2018 è salito su un aereo che dalla capitale Tunisi lo ha portato a Venezia.

 

“Ai miei non l'ho detto subito – ci dice quasi abbassando la voce – avevo paura che non mi lasciassero andare. Avevo 16 anni, non avevo mai viaggiato da solo per andare così distante ma ero convinto di fare la cosa giusta”. Arrivato a Venezia la prima telefonata ai suoi. “Mio padre ha capito mentre con mia madre è stato tutto più difficile” ci spiega Souhail. Mentre lo racconta si ferma, sospira e poi inizia di nuovo a parlare: “A loro io voglio un gran bene e i rapporti ora sono davvero buoni, io sono qui per loro”.

 

I primi tempi in Italia non sono stati per nulla semplici. Souhail è costretto a dormire all'aperto, sulle panchine non riesce a trovare un lavoro che gli consenta di pagarsi una stanza. Ha appena 16 anni e i rischi sono tanti. Dopo essere stato per qualche settimana a Venezia decide di spostarsi e a Jesolo dove riesce a lavorare in un ristorante. Qui gli viene data la possibilità di dormire in un magazzino. Non è un granché ma è sempre meglio della strada. Così rimane a Jesolo per qualche settimana fino a quando sale su un treno che lo porta a Trento. “Quando sono arrivato in stazione – ci racconta – ero appena sceso dal treno ed avevo ancora la borsa in mano che le forze dell'ordine mi hanno fermato per un controllo. Ero da solo e minorenne”.

 

La strada di Souhail in Trentino è segnata. Dopo le verifiche burocratiche viene seguito dall'Appm ed entra nel progetto “Siproimi”. “Qui ho potuto studiare, ottenere la licenza di terza media e ho fatto anche dei corsi per poi riuscire a trovare qualche tirocinio. Nell'Appm ci sono degli operatori davvero unici, non è come essere nella propria famiglia ma loro davvero fanno tutto quello che possono per non far sentire i ragazzi come me lontani da casa”.

 

E' solo grazie all'Appm che Souhail in Trentino riesce a riprendere la sua vita. Quel sogno che lo ha portato a partire dalla Tunisia e arrivare in Italia, quella voglia di trovare un lavoro per rendere migliore la vita anche dei suoi genitori, riprende vigore.

 

“Appena arrivato in Italia lavoravo per sopravvivere ma ora voglio lavorare per mia madre e mio padre. Lo voglio fare per tutto quello che hanno fatto per me”. Ora Souhail lavora nella cucina di un ristorante, ha una sua vita e una sua autonomia. Gli piace, lo appassiona, è innamorato di quello che fa. Ma soprattutto non vede l'ora che arrivi il suo primo stipendio per inviarne una parte ai suoi genitori.

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