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Dal Gambia alle vette delle Dolomiti: ecco la storia di Saikou, aiuto cuoco al rifugio Carducci. “Il mio futuro? E' in montagna”

E' partito da solo, ad appena 15 anni, dal suo Paese, il Gambia, riuscendo con un lungo viaggio ad arrivare in Italia dopo aver attraversato il Mediterraneo: oggi Saikou Samateh, 20 anni, è aiuto cuoco al Rifugio Carducci nelle Dolomiti di Auronzo. Il titolare Giuseppe Monti Fabbro: “Mi ha già invitato in Gambia a conoscere la sua famiglia”

Di Filippo Schwachtje - 12 maggio 2022 - 15:18

BELLUNO. “Quando sono partito dal Gambia non avrei mai pensato di trovare un posto del genere, nel mio Paese le montagne non ci sono”. Ed è difficile quindi immaginare cosa possa aver provato Saikou Samateh, partito dal piccolo Paese africano che si affaccia sull'Atlantico quando aveva solo 15 anni, una volta immerso per la prima volta nello spettacolare panorama delle Dolomiti di Auronzo. Oggi, circa 5 anni dopo la sua partenza dal Gambia, Saikou in quel panorama ci vive, lavorando a quasi 2.300 metri di quota come aiuto cuoco al rifugio Carducci. Tutto però, racconta il giovane a il Dolomiti, è iniziato con un semplice pezzo di pane: ecco la sua storia.

“Sono partito dal Gambia quando avevo 15 anni – spiega Saikou – e sono riuscito ad arrivare in Libia”. Lì il giovane, che nel suo Paese ha lasciato i genitori, due sorelle e tre fratelli, ha lavorato per circa 9 mesi, ricevendo come unico pagamento vitto e alloggio: “Lavoravo nei campi, tagliavo l'erba e la davo da mangiare agli animali”. Poi è arrivato il viaggio con il barcone: “Sulla spiaggia quella sera ho visto tantissimi altri ragazzi, almeno 150, pronti ad imbarcarsi e partire”. Dopo aver attraversato il Mediterraneo Saikou è quindi riuscito ad arrivare a Lampedusa, da dove è stato poi trasferito prima ad Alpago, dove è rimasto per circa un anno, in seguito a Limana ed infine ad Auronzo.

Saikou ha trovato l'aiuto di tante persone che gli hanno permesso d'inserirsi facilmente e trovare un lavoro. “In particolare Michela Maggiolini – dice Saikou – ha aiutato non solo me ma tutti i ragazzi arrivati. È stata la nostra 'mamma'”. Così nel 2018 il giovane ha trovato un posto per la stagione invernale al rifugio Auronzo, dove ha lavorato fino a marzo, mentre con l'estate è invece arrivato l'incontro con il titolare del rifugio Carducci, Giuseppe Monti Fabbro.


“All'epoca – spiega a il Dolomiti Giuseppe – stavamo portando avanti un'importante ristrutturazione al Carducci. Ricordo ancora che abbiamo avuto una primavera molto nevosa e Saikou ci ha dato una mano a spalare metri e metri di neve che ogni settimana si accumulavano intorno alla struttura. Non l'aveva mai vista prima ed è stato un aiuto fondamentale”. La svolta per Saikou è però arrivata quando, finiti i lavori di ristrutturazione, ha visto i gestori del rifugio impastare il pane. “Ci ha detto che anche lui in Gambia faceva il pane – continua Giuseppe – così gli abbiamo detto di provare e ha realizzato dei filoni meravigliosi. A quel punto l'abbiamo nominato 'panettiere ufficiale' al rifugio”. Nel tempo, racconta il titolare del Carducci, il giovane gambiano ha poi imparato anche a fare la pizza e a lavorare dietro ai fornelli: “Ha lavorato con tanta voglia di fare e buona volontà – dice Giuseppe – e quest'estate sarà il mio aiuto cuoco. È cresciuto molto, è un giovane allegro, simpatico: mi ha già invitato in Gambia a conoscere la sua famiglia”.

 

“Oggi so fare il minestrone, il gulasch – elenca entusiasta Saikou – il ragù normale e anche quello di selvaggina. Sento regolarmente la mia famiglia in Gambia: ora non so cosa mi aspetterà, ma per il momento il mio futuro è qua, in montagna. Ringrazio sempre tutti quelli che mi hanno aiutato, non avrei mai pensato di riuscire a trovare un posto del genere: qui ho trovato una famiglia”.

 

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