Sommelier e manager di locali a Copenaghen si trasferiscono sulle Dolomiti per gestire un ristorante in un borgo di 100 anime, storia di Jasmeen e Giuseppe
Jasmeen e Giuseppe hanno scelto di stabilirsi in un paesino di un centinaio d'anime appena, dove il tempo pare essersi fermato. Lo hanno fatto per seguire quel "richiamo della montagna" che da tempo sentivano. Fra legno, sassi e antichi fienili che trasudano storie tutte da raccontare, i due 31enni hanno trovato un luogo in cui esprimere al meglio quanto appreso in lunghi anni d'esperienza in Italia e all'estero

BELLUNO. Passare da Copenaghen a un borgo di montagna di appena un centinaio di anime è un cambiamento non da poco. Per alcuni potrebbe quasi apparire una 'punizione', per altri invece un sogno che si avvera: "Il richiamo della montagna ci ha portati in val di Zoldo dopo diversi anni all'estero", anticipano due giovani 31enni che a Il Dolomiti raccontano il loro nuovo inizio, fatto di cose 'semplici' come le mani sporche di terra, il profumo di fiori ed erbe aromatiche e spettacolari tramonti in quota.
"Ci siamo conosciuti in Danimarca - esordisce Jasmeen -. Io sono di Domodossola mentre Giuseppe è nato a Conegliano e cresciuto a Mirano. Abbiamo entrambi vissuto e lavorato in differenti posti, lui prevalentemente nelle cucine di ristoranti di alto livello, per poi diventare sommelier esperto di vini naturali, mentre io in quanto manager di locali. Poi, ho cambiato impiego anche io, scegliendo di frequentare corsi per imparare a panificare e preparare dolci", premette.

I due si sono conosciuti lo scorso anno a Copenaghen, "dove io ho vissuto per 5 anni, mentre Giuseppe per due". Insieme, hanno deciso di trascorrere le ferie in Italia, in val di Zoldo, in un paesino di un centinaio d'anime appena dove il tempo pare essersi fermato. Chi vi approda lo fa rigorosamente a piedi, avendo così la possibilità di apprezzare la bellezza di un'architettura che, fra legno e sassi, trasuda storie tutte da raccontare. "Qui ci si immerge non soltanto in paesaggi mozzafiato, ma anche fra antichi fienili che, con lungimiranza, sono stati lasciati proprio così com'erano: Fornesighe è un luogo straordinario, ce ne siamo innamorati subito", ammettono entrambi.

Finiti nel borgo "perché i genitori di Giuseppe hanno una casa lì", i due giovani hanno deciso di cambiare completamente le proprie esistenze, "seguendo quel richiamo della montagna che da tempo entrambi sentivamo - proseguono -. Durante le ferie abbiamo parlato con Anna, che gestisce il Bed&breakfast "Dormì e disnà", che ci aveva detto che cercava qualcuno che si occupasse del suo ristorante". Valutata la possibilità insieme ad un commercialista, Jasmeen e Giuseppe hanno deciso di fare il grande passo: "Trasferirsi dalla Danimarca a un paesino della val di Zoldo non è un cambiamento da poco: per noi, ha significato un ritorno a casa".
Un ritorno non soltanto in un luogo caro, amato e desiderato ma anche in un territorio che permette di apprezzare ritmi più lenti, tramonti goduti da una posizione privilegiata e la tranquillità di un borgo in cui i turisti, fortunatamente, "non sono ancora così tanti". Rilevato il ristorante "Nona Giò", Giuseppe e Jasmeen hanno lavorato alla creazione di un menù che segue la stagionalità di prodotti rigorosamente del territorio, partendo dalle verdure dei piccoli produttori della val di Zoldo, i formaggi di malga, le erbe aromatiche e i fiori coltivati "nel nostro orto a 50 metri dal locale", la carne di una macelleria di Lamon e il pesce fresco di laguna, "garantito dai contatti che Giuseppe si è creato e ha mantenuto negli anni con i pescatori dopo lungo tempo trascorso a lavorare nei ristoranti di Venezia".

Per soddisfare le richieste di tutti, non mancano moltissimi piatti vegetariani, accanto ai taglieri di salumi e a speciali piatti di pesce, "proposte che in valle sicuramente mancavano". Fra i molti che da Fornesighe hanno deciso di andarsene stanno i due 31enni, che hanno scelto invece di stabilirvisi in pianta stabile, con la volontà di colmare quella lacuna data dalla mancanza di locali in zona ma sopratutto di possibilità 'diverse': "Molti abitanti in estate vanno in Germania a lavorare nelle gelaterie: in questo periodo, infatti, il borgo si svuota. Fra i tantissimi che se ne vanno, noi abbiamo deciso di rimanere: più ci guardiamo attorno e più ci convinciamo di questa nostra scelta".
"Siamo felici dell'avventura che abbiamo deciso di intraprendere (iniziata ufficialmente l'1 giugno 2023 ndr) - concludono Jasmeen e Giuseppe -. Un salto nel vuoto che ci ha resi davvero contenti. Seguire il richiamo della montagna ci ha fatti tornare a casa".














