"Oltre 150 animali e un giardino di piante officinali", dal capriolo Anthony ai furetti Banana e Nocciola, storia di un 'ranch' in quota: "Così abbiamo realizzato un sogno"
"Tutto è cominciato con i cani da slitta. Poi, negli anni, è nata la voglia di dare vita a un vero e proprio parco, all'interno del quale ospitare anche altri animali, con tanto di zona dedicata alle erbe officinali". Si parte da esemplari provenienti da allevamenti ma anche selvatici, "che non possono più vivere in natura e che vengono portati qui dai forestali. Come Anthony, un capriolo toccato da dei turisti quando aveva solo pochi giorni di vita e abbandonato poi dalla mamma"

SANTO STEFANO DI CADORE. Una baita rimessa a nuovo e un terreno su cui hanno trovato dimora decine di specie diverse di animali. È la storia della famiglia Bressan e del loro "Ranch Grande Nord", un sogno realizzato a piccoli passi e concretizzatosi poco prima dell'avvento del Covid. "Tutto è cominciato con i cani da slitta - esordisce Lorenzo Bressan a Il Dolomiti -. Poi, negli anni, è nata la voglia di dare vita a un vero e proprio parco, all'interno del quale ospitare anche altri animali, con tanto di zona dedicata alle erbe officinali".

Sono davvero tantissime le specie che abitano i verdeggianti prati del Col dei Morti, su cui svetta una baita ristrutturata qualche anno fa con il desiderio di creare una realtà aperta a tutti e oggi visitabile: "Ho i cani da slitta da sette anni - ribadisce Bressan -. Tutto è cominciato da lì. Organizzo da tempo trekking e uscite in slitta in inverno e quando i miei genitori Alessandra e Piergiorgio hanno acquistato il terreno e la struttura sopra Santo Stefano di Cadore abbiamo cominciato a ospitare anche tanti altri animali", dei quali oggi si prendono cura tutti insieme, "compreso mio fratello Mirco".

Nel Ranch Grande Nord "ci sono animali provenienti da allevamenti ma anche selvatici, che non possono più vivere in natura, portati qui dai forestali. Esemplari come una poiana che ha solo mezza ala o ancora il nostro capriolo Anthony, toccato da dei turisti quando aveva solo pochi giorni di vita e abbandonato poi dalla mamma: oggi ha due anni". Fra i vari non mancano anche diversi rapaci, "alpaca coi quali organizziamo trekking", furetti (due dei quali si chiamano Banana e Nocciola ndr), montoni, pecore, gufi reali, barbagianni, maiali e altri animali da cortile: "Ormai abbiamo perso il conto: saranno sicuramente non meno di 150 esemplari in totale".

Le visite al Ranch possono essere fatte in autonomia (con biglietto ndr) oppure "insieme a noi, che guidiamo gli ospiti alla scoperta dei vari animali raccontando anche le loro storie 'personali' - fa sapere Lorenzo -. Non mancano anche visite del nostro giardino insieme a una guida ambientale escursionistica esperta di erbe officinali: ne abbiamo 52 specie e ogni anno aggiungiamo qualche novità".

La realtà è totalmente immersa in un bosco e guarda, dall'alto, Santo Stefano di Cadore. Piccolo grande gioiello raggiungibile a piedi: "Sono circa 700 metri di percorso con 200 metri di dislivello - conclude -. Un sentiero che si inerpica ma non in maniera esagerata ed è quindi percorribile anche da bambini, ma rigorosamente con scarponi da montagna", conclude, entusiasta dell'esistenza di una realtà casa non soltanto di oltre un centinaio di animali ma ormai anche della famiglia Bressan.














