"La forza? L'ho trovata grazie ai miei figli", dalle mezze maratone alla scoperta del tumore, storia di Andrea: "Così ho realizzato il sogno di tornare a correre"
Il racconto: "Sono stato ricoverato per un mese e ci sono stati molti momenti di sconforto. L'affetto dei miei figli è stato fondamentale: mi ha dato la forza per combattere la malattia, anche quando pensavo di non farcela"

PADOVA. La storia di Andrea è una storia di rinascita, nonostante il dolore, le difficoltà e la malattia. Un racconto, quello condiviso sui social dall'Istituto Oncologico Veneto (Iov), in grado di dare speranza.
"Chiudiamo il mese di luglio, dedicato alla consapevolezza sui sarcomi, con la testimonianza di un paziente che ci racconta il suo percorso di cura - spiegano infatti dallo Iov - aiutandoci a dare visibilità a una patologia rara che non deve restare nell’ombra".
Tutto parte nell'agosto 2022, quando l'allora 46enne accusa un malore improvviso: "Aveva una vita frenetica, come tutti: famiglia, lavoro, amici - racconta Andrea stesso -. Tante passioni, ma soprattutto amavo correre, facevo gare e mezze maratone, e mi sottoponevo ogni anno alle visite agonistiche. Ero uno sportivo".
Tornato dalle vacanze, l'uomo si rende però conto che la vita può cambiare in un attimo e dopo essersi sentito male viene ricoverato in terapia intensiva. Poi, la spaventosa diagnosi: "Una massa di quasi 15 centimetri. Un leiomiosarcoma (tumore maligno che origina dalle cellule muscolari lisce ndr). Sono stato ricoverato per un mese e ci sono stati molti momenti di sconforto".
"Per incoraggiarmi, durante la degenza, mia moglie Federica ha suggerito ai nostri figli Paola e Leonardo, di scrivere una lista di cose che avremmo fatto insieme quando sarei stato meglio - ricorda -. Il loro affetto è stato fondamentale e mi ha dato la forza per combattere la malattia, anche quando pensavo di non farcela".
Ci sono stati i mesi di chemioterapia, poi la radioterapia e infine l’intervento di rimozione della massa: "E' stato un anno molto difficile. Finalmente ho ripreso in mano la mia vita e, come avevo promesso ai miei ragazzi, abbiamo cominciato a realizzare tutti i punti della nostra lista: andare al parco divertimenti, vedere film, mangiare nel nostro ristorante preferito. Uno dopo l’altro, ho depennato tutti i nostri “to do”, mancava solo 'accogliere un cane in famiglia'".
"Paola mi ha proposto di diventare famiglia affidataria per l’associazione Scuola Triveneta Cani Guida Aps, prendendo in affido per un anno, un cucciolo destinato a diventare cane guida ed essere donato a una persona non vedente. Così abbiamo fatto e Patu è diventato, a tutti gli effetti, un componente della nostra famiglia, in questo anno appena trascorso - conclude -. Ed ora che è abbastanza grande, ha iniziato la fase di addestramento. Con Patu sono riuscito a partecipare alla mezza Tce (Traversata dei Colli Euganei), ed ho realizzato un altro sogno: tornare a correre".
"È stato un anno meraviglioso. Oggi ho 49 anni, tante cicatrici dentro e fuori, e una sola certezza: la vita è ancora tutta da scoprire".














