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Trento
19 maggio | 09:40

Alessandro Beltrami nuovo gestore del Rifugio XII Apostoli, dal consiglio di Egidio Bonapace all'amicizia con Ermano Salvaterra ''questa è la seconda casa degli alpinisti''

Sono state 23 le domande pervenute alla Sat per gestire la struttura in Alta Val Nardis nelle Dolomiti di Brenta. L'assegnazione è andata alla guida alpina per tanti anni direttore delle guide alpine di Campiglio

Alessandro Beltrami nuovo gestore del Rifugio XII Apostoli, dal consiglio di Egidio Bonapace all'amicizia con Ermano
di Redazione

TRENTO. Per oltre 20 anni è stato guida alpina e ora passa dall'altra parte della barricata diventando il gestore del rifugio alpino XII Apostoli. È Alessandro Beltrami, originario di Carisolo, il nuovo gestore della struttura costruita a 2487 metri di quota in Alta Val Nardis nelle Dolomiti di Brenta e raggiungibile solo a piedi. Lo comunica la Sat che spiega come siano state 23 le domande pervenute per la gestione della struttura.

 

Beltrami è stato il direttore delle guide alpine di Campiglio ed ora è pronto ad iniziare la nuova avventura. “Li ho frequentati tanto i rifugi – dice – e ora tocca a me stare dall’altra parte del bancone e della porta”. Un’idea nata per caso, ma non troppo. “È stato Egidio Bonapace (storico gestore del rifugio Segantini) a dirmi che dovevo fare il rifugista. Avevo già fatto domanda per la gestione del Segantini – continua a raccontare -. Avevo fatto tutti i corsi necessari, ma non era quello il momento giusto, cose da sistemare, i bambini piccoli, insomma non ero ancora pronto. Quest’anno tutto si è incastrato, Sat ha ritenuto fossi la persona giusta e ora eccomi qui”.

 

Alessandro Beltrami le Dolomiti di Brenta le conosce bene, ci è nato. Come conosceva bene l’ex gestore del XII Apostoli, Ermanno Salvaterra “mio carissimo amico, con cui ho condiviso tante cose nella vita, compresa la passione dell’arrampicata. Lui l’ha gestito per tanti anni e io fin da bambino andavo a trovarlo. Ho davvero tanti ricordi di questo rifugio, diciamo che c’è l’ho nel cuore”.

 

Ora Beltrami attende chi lo andrà a trovare in cima a oltre 2000 metri. “A coloro che arriveranno dirò quello che ho sempre detto quando accompagnavo le persone in rifugio. Questa è la seconda casa degli alpinisti, un posto dove, appunto, rifugiarsi. Quando pensate alla parola rifugio, non pensate solo alle birre e al bombardino, ma a un posto dove trovare riparo in un ambiente dove trovare accoglienza non è proprio così scontato”.

 

Il rifugio dispone di 38 posti letto per gli ospiti. Servizi igienici ai piani (non in camera, come previsto dalle norme per i rifugi alpini), possibilità di usufruire delle docce comuni, è dotato di sala ristorante con circa 50 posti tavola e zona bar. L’energia elettrica è fornita da un impianto fotovoltaico.

 

Per le richieste energetiche importanti è presente un generatore posizionato a pochi metri dal rifugio. Da qualche anno, il rifugio è servito da una teleferica per il solo trasporto dei materiali. La cucina è alimentata a GPL e stufa economica a legna. Anche l’acqua calda è prodotta con caldaia a gas. L’approvvigionamento idrico, sempre più problematico, attinge principalmente da scioglimento di neve e dalla Vedretta di Pratofiorito, piccolo ghiacciaio ormai esaurito. La soluzione è lo stoccaggio della risorsa idrica, quando disponibile, per questo è stato realizzato un sistema di serbatoi per l’accumulo idrico. Per consentire il recupero dell’acqua è necessario collegare ad inizio stagione una lunga rete di tubazioni.

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