"Un luogo a misura d'uomo per fronteggiare l'assalto alle montagne", malga Cavallera diventa rifugio. Il nuovo gestore: "Punteremo sulla sostenibilità"
Malga Cavallera è stata ristrutturata grazie a un ambizioso progetto del Comune di Gosaldo e presto aprirà i battenti per la prima volta in qualità di rifugio, a quota 1.700 metri, "in una zona quasi dimenticata". Il nuovo gestore: "Io e Luigi siamo due veneziani che in montagna ci sono andati a vivere per scelta. Nelle strutture da noi gestite abbiamo sempre voluto puntare sulla sostenibilità, cercando di renderli luoghi a misura d'uomo per fronteggiare la 'massificazione' delle terre alte"

GOSALDO. Una malga a quota 1.700 metri è tornata a vivere dopo anni d'abbandono grazie a un ambizioso progetto del Comune di Gosaldo, che l'ha trasformata in un rifugio. Il "Cavallera" aprirà presto le proprie porte agli escursionisti grazie ai veneziani Dario Ferroni e Luigi Dall'Armellina, che fra quelle mura faranno vivere la stessa filosofia adottata in tutte le strutture di montagna da loro gestite nel corso di oltre 20 anni d'esperienza: "La sostenibilità sta nelle piccole cose", dichiara Dario a Il Dolomiti, anticipando quanto i due puntano ad offrire.
"La storia della malga Cavallera è piuttosto lunga, sopratutto per quanto concerne la ristrutturazione - esordisce il gestore -. Grazie ai fondi di confine il Comune di Gosaldo aveva deciso nel 2011 di elaborare un ambizioso progetto, decidendo di trasformare la struttura in un rifugio". Lavori partiti nel 2015 "e interrottisi più volte a causa della tempesta Vaia prima, che aveva peraltro causato danni e poi di nuovo bloccati a causa del Covid".
Non anni semplici, quindi, quelli trascorsi nel tentativo di restituire vita a una struttura che, ora, è stata finalmente completata "e aprirà per la prima volta in qualità di rifugio il 17 giugno - rivela Ferroni -. Avremmo voluto 'partire' prima ma la burocrazia ha dilatato le tempistiche di ben due settimane", fa sapere. A gestire il nuovo Cavallera saranno quindi Dario e il socio Luigi, "che si occuperà tuttavia di Malga Cere, nel cuore del Lagorai, altra struttura che abbiamo preso in mano insieme".
A Gosaldo, invece, sarà possibile trovare Ferroni: "Starò principalmente in cucina. Accanto a me ci saranno anche un paio di collaboratori - prosegue nel racconto -. Io e Luigi siamo due veneziani che in montagna ci sono andati a vivere per scelta: abbiamo fatto tantissime esperienze in strutture in quota, vissute cercando di portare in ogni rifugio i preziosi insegnamenti appresi durante esperienze fatte invece all'estero. Io, in particolare, sono un archeologo e ho girato mezzo mondo occupandomi di sostenibilità", valore letteralmente entrato nel Cavallera, insinuandosi in ogni scelta fatta dai due gestori: "Vogliamo che questo sia un luogo a misura d'uomo, fatto di piccole cose per fronteggiare quella massificazione che sempre più 'affligge' le terre alte".
Una passione e un impegno frutto non soltanto dell'amore per la montagna e il territorio ma anche per il proprio lavoro: "Questa è una struttura che sorge in una zona in quota per certi versi dimenticata e un po' meno frequentata rispetto al resto dell'Agordino. Un rifugio piccolo che costituirà un comodo punto d'approdo per gli escursionisti" e anche luogo in cui raccontare come si possa ancora vivere la montagna in maniera lenta, godendo del panorama senza wi-fi.

Saranno 30 i posti a sedere all'interno mentre 50 all'esterno, "tempo permettendo", con un menù che punterà su prodotti rigorosamente del territorio, "acqua di sorgente (depurata) offerta a volontà gratuitamente, niente bottiglie di plastica e birre in bottiglie di vetro con vuoto a rendere. Non mancheranno, ovviamente, anche delle camere con 15 posti letto in totale.
"Siamo davvero carichissimi - conclude Ferroni - non vedo l'ora di cominciare. Ho l'onore di poter essere in un posto molto bello, con un panorama mozzafiato: non potrei desiderare di più".












