Contenuto sponsorizzato
Trento
16 dicembre | 19:51

"Ho sconfitto il tumore. Sono stati 5 mesi durissimi, un vero calvario, ma alla fine ho vinto io. Ne sono uscito più forte, più coraggioso". La storia di Giuseppe Corazzina

"In mezzo a tutto questo dolore, però, ci sono state anche cose bellissime. Ho capito l'importanza di avere una moglie che ti ama. Ho riscoperto l’affetto dei miei genitori, amici e parenti. Ho incontrato in ospedale persone straordinarie, con problemi enormi ma con una voglia di vivere incredibile. Ne sono uscito più forte, più coraggioso e ancora più determinato a puntare in alto, nella vita, nella famiglia, nel lavoro e nello sport. Ho capito quanto la vita sia fragile e meravigliosa, quanto contino poco i soldi e le cose frivole, e quanto sia fondamentale dedicare tempo a chi ami e a chi ti trasmette energia positiva"

Ho sconfitto il tumore. Sono stati 5 mesi durissimi, un vero calvario, ma alla fine ho vinto io

TRENTO. Appena un mese fa aveva raccontato la propria storia sui social (Qui articolo). Con un atto d'incredibile coraggio: la malattia, scoperta in estate, la lotta "senza esclusione di colpi" e una sfida, per lui che è uno sportivo a trecentosessanta gradi, affrontata "di petto", senza arretrare di un centimetro. Insomma, da vero "guerriero" quale è nella vita, nel lavoro e quando si siede sulla panchina della sua squadra di calcio a 5.

 

Giuseppe Corazzina ha vinto, ha sconfitto il tumore e, dopo aver lasciato l'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, dove qualche giorno fa è stato operato per la seconda volta in pochi mesi, ha raccontato tutto. Con un toccante e meraviglioso post sui social, nel quale ha ripercorso il durissimo percorso che ha dovuto affrontare.

 

Al suo fianco, sin dal primo giorno, ci sono stati la moglie Francesca, la famiglia, gli amici, i suoi "ragazzi" del Besenello C5 che, proprio lunedì sera, gli hanno regalato una gioia immensa. L'unione fa la forza, certamente, ma il primo a dare forza agli altri è stato lui.

 

"Oggi esco dall’ospedale. E oggi posso dirlo: ho sconfitto il tumore - scrive Corazzina sui propri social -. Sono stati 5 mesi durissimi, un vero calvario, per me e per la mia famiglia. Tutto inizia a metà luglio, quando comincio a stare male. A metà agosto un malore mi porta in ospedale e da lì parte l’incubo: TAC, risonanze, biopsia, PET, analisi, attese infinite e tanta paura. Ad ottobre il primo intervento: dolori fortissimi, mangio poco, perdo 6 kg in due mesi. Quando finalmente provo a rialzarmi arriva un’altra notizia devastante: servirà un secondo intervento, ancora più invasivo. Un colpo durissimo. Il 9 dicembre mi opero a Milano. Vivo i 3-4 giorni e soprattutto le notti più difficili della mia vita. Ma alla fine ho vinto io: tumore rimosso, linfonodi negativi".

 

Ha lottato e, da quest'esperienza, ha imparato, trovando anche aspetti positivi. Uscendone più forte.

 

"In mezzo a tutto questo dolore - prosegue -, però, ci sono state anche cose bellissime. Ho capito l'importanza di avere una moglie che ti ama. Ho riscoperto l’affetto dei miei genitori, amici e parenti. Ho incontrato in ospedale persone straordinarie, con problemi enormi ma con una voglia di vivere incredibile. Ne sono uscito più forte, più coraggioso e ancora più determinato a puntare in alto, nella vita, nella famiglia, nel lavoro e nello sport. Ho capito quanto la vita sia fragile e meravigliosa, quanto contino poco i soldi e le cose frivole, e quanto sia fondamentale dedicare tempo a chi ami e a chi ti trasmette energia positiva".

 

E allenare, andare in palestra, guidare la propria squadra, che in campionato sta risalendo la china in campionato e - soprattutto - ha conquistato una storica finale di Coppa Italia, ha rappresentato un vero "booster" e non "un impegno in più" o "un peso".

 

"Mi ha aiutato tantissimo continuare ad allenare e sostenere la mia squadra di calcio a 5, il Besenello - racconta -. I risultati si vedono: ieri mi hanno regalato una finale storica di Coppa Italia di Serie C1. Un’emozione immensa. Avrei potuto chiudermi, lamentarmi e chiedermi “perché a me”. Ho scelto invece di vivere con ancora più forza, mettendo in campo tutte le mie armi: alimentazione, allenamento, coaching, famiglia, calcio, meditazione. Ora inizia il recupero. Non sarà facile né veloce, ma ci metterò tutto me stesso. Grazie a tutte le persone che mi sono state vicine in questi mesi. Siete stati fondamentali".

 

Chiudendo, poi, con un pensiero che racchiude il suo pensiero. E, aggiungiamo noi, tutto il coraggio che ha saputo dimostrare.

 

"La vita non va messa in pausa quando fa male: è in quei momenti che va vissuta di più, perché possono distruggerti o renderti invincibile".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 08 agosto | 17:47
Confagricoltura del Trentino lancia l'allarme: i danni stimati sono rilevanti: si prevede una perdita quantitativa del 20 - 30% dovuta alla [...]
Cronaca
| 08 agosto | 17:32
Sul posto si sono portati i vigili del fuoco assieme al personale della Croce Bianca. Sulla dinamica esatta sono in corso le verifiche delle forze [...]
Cronaca
| 08 agosto | 16:10
Si è spento a 76 anni Roberto Pellegrini alla guida dal 2007 di Fierecongressi. Enorme lutto in Trentino. Il sindaco di Riva del Garda, Alessio [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato