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Trento
09 marzo | 07:13

"Lavoro a tempo indeterminato ma a Trento non trovo casa perché sono un ex detenuto", l'odissea di Giacomo e le notti in auto: "Punito a vita per colpe già scontate"

Dopo anni fra carcere e domiciliari, Giacomo è tornato in libertà, dando il via a una vera e propria nuova vita: "Ho un lavoro a tempo indeterminato e mi prendo cura di mia madre non vedente. Fino a qualche mese fa vivevamo insieme, ma siamo stati sfrattati con la 'scusa' del bonus 110%. Da allora è iniziata la mia odissea"

"Lavoro a tempo indeterminato ma a Trento non trovo casa perché sono un ex detenuto"

TRENTO. "Ho sbagliato nella vita, non sono un santo, ma è anche vero che ho pagato". Li riassume così Giacomo (nome di fantasia per tutelarne la privacy ndr) gli anni più bui della sua esistenza, "quando per fare qualche soldino avevo deciso di iniziare a spacciare. Oggi, dopo anni fra carcere, domiciliari e semilibertà, credo di poter dire di aver scontato la mia pena". 

 

"Ho finito di scontare le mie colpe nel 2019 e da allora ho scelto di dare una svolta alla mia vita", rivela Giacomo, originario di Pergine, a Il Dolomiti. L'uomo, dopo anni di reclusione, aveva infatti deciso di ricominciare, cercando un lavoro vero, una casa "e iniziando a pagare multe mai pagate, richiedendo la rateizzazione per essere definitivamente a posto anche su quel fronte". 

 

Oggi quella del trentino parrebbe essere (ma non lo è) un'esistenza come quella di chiunque altro, fra macchina, un impiego a tempo indeterminato e "la cura di mia mamma che da un anno a questa parte ha iniziato a perdere la vista: ora, sono diventato i suoi occhi". La sveglia di Giacomo suona presto per raggiungere la madre, sostenerla e accompagnarla a bere il cappuccino al bar o alle visite mediche o, ancora, al supermercato, "perché se non ci sono io il rischio è quello che compri prodotti sbagliati".  

 

Intorno alle 12 prende il via il primo turno al lavoro, in un locale di Trento "dove faccio il lavapiatti e mi occupo di tenere pulita e sistemata la cucina, così come l'addestramento carcerario mi ha insegnato a fare - ironizza -. Tutto sembrerebbe aver preso la piega giusta se non fosse che non riesco in nessun modo a trovare casa".

 

Giacomo aveva vissuto con la madre fino al 12 gennaio 2023 in un'abitazione dalla quale sono stati sfrattati, dopo aver ricevuto il consueto preavviso di un mese: "La proprietaria ci aveva detto che avrebbero dovuto fare dei lavori col bonus 110%: da allora, è iniziata la mia odissea, alla ricerca di un nuovo appartamento, che ad oggi non ho ancora trovato".

 

Sebbene per la mamma sia stato possibile trovare un posto, per Giacomo paiono non esserci alternative: "Ho dormito qualche giorno in macchina e sono approdato infine alla Casa Bonomelli, che consente un soggiorno massimo di 60 giorni: il 21 marzo, dovrò andarmene". La ricerca dell'uomo è stata continua ed estenuante, fra i vari alloggi visti di persona e i contatti con proprietari di immobili che "finiscono puntualmente per sparire nel nulla o mi dicono che hanno trovato un altro inquilino". 

 

"All'inizio non mi ponevo troppi problemi e col mio datore di lavoro avevamo pensato potesse essere una questione di contratto (lavorativo) - ricorda Giacomo -. Così, il mio titolare ha provveduto a farmi un contratto a tempo indeterminato che tuttavia non ha cambiato le carte in tavola. Ho quindi capito che, quantomeno qui in zona, il problema sta nel fatto di essere un ex detenuto". 

 

"A nessuno importa che io abbia scontato i miei anni di galera, colpevole di aver spacciato, o che ora io sia un uomo diverso con un'auto, un lavoro vero e soprattutto una madre da accudire - conclude sconsolato -. Non mi do per vinto e continuerò nella mia ricerca, anche e soprattuto perché, consapevole di aver sbagliato, non voglio più tornare indietro ma proseguire sulla 'retta via'". Difficoltà, quelle di Giacomo, che potrebbero condurre a cercare "vie di fuga più 'semplici', come tornare a spacciare, ma io da quel mondo voglio starci lontano".

 

Se entro il 21 marzo l'uomo non dovesse riuscire a trovare una nuova sistemazione, finirà per tornare a dormire nella sua auto: "Vorrei che le persone capissero che sì, non sono un santo e ho sbagliato, ma non merito di 'pagare' a vita. La forza di andare avanti, nonostante tutto, non mi manca, anche perché so che mia mamma ha bisogno più che mai di me".

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