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"Notti insonni nel centro di accoglienza di Bolzano", dalla traversata nel Mediterraneo a 14 anni alla 'scoperta' della poesia, storia di Mohamed: "Scrivere mi ha salvato la vita"

Un viaggio in mare aperto a bordo di uno scafo con altre 179 persone, poi l'arrivo nel centro di accoglienza di Bolzano. E' la storia di Mohamed Bangoura, che ha trovato nella scrittura una via per trascorrere (e superare) notti insonni: "Non riuscivo più a dormire. Per farlo, ho pensato di iniziare a scrivere brevi testi che leggevo e rileggevo fino al punto di prendere sonno. Così, ho scoperto il mio amore per la poesia"

Di Sara De Pascale - 28 marzo 2023 - 19:14

BOLZANO. "Non possiamo né amare né vivere degnamente se non siamo liberi e io la mia libertà l'ho cercata prima in Italia e poi in Francia, scappando dal mio Paese d'origine quando ero ancora un bambino". Il viaggio fatto da Mohamed Bangoura potrebbe essere una di quelle drammatiche traversate nel Mediterraneo di cui, purtroppo, si continua a sentire parlare. Su di uno scafo di 7 metri, con 180 persone a bordo, l'allora 14enne aveva riposto la speranza di un futuro migliore, lasciandosi alle spalle tutto per ricominciare. Giunto a Bolzano nel 2017, il ragazzino aveva trovato finalmente, fra terribili incubi e notti insonni, un nuovo punto di inizio, a partire dalla 'scoperta' della poesia

 

"Avevo 14 anni. Ero giovanissimo ma ne avevo già passate tante - esordisce Mohamed a Il Dolomiti -. Dopo la morte di mia madre avevo deciso, ancora minorenne, di lasciare il mio paese natale, la Guinea, tentando la traversata del Mediterraneo. Non sapevo se sarei sopravvissuto, ma a quel punto non avevo più nulla da perdere". Così, ancora ragazzino, Mohamed decideva di partire per raggiungere l'Italia, confidando in un nuovo inizio. 

 

Nel 2017, dalla Guinea il ragazzo era arrivato a Mali, poi in Algeria "dove avevo lavorato in un cantiere per 6 mesi, infine in Libia, dove mi ero imbarcato su di uno scafo con altre 179 persone alla volta di Catania: un'esperienza terribile, trauma che mi ha segnato per sempre". Dalla Sicilia Mohamed aveva poi raggiunto Bolzano: "Lì sono entrato in un centro di accoglienza dove sono rimasto per tre mesi: ricordo come fosse ieri sensazioni e pensieri, nonché le notti scandite da incubi e insonnia".

 

"Non riuscivo più a dormire - sottolinea ancora -. Per farlo, avevo deciso di leggere ma, non avendo libri, ho pensato di iniziare a scrivere da me brevi testi in francese che leggevo e rileggevo fino al punto di prendere sonno". E' nato così l'amore di Mohamed per la poesia che, penna alla mano, è diventato Falmarès, "nome di penna" di un giovane che, nonostante un difficile vissuto, si è riscoperto poeta

 

"La scrittura ha scandito prima le mie notti a Bolzano, poi anche i miei giorni, arrivando ad essere non soltanto una passione ma anche un mestiere". Dopo 3 mesi in Alto Adige, Mohamed si è spostato in Francia (nel 2018 ndr), dove è riuscito a pubblicare la sua prima raccolta di poesie, pregna del dolore che ha caratterizzato la sua esistenza ma anche di dolci ricordi e dell'amore per i propri cari. 

 

"Ad oggi ho pubblicato 4 raccolte di poesie - rivela con soddisfazione -. La prima e la seconda, "Relief" e "Relief 2", pubblicate dalla casa editrice "Les Mandarines", evocano l'esilio, l'incontro di due mondi, Europa e Africa fra incontro e scontro di culture. Come indica il titolo, anche un senso di 'sollievo', perché tutto quello che ho vissuto sulla mia pelle si è trasformato in possibilità di riscatto e gioia, nonostante i dolori del passato e la paura di un bambino 'esiliato' che a lungo ha temuto di morire".

 

La terza raccolta unisce invece 13 lettere che il poeta Falmarès indirizza ad Annatina, un'amica immaginaria: "Ho unito poesie, ricordi d'infanzia del mio paese natale, storie di vita quotidiana, domande sull'arte e sulla necessità di scrivere, riflessioni filosofiche e domande esistenziali". L'ultima raccolta invece, "Syli ô Guinée", è stata pubblicata dalle edizioni "Yigui" e distribuita in Francia e in Guinea: una lunga poesia d'amore dedicata alla Guinea, fra ricordi, sogni e strazianti addii.

 

"Ho l'impressione di aver sempre voluto scrivere quest'ultimo libro in particolare, un addio al mio paese. In fondo, non è l'esilio ad essere insopportabile ma la distanza e lo scorrere del tempo. E il tempo, è sia alleato che nemico - aggiunge Mohamed -. Questo volume contiene il grido d'una libertà ritrovata e di quella da riscoprire, perché non si può amare senza essere liberi". 

 

Infine, non sono mancati nella sua carriera di scrittore, anche versi dedicati all'Alto Adige: "Ho rievocato e ricordato il mio soggiorno in Italia e in particolare a Bolzano in molte delle mie poesie - conclude il poeta Falmarès -. Bolzano è una città meravigliosa: ne parlo in particolare nella mia poesia inedita "Rifugiato poetico", dove racconto di quei demoni che si risvegliavano in me in piena notte", facendo rivivere "terribili ricordi", in seguito tradotti in poesia. Un passato da osservare con la consapevolezza che "oggi , nonostante tutto, la mia vita è finalmente fatta di gioie, salute e soddisfazioni". 

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