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''Ho avuto paura, dovunque guardavo c'era acqua'', la storia di Alpha scappato dalla Guinea a 14 anni e ora in Trentino con un sogno: ''Voglio diventare cuoco''

Alpha è uno dei tantissimi minori stranieri non accompagnati che arrivano in Italia. A 14 anni è scappato dalla Guinea Conakry, ha attraversato da solo il Senegal poi Mali, Burkina, Niger fino ad arrivare in Libia. Il 23 marzo 2017 ha raggiunto l'Italia dopo un lungo e difficile viaggio in mare. A 17 anni è stato accolto in una struttura dell'Appm a Trento 

Di Giuseppe Fin - 17 May 2021 - 06:01

TRENTO. “Volevo portare con me dei vestiti del mio Paese, di quelli belli da indossare per i momenti importanti, ma non mi hanno lasciato. Sulla barca sono salito senza scarpe, avevo paura perché dovunque guardavo c'era acqua”. Sono ricordi dolorosi, la voce di Alpha quasi si spegne, ha lo sguardo verso il basso e si ferma più volte. Vuole trovare le parole giuste per raccontare, per far capire il dramma di un viaggio, la paura delle violenze e del non sapere cosa l'aspetta. Da pochi mesi Alpha ha 18 anni, vive in Trentino e grazie all'aiuto dell'Appm si sta costruendo un futuro. La pronuncia e sorride, gli piace la parola “futuro”. “Io voglio fare il cuoco sai, preparo già la pizza per tutti i miei amici ma anche le lasagne. Aiuto in una cucina di un asilo” ci racconta.

 

Lui fa parte dei cosiddetti “Msna”, i minori stranieri non accompagnati. Secondo l’ultimo Rapporto di Monitoraggio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali aggiornato al 31 dicembre 2020, nel corso dello scorso anno i Msna che hanno fatto ingresso nel territorio italiano in seguito ad eventi di sbarco sono stati 4461, pari al 49,9% del totale dei rintracci sul territorio. La quota di loro arrivati in Italia al 31 dicembre 2020 in seguito ad eventi di sbarco rappresenta all’incirca la metà del totale, caratterizzata, in termini assoluti dal valore minimo del mese di marzo (62 minori sbarcati) e il valore massimo registrato nel mese di luglio (844 minori sbarcati).

 

Quella raccontata da Alpha è una storia vissuta anche da tanti altri ragazzi. Scappano dalla violenza, dalla guerra, da un mondo che li spaventa perché non offre futuro. Decidono di farlo da soli affrontando un viaggio che lascia segni indelebili.

 

Sono 17 i minori stranieri accompagnati che ad oggi sono seguiti dall'Appm (l'Associazione provinciale per i minori onlus). Un'organizzazione unica che opera da anni su tutto il territorio e che oggi è diventata punto di riferimento per gli stranieri non accompagnati con meno di 18 anni che arrivano in Trentino. Tutto questo grazie al progetto “Siproimi” che riserva l’accesso a titolari di protezione internazionale, minori stranieri non accompagnati e persone in possesso di permessi di soggiorno per casi speciali (vittime di tratta, violenza domestica, grave sfruttamento lavorativo), cure mediche, calamità nel Paese di origine o atti di particolare valore civile.

 

Sono arrivato in Italia il 23 marzo del 2017, avevo 14 anni” inizia a raccontarci Alpha. Lui è originario della Guinea Conakry, un territorio con una forte instabilità politica e segnato purtroppo da un lungo periodo di corruzione e violenza ad ogni livello. “Mio padre è morto e io vivevo con mia madre e un giorno ho deciso di scappare”. Sono momenti molto dolorosi quelli che Alpha cerca di raccontarci. Sulle motivazioni che l'hanno portato ad andarsene, però, si ferma. “Mia mamma mi manca – ci dice subito – ma non stavo bene”. Non aggiunge altro.

