"In quota non c'è bisogno del wi-fi", dopo 20 anni in gelateria in Germania torna sulle Dolomiti per gestire il rifugio Scotter, storia di Alberto Zandanel
Alberto Zandanel, dopo vent'anni trascorsi dietro al bancone della gelateria di famiglia in Germania, ha deciso di fare ritorno in Cadore, "sulle mie montagne", dove oggi gestisce il rifugio Scotter accanto alla cugina Alice: "Chi va in montagna cerca la pace e la tranquillità. Per trascorrere un bel pomeriggio qui basta poco: una grappetta, il bel panorama e la compagnia sono il nostro wi-fi"

SAN VITO DI CADORE. C'è chi dalle proprie origini fugge e chi, invece, il richiamo lo sente così forte da voler irrimediabilmente tornare. Così è accaduto ad Alberto Zandanel, che dopo vent'anni trascorsi dietro al bancone della gelateria di famiglia in Vestfalia, Germania, ha deciso di fare ritorno in Cadore, "sulle mie montagne", dove oggi gestisce il rifugio Scotter accanto alla cugina Alice Palatini.
"Ho dovuto crescere in fretta - racconta Alberto a Il Dolomiti -. I miei genitori sono partiti per la Germania quando avevo solo 7 anni, per andare a lavorare. Fino alle superiori ho vissuto fra convitto e appoggiandomi ai parenti, finché ho deciso di trasferirmi anch'io in Vestfalia, andando a lavorare nella gelateria di famiglia". Dalle montagne del Cadore, per Zandanel iniziava allora una nuova vita, finalmente accanto alla madre e al padre (e per quasi 20 anni) dietro al bancone dell'attività: "Ho sempre amato il contatto con la gente", ammette senza esitazione.
Anni, quelli trascorsi all'estero, all'insegna del medesimo sentimento: "Sono sempre stato molto legato alle mie origini, al territorio in cui sono nato e cresciuto: ho sempre sentito di voler tornare in Italia, con tutto me stesso". Creatasi l'occasione per tornare, e dopo quasi 20 anni d'attesa, Alberto ha fatto ritorno su montagne da sempre amate e frequentate, riscoprendole al di là degli sport invernali: "Ho sempre praticato sport in quota ma non avrei pensato di finire a gestire un rifugio", premette.
Tutto è partito dalla cugina Alice, che nel rifugio Scotter-Palatini di San Vito di Cadore, a quota 1.580 metri, ci bazzicava già da tempo: "Ormai 4 anni fa mi aveva proposto di prendere in mano la struttura e di gestirla insieme - ricorda il rifugista -. Ammetto di averci pensato all'incirca per 15 secondi, per poi dirle di sì", spiega, con il sorriso di chi, indossate nuove vesti, ha scelto "la vita che ho sempre desiderato di vivere, in montagna".

Nel rifugio Scotter, dal 2019 è quindi possibile incontrare Alberto, pronto ad accogliere clienti "che qui approdano con i loro zaini, colmi delle tante esperienze fatte, che spesso condividono con me: è questa la parte più bella del mio lavoro. Amo stare in mezzo alla gente e conoscere un incredibile numero di persone dal vissuto davvero interessante", narrato non di rado davanti allo scoppiettante fuoco del caminetto, "dove accanto a noi non manca mai una chitarra: quando in struttura arriva qualcuno che sa suonarla, poi, la magia aumenta ancor di più e oltre a chiacchierare e ridere, si canta come si faceva una volta".
Un luogo, quindi, dove la natura e il rapporto con il prossimo vince su tutto, "anche sul wi-fi, che qui non è necessario avere. Un po' perché ci sono i cellulari, un po' perché chi va in montagna cerca la pace e la tranquillità e un po', ancora, perché per trascorrere un bel pomeriggio basta poco. Una grappetta, il bel panorama e la compagnia sono il nostro wi-fi", prosegue Alberto.
La vita a quota oltre 1.500 metri "è certamente diversa da quella che facevo prima. È fatta di fatica, risorse da centellinare ma anche tante soddisfazioni: non tornerei mai indietro". Oltre al contatto con gli escursionisti e alla gestione della cucina, nella giornata tipo di Zandanel ci sono "i tanti piccoli lavoretti: in rifugio passare dal coltello da cucina alla motosega è un attimo", ironizza, lasciando trapelare la gioia di un uomo che ha trovato su montagne da sempre amate luogo dove vivere un'esistenza fino a poco fa sognata e custodita (a lungo) in un cassetto infine aperto.












