"Gestire quel rifugio è un po' come tornare a casa", da Dj al "Billionaire" di Malindi a rifugista sul Monte Zugna, nuova avventura per Thomas Simoncelli
E' tutto pronto per la riapertura del rifugio Monte Zugna e al timone ci sarà Thomas Simoncelli, 50enne di Lizzana, che ha deciso di tornare "a casa" sulla montagna che sovrasta Rovereto dopo un'esperienza all'estero come Dj: "Riapriremo il 7 settembre. Cercheremo di mischiare tradizione e innovazione per incontrare il gusto di tutti"

ROVERETO. E' tutto pronto per la riapertura del rifugio Monte Zugna e al timone ci sarà Thomas Simoncelli, 50enne di Lizzana, che ha deciso di tornare "a casa" sulla montagna che sovrasta Rovereto per cercare di rilanciare una struttura che è stata ristrutturata nel 2009 e, come afferma lui stesso, "ha un enorme potenziale".
Dal 2003 al 2013, con nel mezzo due anni in cui il rifugio è stato oggetto di un restyling quasi totale, Thomas Simoncelli e il papà Luigi, vice presidente dell'associazione "Amici dello Zugna", lo hanno gestito in prima persona. Poi, archiviata l'esperienza, Thomas è partito alla volta del Kenia: per tre anni è stato il Deejay - la sua prima professione - del "Billionaire" di Malindi di proprietà di Flavio Briatore e poi, una volta rientrato in Italia, si è stabilito a Ravenna, dove ha lavorato come cuoco.
"Esperienze meravigliose e formative - raccontava Simoncelli a Il Dolomiti a fine luglio - che mi sono servite tantissimo. Adesso, però, di fronte alla situazione del rifugio mi si è stretto il cuore e ho deciso di partecipare al bando promosso dal comune di Rovereto per la gestione" (QUI ARTICOLO).
Con le chiavi in mano, Simoncelli si è subito messo in moto per fare in modo che tutto fosse pronto per riaprire la struttura in quota quanto prima. In generale, "si tratta di un rifugio al quale tutti possono accedere, anche con grande facilità, visto che è raggiungibile in auto".
Dispone di 50 posti letto e la sala da pranzo può ospitare 80-90 persone. "Già dieci anni or sono la cucina proponeva un menù "a metà" tra il rifugio e il ristorante, dunque con 3 primi, 4 o 5 secondi, contorni e dolci, abbinando la tradizione con qualche spunto d'innovazione, per cercare di soddisfare tutti i palati".
Non a caso, l'idea in futuro sarebbe quella di proporre qualche cena a tema, "magari serate con menù a base di pesce o di paella e sangria come facevamo qualche anno fa - fa sapere il rifugista -. La riapertura ufficiale è prevista per domani, 7 settembre e ad accogliere turisti, locali ed escursionisti ci sarà il Coro Monte Zugna".
Per quanto riguarda invece lo staff, "saremo in quattro: io, mio papà che mi aiuterà in cucina e gli amici Lorenzo e Chelsea, entrambi enologi, rientrati dalla Nuova Zelanda per affrontare assieme a noi quest'avventura".
"La sfida - conclude il nuovo gestore del Monte Zugna - è quella di ridare lustro ad un rifugio a cui sono legato in maniera viscerale. Non mancheranno anche serate con buona musica o piatti 'particolari', ma se qualcuno pensa che sarà un luogo da movida posso assicurare che la nostra intenzione è totalmente diversa. Un grande grazie va sicuramente al Comune di Rovereto, che ci ha permesso non soltanto di gestire la struttura, ma soprattutto di riaprire in tempi brevi".














