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"Il rifugista? Deve saper fare (davvero) di tutto", il racconto del 30enne Jacopo Bernard, nuovo gestore del Ciampediè: "La mia vita è sempre stata in montagna"

Il 30enne Jacopo Bernard inizierà presto una nuova avventura lavorativa con la gestione del rifugio Ciampediè: "Il rifugista? Deve saper mettere le mani dappertutto: in emergenza devi diventare idraulico, imbianchino, elettricista, boscaiolo, cuoco, meccanico. Il lavoro che c’è dietro è davvero tanto. Servono formazione e preparazione"

Di S.D.P. - 10 febbraio 2024 - 10:54

TRENTO. Mentre alcuni rifugi sono attualmente in attesa di trovare dei nuovi gestori, alcune strutture in quota sono già state 'assegnate'. "Diventare rifugista significa accogliere escursionisti e turisti, offrire servizi essenziali, conoscere e spiegare il territorio ed essere capaci di lavorare in squadra - spiega Anna Facchini, presidente Sat -. Negli ultimi tempi stiamo vedendo un interesse sempre crescente delle giovani generazioni, delle donne, e di chi decide di cambiare vita andando a gestire un rifugio. Non c’è più solo un passaggio generazionale, una passione che si tramanda in famiglia, stiamo ricevendo richieste anche da chi decide, per la prima volta, di cimentarsi in quest’avventura ricca di fascino ma anche di grandi responsabilità", premette. 

 

Fra le persone che stanno per cominciare una nuova avventura c'è anche Jacopo Bernard, 30enne originario di Vigo, che presto gestirà il rifugio alpino Ciampediè ("Campo di Dio" ndr) in Val di Fassa. Non la prima delle sue esperienze in quota: a soli 22 anni, è stato infatti il più giovane rifugista del Trentino con la gestione del Vallaccia, portando avanti una tradizione di famiglia. 

 

"Mio papà per quasi 30 anni ha gestito il rifugio Capanna Piz Fassa e nell’85 ha costruito il Vallaccia - fa sapere Jacopo -. La mia vita è sempre stata in montagna, sono nato a maggio e a giugno ero già in rifugio. Tra i lavori che ho svolto c’è stato anche quello di raccontare la montagna, fare formazione e informazione. A giugno riapriremo il rifugio Ciampediè, ci sono dei lavori da fare, noi intanto stiamo pensando a come gestiremo la struttura, al personale che servirà", spiega ancora. 

 

E a chi vuole intraprendere questa professione Bernard consiglia: "Un gestore di rifugio deve saper mettere le mani dappertutto, soprattutto se per gli interventi sei in quota o devi aspettare l’elicottero. In emergenza devi diventare idraulico, imbianchino, elettricista, boscaiolo, cuoco, meccanico. Il lavoro che c’è dietro è davvero tanto. Servono formazione e preparazione", fa notare. 

 

Presto il rifugio Ciampedié, affacciato sulla conca di Gardeccia a 1.998 metri, riaprirà i battenti grazie al 30enne, emozionato per l'inizio della nuova esperienza. Una struttura eretta nel 1912 dalla Sektion Leipzig del DuOeAV: al termine della Prima guerra mondiale venne affidato alla Sat. Tra gli itinerari che partono dalla struttura vi è l’Alta Via di Fassa, un percorso breve, ma interessante, che collega il rifugio Roda di Vael con il rifugio Fronza alle Coronelle. Un luogo che costituisce "uno dei migliori biglietti da visita dell’ambiente dolomitico".

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