"Ho avuto la forza di ricominciare", la testimonianza di Francesco, ex senzatetto per le strade di Rovereto: "Oggi ho finalmente una nuova vita, casa e lavoro"
Da libero professionista a dipendente e da dipendente a disoccupato, senza un tetto sopra la testa. E' la storia di Francesco, non soltanto dei suoi periodi più bui, "fitti di difficoltà e disavventure", ma anche della sua rinascita: "Oggi ho finalmente una casa e un lavoro. La mia fortuna? Aver trovato in me la forza per rialzarmi"
ROVERETO. "L'importante è avere la forza di ricominciare". Potrebbe sembrare una frase fatta, ma racchiude in sé tutta la forza e la tenacia di un uomo che a lungo ha vissuto per strada, senza un tetto sopra la testa. E' la storia di Francesco, che finalmente (e non senza fatica) è "tornato a rivedere il sole - come lui stesso confessa a Il Dolomiti -. Mai mi sarei immaginato di trovarmi improvvisamente senza lavoro né casa, vivendo una 'disavventura' che avrei preferito non sperimentare".
"Nella vita succedono cose terribili che non dovrebbero succedere - esordisce Francesco, che preferisce non rivelare il proprio cognome -. La mia disavventura, o come vogliamo chiamarla, è iniziata un po' come iniziano molte delle storie dei senzatetto che abitano le strade d'Italia. A fare la differenza, nel mio caso, è stata la volontà di non arrendermi e di rimboccarmi le maniche, per vedere cosa riuscissi a fare".
Un agente di commercio in Puglia, libero professionista "con un buon giro di lavoro", ritrovatosi tuttavia a vivere un periodo di particolare difficoltà: "Mi ero accorto che le cose non stessero più andando bene come un tempo e, avendo moglie e un figlio piccolo, avevo così deciso di cercare un nuovo impiego, questa volta come dipendente - ricorda -. Se dovessi riassumere la mia esistenza nella maniera più breve possibile, partirei dal dire che ho sempre incontrato difficoltà nel mio cammino".
Nel 2003, Francesco decideva così di lasciare la sua regione e la sua amata famiglia per cercare fortuna, "trovando lavoro sulle ferrovie a Bolzano, facendo pulizie sui treni. Nonostante il mio fosse uno stipendio più che dignitoso, i prezzi della case all'epoca erano già abbastanza proibitivi e faticavo quindi a trovare un alloggio che potessi permettermi di pagare".
E' iniziato a Bolzano un terribile capitolo della vita di Francesco: "Dormivo un po' di qua e un po di là, a volte sui treni ed altre nei capannoni delle ferrovie. Cercavo di risparmiare il più possibile non soltanto per mantenere moglie e figlio ma anche per avere la possibilità di andare a trovarli quanto più spesso possibile". Nel 2007 l'azienda aveva poi deciso di premiare l'uomo "proponendomi un nuovo impiego, sempre nel medesimo ambito, in Emilia Romagna, a Ferrara", dove Francesco aveva finalmente ritrovato la felicità, con tanto di piccolo appartamento dove riunirsi con la famiglia.
"Mia moglie e noi figlio mi avevano raggiunto a Ferrara, dove sono rimasti per un anno, per poi decidere di tornare in Puglia. A causa di conflitti e della lontananza da casa litigavamo spesso e avevamo quindi deciso di divorziare". Al divorzio, poco più tardi si era aggiunto un'altra drammatica questione: "L'azienda per cui lavoravo nel 2012 ha dichiarato fallimento - prosegue -. Avevo dovuto quindi prendere i miei quattro stracci e pensare a come ricominciare, per l'ennesima volta".
Un nuovo inizio cercato in Trentino, a partire dall'apertura di una bottega a Brentonico accanto a quello che pareva essere un amico: "Mi fidavo di lui e in quell'attività avevo quindi deciso di investire fino all'ultimo mio risparmio. Tuttavia, poche settimane dopo l'apertura ufficiale del nostro negozio avevano bussato alla nostra porta i carabinieri, consigliandomi di allontanarmi dal mio socio, che si era rivelato avere precedenti. Di lì, il via alla mia sciagurata vita da senzatetto".
"Ho iniziato a dormire per strada, chiedendo poi aiuto nella casa di accoglienza di Rovereto, dove ero riuscito a 'soggiornare' per 15 giorni, per poi spostarmi nei centri di accoglienza di Trento, nei quali ho lavorato come cuoco per qualche mese. Da lì in poi, per lungo tempo la mia esistenza si è divisa fra le notti in strada e quelle nelle strutture di accoglienza, finendo anche a Bolzano".
"Durante i miei giorni per strada me ne sono successe di ogni. Sono stato picchiato, in particolare da ragazzini ubriachi nelle stazioni dei treni – confessa -. Il sentimento che mi ha accompagnato a lungo era la sensazione di abbandono. Ciononostante, non ho mai pensato di lasciarmi andare e ho sempre cercato di trovare una soluzione alla mia condizione, chiedendo soldi solo se strettamente necessario per riuscire a mangiare". Un giorno poi, finalmente un'occasione per rialzarsi in piedi: "Un mio amico mi aveva chiamato per chiedermi se fossi disponibile a sostituirlo, in Toscana, nell'assistenza a un anziano". In Provincia di Arezzo Francesco aveva finalmente un nuovo impiego e soprattutto un luogo, al caldo, in cui vivere: "Ho lavorato come badante per sei mesi, fino alla morte dell'anziano di cui mi prendevo cura".
Tornato nuovamente in Trentino, "mi sono trovato per strada, bazzicando nei centri di accoglienza fino al giorno in cui l'Agenzia del lavoro mi ha chiamato per propormi un impiego come badante in val di Fassa. Un'esperienza che mi ha dato davvero tanto: quell'uomo del quale mi sono preso cura per un anno era diventato per me come un fratello, fino al giorno in cui avevo dovuto dirgli addio. Un momento per me molto doloroso, tanto che ho deciso di cambiare Regione, supportato da amici che vivono in Lombardia".
"Oggi ho una nuova vita in val Camonica, dove lavoro come lavapiatti con un contratto a tempo indeterminato, ho un appartamentino e una macchina usata che ho acquistato per poter andare a lavoro – conclude Francesco -. Per raccontare tutta la mia vita (presto compirà 62 anni ndr) non basterebbe un libro intero. Nonostante tutto quello che no passato, non ho mai smesso di pensare che, prima o poi se lo si vuole il sole torna per tutti. Nel mio caso, la forza l’ho trovata anche grazie ai miei genitori, convinto che dal cielo mi abbiano sempre protetto".