 

Dal momento in cui decide di andarsene per lui inizia un viaggio che è durato circa un mese. Ha 14 anni e riesce a portarsi dietro pochissime cose, il minimo indispensabile. Dalla Guinea Conakry attraversa il Senegal poi Mali, Burkina, Niger fino ad arrivare in Libia. Un viaggio fatto interamente da solo. Rifugiati e migranti affrontano forme inaccettabili ed estreme di violenza sulle rotte migratorie verso e attraverso il Nord Africa. “Avevo paura ma non potevo tornare indietro” ci racconta ripensando a quei momenti. “Ho viaggiato su alcuni autobus, per alcuni tratti su macchine con altri che avevo conosciuto lungo la strada. A un certo punto non avevo nemmeno più da mangiare”.

 

La destinazione ultima era la Libia. E' il luogo che Alpha aveva scelto per costruirsi una nuova vita. “All'inizio non avevo alcuna intenzione di venire in Italia. Volevo lavorare, mettere da parte dei soldi e poi magari ripartire per spostarmi in qualche territorio vicino dove fermarmi definitivamente”. Per 8 mesi rimane in Libia e in questo periodo capisce quanto sia pericoloso spostarsi. E' costretto a dormire all'aperto. Cerca di guadagnare qualche soldo facendo vari lavori ma è tutto difficile e pericoloso. “Ogni ora del giorno sentivo degli spari - ci racconta – e alcuni amici sono morti altri gli hanno rotto le gambe. Andare in qualche altro posto non era sicuro, c'era il rischio di essere abbandonati nel deserto”.

 

Da qui la decisione di raggiungere l'Italia dopo essere venuto a contatto con alcune persone che gli avevano proposto il viaggio. “Ho deciso di rischiare, avevo dei soldi messi da parte” ci dice Alpha. “Sono partito alle 19 – ci racconta – e degli uomini armati mi hanno fatto salire su una vecchia barca. Avevano dei fucili, fumavano e gli occhi occhi erano rossi, facevano paura. Non mi è stato lasciato portare nulla, in ogni parte che guardavo avevo solo acqua e non sapevo cosa aspettarmi”.

 

Il viaggio è durato tutta la notte. “Alle sei di mattina abbiamo visto una luce e un elicottero si è avvicinato fermandosi sopra di noi. Alcuni uomini hanno iniziato a urlare in francese e in inglese di non avere paura. Da li a poco si è avvicinata una barca grandissima, ci hanno fatto salire e mi sono trovato in mano degli asciugamani, del mangiare. Non sembrava vero”.

 

Alpha il 23 marzo è arrivato in Italia. Dopo i primi controlli medici viene trasferito in una comunità per minori a Marsala, la cooperativa Antares. “Non conoscevo l'italiano e la prima cosa che mi hanno fatto fare è un corso” racconta. Sempre a Marsala, dopo 8 mesi dall'arrivo, viene trasferito alla Comunità alloggio per minori “Don Angelo Lolli” dove inizia a frequentare scuola e allo stesso tempo anche svolgere dei piccoli tirocini da aiuto cuoco. E' in quel momento che ha scoperto la sua passione per la cucina che si è poi portato anche a Trento quando è arrivato lo scorso anno. Qui ad accoglierlo la grande famiglia dell'Appm.

 

“Quando a Marsala hanno saputo che andavo a Trento – racconta sorridendo – la preoccupazione era quella di farmi avere dei vestiti pesanti pensando che facesse freddo”.

 

In Trentino Alpha riesce a creare un forte rapporto con gli altri ragazzi della comunità e allo stesso tempo ottiene prima un tirocinio come aiuto pizzaiolo a Torbole e poi come aiuto cuoco in un asilo. Lavora, vuole imparare e non si risparmia.

 

Il 25 dicembre ha compiuto 18 anni e il progetto prevede ora che lasci la comunità per proseguire una vita in autonomia. “Io sono contento di poter lavorare e di fare il cuoco. E' quello che voglio fare da grande, mi piace. Ho imparato tante cose, so fare le lasagne, le pizze e tanto altro. Ora devo trovarmi una casa e un lavoro. Ma so che ce la farò, qui non sono solo”.

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