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Trento
01 giugno | 12:26

Due nuovi (giovanissimi) gestori per Capanna Punta Penia (FOTO): "Al lavoro con pale e motosega per liberare il rifugio dalla neve e prepararlo all'apertura"

Hanno 28 e 34 anni e alle spalle diverse esperienze lavorative in rifugi in quota. Si chiamano Andrea Gallo e Tobia De Marco e in questi giorni stanno lavorando alla sistemazione di Capanna Punta Penia (spalando i diversi metri di neve presente) in vista della sempre più prossima apertura 

PUNTA PENIA. Dopo l’addio di Carlo Budel (QUI ARTICOLO), Capanna Punta Penia riparte con due giovanissimi 'custodi'.

 

Saranno Andrea Gallo (FOTO di SEGUITO), 28enne di Valdagno e Tobia De Marco, 34enne di Pieve di Cadore, ad occuparsi della rinomata struttura che sorge a quota 3.343 sulla Regina delle Dolomiti. L’apertura è fissata per metà giugno (sempre che il meteo sia clemente). Fino ad allora, però, ci sarà un gran bel daffare.

Negli scorsi giorni, non a caso, il proprietario del rifugio, Aurelio Soraruf (che gestisce anche il rifugio Castiglioni), si è portato in quota insieme ad Andrea, già approdato in zona, per spalare la tanta neve che nelle scorse settimane è arrivata a sommergere completamente la capanna (FOTO di SEGUITO).

Non appena tutto sarà pronto, saranno quindi un 28enne ed un 24enne a gestire la struttura. Gallo è laureato in Scienze Politiche e, nonostante la giovane età ha già alle spalle diverse stagioni nei rifugi delle Alpi. 

 

De Marco, che si è laureato invece in Arte e design a Bolzano, oltre ad essere un appassionato fotografo (e ad avere maturato anche lui diverse esperienze di lavoro in strutture in quota) è anche un grande amante dell'alta montagna. La sua ultima impresa? Quella in Himalaya, fatta negli scorsi mesi. 

 

Al momento si trova in Germania, ma presto raggiungerà l'amico e collega Andrea, per preparare il rifugio alla sempre più prossima apertura. Nel frattempo a rimboccarsi le maniche sono stati il proprietario Aurelio insieme a Gallo, che hanno raggiunto Capanna Punta Penia "'armati' di pale e motosega", come racconta Soraruf, per tagliare la neve (alta 4 metri) divenuta compatta al punto da rendere inaccessibile la struttura sulla Marmolada. 

Ci vorrà ancora un po' di lavoro per liberare la zona (e perché sia tutto pronto per accogliere gli alpinisti), ma l'entusiasmo non manca.

 

La volontà dei due nuovi rifugisti è quella non soltanto di accogliere gli avventori ma anche di continuare a raccontare la Regina delle Dolomiti, non soltanto a chi vi approderà ma anche attraverso i social.

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