Dalla città alla montagna "grazie al destino" e per amore delle terre alte, sul Grappa rinasce "Al Puppolo". I titolari: "Così riapriremo il nostro posto del cuore"
Un ristorante la cui 'rinascita' significa un piccolo grande passo per tutta la zona: "Sono stati davvero in moltissimi a confessarci che il Grappa si sta spopolando. Che non è sufficientemente valorizzato e che i pochi locali aperti stanno chiudendo". Insomma, una vera e propria sfida, quella intrapresa dai coniugi che si dicono (ciononostante) entusiasti del loro nuovo inizio: "Trovare l'annuncio online è stato destino: così riapriremo il nostro posto del cuore"

BORSO DEL GRAPPA. Da Treviso al Monte Grappa per vivere e lavorare in montagna. E' la storia di Vanessa Vendramin e Davide Gislon, coppia che ha deciso di porre salde radici in un 'luogo del cuore': "Stavamo cercando un appartamento in affitto e fra gli annunci è apparso quello di "affittasi" del locale dove io e mio marito siamo andati a pranzo per la prima volta da fidanzati", rivela Vanessa a Il Dolomiti, che si prepara a riaprire i battenti de "Al Puppolo".
Si tratta di un ristorante sul Monte Grappa con almeno 30 anni di storia, "molto amato dai locali e non solo, che ci era stato consigliato quando io e Davide eravamo andati in zona in vacanza diversi anni fa - spiega -. Il Bed&breakfast dove alloggiavamo ci aveva indicato proprio "Al Puppolo" come ristorante dove andare a mangiare".
Un posto diventato "del cuore" per i due che, accortisi dell'annuncio online, hanno subito pensato si fosse trattato di 'destino': "Avevamo voglia di vivere e lavorare in montagna e dal nulla ci è apparso non un annuncio a caso ma proprio quello relativo al luogo dove avevamo pranzato da fidanzati, disponibile in affitto". Così, marito e moglie hanno deciso d'imbarcarsi in una nuova avventura, scegliendo di riaprire un locale chiuso ormai da un anno.
"Abbiamo annunciato la riapertura sui social già da un po' e subito siamo stati inondati di affetto - confessa la nuova titolare de "Al Puppolo" -. Molti si sono presentati direttamente in struttura, per darci il benvenuto e dirsi felici della riapertura mentre facevamo i lavori di ristrutturazione, che abbiamo avviato per rimettere a nuovo alcune cose ma anche e soprattutto per dare al locale il nostro tocco personale".
Un ristorante la cui 'rinascita' significa un piccolo grande passo per tutta la zona: "Sono stati davvero in moltissimi a confessarci che il Grappa si sta spopolando. Che non è sufficientemente valorizzato e che i pochi locali aperti stanno chiudendo". Insomma, una vera e propria sfida quella intrapresa dai coniugi che si dicono (ciononostante) entusiasti di questo nuovo inizio in qualche modo dettato dal fato: "La data di apertura è fissata per il 23 marzo: io, psicologa clinica di professione, tornerò alle origini gestendo la sala (ai tempi dell'università aveva lavorato come cameriera ndr) mentre mio marito Davide starà in cucina: la sua è da sempre una famiglia di ristoratori".
Nel menù del 'nuovo' "Puppolo" verranno proposti piatti tradizionali di montagna: dalle tipiche pappardelle con sugo d'anatra al cervo fino "alle carni un po' particolari come il cinghiale o lo stracotto d'asino, non così semplici da trovare nei ristoranti ma richieste - fa notare Vendramin -. Non mancheranno anche piatti veloci con tanto di banco pensato e creato ad hoc per gustare cicchetti e bere qualcosa di rapido. Poi ancora piatti di pesce lago o fiume, una scelta vegetariana e una vegana".
Insieme, anche un'ampliamento dell'offerta che guarda alle passioni dei due 50enni: "Amiamo l'età medievale e tutto ciò che la riguarda. Per questo, abbiamo pensato di proporre bevande particolari come l'idromele, l'ambrosia o l'ippocrasso: bevande antiche che riguardano quel periodo storico". Accanto a questi, i prodotti tipici del territorio, "che va promosso e valorizzato", fra formaggi della zona e prodotti delle malghe.
"Il nostro intento - conclude Vanessa - è quello di promuovere non solo il cibo ma anche relazioni e contesto: per questo, attraverso l'associazione "ATAEGINA" (fondata dai coniugi ndr), promuoveremo, oltre ai prodotti del territorio, anche la formazione e l'inserimento di persone con difficoltà relazionali o fragilità: un ragazzo che ha già operato in un locale di Treviso gestito dall'associazione ci seguirà anche nel percorso a Borso".
"Siamo rimasti sorpresi dal tanto affetto ricevuto dopo l'annuncio della riapertura e siamo felicissimi di questo nostro nuovo inizio che, come ogni cosa nella vita, presenterà delle difficoltà. Ma ridare vita al "Puppolo" e farlo rifiorire per noi significa molto: non vediamo l'ora di cominciare".













