Storia di Vanessa e Sebastiano e del loro sogno: ''Avere una malga tutta nostra. Ma la vita in montagna non è solo paesaggi magnifici e mucche al pascolo''
Vanessa Carpella, è una ragazza di 24 anni, nata e cresciuta in Val di Fiemme, e ha fatto della vita in malga la sua felicità. Fin da piccola aiuta suo padre a mantenere la loro piccola stalla e da qualche tempo fa la cameriera. Il fidanzato Sebastiano Bertoluzza aiuta lo zio con le manze ed entrambi risparmiano per riuscire, un giorno, ad avere la loro malga

CASTELLO DI FIEMME. Negli ultimi anni, la montagna sta assistendo ad un ritorno da parte di una nuova generazione di imprenditori agricoli. Sono giovani che scelgono di restare, o tornare, tra le montagne, spinti dal desiderio di costruire un futuro legato alla natura e ai ritmi lenti. Trasformare questo sogno in realtà, soprattutto in ambito agricolo però, non è sempre facile: ne sanno qualcosa Vanessa Carpella e Sebastiano Bertoluzza, due giovanissimi, residenti a Tesero, che uniti dalla passione per la montagna e per gli animali, lavorano duramente per aprire un’azienda agricola tutta loro.
Vanessa Carpella, è una ragazza di 24 anni, nata e cresciuta in Val di Fiemme, e ha fatto della vita in malga la sua felicità. Fin da piccola aiuta suo padre a mantenere la loro piccola stalla a Marco, una località tra Cavalese e Tesero. L’imprenditrice agricola si è costantemente presa cura delle sue mucche e delle sue capre fino all’adolescenza, quando poi è stata costretta a prendere una decisione: “Giocavo nella squadra di pallamano di Cavalese e avrei potuto avere una carriera sportiva di successo, ma il mio desiderio mi ha portata davanti ad una decisione che mi ha fatto comprendere di non voler andare altrove. Per la scelta è stata decisivo anche l’incontro fortunato con Sebastiano, che ha cambiato completamente la mia vita”.
Accantonato la strada di una carriera sportiva, è partita da zero, e ha iniziato a lavorare come cameriera a Malga Arodolo, a Castello di Fiemme, e con i suoi primi guadagni è riuscita a comprare le sue prime caprette all’asta di Bolzano. Le estati del 2016 e 2017 hanno segnato l’inizio di una storia d’amore con l’incontro a Malga Agnelezza di Sebastiano Bertoluzza, un allevatore di 27 anni, con il quale ha iniziato a costruire il loro sogno: aprire un’attività insieme.
Un progetto ambizioso che ancora oggi deve fare i conti con difficoltà concrete, tra burocrazia, sacrifici e sostenibilità economica: “La montagna non è solo paesaggi magnifici e mucche al pascolo – spiega l’imprenditrice – si tende a raccontare spesso la parte bella di questa vita, ma dietro c’è una storia più difficile, fatta di sacrifici, sveglie all’alba, rinunce e consapevolezza di avere a che fare con animali che hanno bisogno di cure costanti, diventando in questo modo un lavoro a tempo pieno”. Oggi, quindi, i due giovani sono ancora alle prese con i loro lavori, Vanessa continua come cameriera e intanto aiuta la famiglia con gli animali e Sebastiano prosegue a lavorare a Malga Agnelezza. Il tutto in attesa di poter avere la propria malga.
Consapevole degli ostacoli che si possono incontrare in questo progetto, Carpella suggerisce un consiglio a chi decide di costruire una nuova vita lontana dal caos cittadino: “Quello che mi sento di dire ai giovani che vogliono intraprendere questo stile di vita è di prendere consapevolezza che la strada è lunga, questo mondo può dare grandi soddisfazioni ma arrivarci può essere difficile. I costi sono elevati e bisogna sempre accertarsi di avere tutto a norma, e non sempre è facile ottenere degli aiuti, chi non è dentro il mondo agricolo purtroppo non se ne rende conto”.
L’imprenditrice ne è cosciente, e lentamente spera di poter aprire un’attività tutta sua con il compagno: “Al momento non ci è possibile fare della nostra passione un lavoro a tempo pieno, in più con un figlio in arrivo sarà ancora più difficile. Ma il desiderio è forte e speriamo di riuscirci, per il momento continueremo a lavorare duro, un passo alla volta, fino ad arrivare un giorno a gestire una malga tutta nostra”.













