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| 26 set 2024 | 13:35

"Un secchio come 'bagno' e niente doccia per giorni", Budel su Capanna Punta Penia: "Facile criticare dal divano. Ho fatto del mio meglio: me ne vado felice per quanto è stato"

L'ormai ex rifugista Carlo Budel ha scelto i boschi di Roncoi (e una 'casetta' carica di ricordi) per il suo nuovo inizio: "Aprirò un Bed&breakfast ma non dimenticherò mai le 7 stagioni a Capanna Punta Penia fra momenti meravigliosi e anche diverse difficoltà. Al mio posto arriverà un giovane gestore al quale auguro il meglio"

BELLUNO. Sette stagioni a quota 3.343 metri non sono cosa per tutti. A confermarlo è l'ormai ex rifugista Carlo Budel, che a Il Dolomiti racconta il tempo trascorso a Capanna Punta Penia, in Marmolada: "In totale, mettendo insieme le varie stagioni fatte, sono rimasto su 2 anni: è stata dura. Un'esperienza che mi ha fatto capire quanto può essere difficile vivere e lavorare in alta montagna".

 

Chiusa dietro di sé la porta di un luogo diventato anche un po' "casa" per Budel è giunto il tempo di tirare le somme di quanto è stato, a partire dai tantissimi ricordi che porterà (sempre) nel cuore. Da quelli legati alle innumerevoli persone conosciute e diventate amiche, fino ad arrivare alle cene trascorse negli spazi di Capanna Punta Penia a chiacchierare davanti alla fioca luce d'una candela e ancora alle bellissime albe e tramonti ammirati da una posizione (sicuramente) privilegiata. 

 

"Il bilancio è positivo - esordisce l'ex gestore -. Ho iniziato questa settima stagione sapendo che sarebbe stata l'ultima. Prima di salire a quota 3.343 aveva parlato con Aurelio Soraruf (proprietario della 'capannina' ndr) facendogli sapere che non avrei più voluto proseguire - confessa -. Ero stanco e avevo voglia di cambiare vita. Non sono stato licenziato come alcuni vanno dicendo né cacciato: è stata una decisione presa insieme al proprietario e, soprattutto, partita da me". 

 

La volontà di cambiare la propria esistenza, infatti, Budel l'aveva maturata già da qualche tempo e in particolare a partire da ottobre 2023, "quando ho acquistato una casa (a Roncoi, San Gregorio nelle Alpi, nel Bellunese) immersa in quei boschi nei quali andavo a cercare funghi con mio papà da piccolo - ricorda -. Un luogo per me magico, dove ho deciso di stabilirmi e avviare un Bed&breakfast". 

 

Ci vorrà un bel po' di tempo per rimettere a nuovo una struttura rimasta chiusa per decenni, "ma la speranza è di riuscire ad aprire i battenti fra un anno o un anno e mezzo al massimo - fa sapere Budel -. In attesa che inizino i lavori di ristrutturazione trascorro le giornate con semplicità, guardando a quanto è stato e alle stagioni a Capanna Punta Penia, durante le quali non sono mancate difficoltà".

 

"Sono stato definito influencer per il mio seguito sui social ma non è così: mi sono sempre raccontato, anche prima di iniziare a gestire il rifugio e già allora avevo molti followers. Non ho mai accettato collaborazioni retribuite né fatto pubblicità: volevo raccontare me, la montagna, la mia vita e passioni e ho continuato a farlo, a mio modo". 

 

"I picchi di crescita sui miei profili social li ho avuti in due momenti in particolare, che nulla hanno avuto a che vedere con la gestione della 'capannina': quando mi trovavo bloccato in Birmania in piena pandemia (nel 2020) e ancora da quando ho annunciato di avere comprato la casa a Roncoi (notizia che gli ha fatto 'collezionare' milioni di visualizzazioni su Instagram e Facebook ndr)". 

 

E prosegue: "Ho tantissime persone che mi seguono e mi vogliono bene e credo che lo facciano non perché gestivo un rifugio ma per come sono io. Non mancano ovviamente gli utenti che mi criticano, i cosiddetti 'haters', che però non mi feriscono affatto: mi danno anzi la forza di andare avanti e per raggiungere i miei obiettivi - ammette -. E' molto facile criticare una persona mentre si sta seduti sul divano, ma voglio vedere quanti avrebbero il coraggio di fare quello che ho fatto io e di gestire un rifugio come Capanna Punta Penia, rimanendo per settimane da soli a oltre 3mila metri di quota fra vento, freddo e neve. Per il momento non mi pare ci sia la fila per gestire quel rifugio". 

 

"A settembre con l'arrivo della neve e di raffiche di vento a oltre 100 chilometri orari mi sono ritrovato a non riuscire nemmeno ad andare al bagno (che si trova all'esterno della struttura ndr), ho dovuto affidarmi per giorni ad un secchio e non ho potuto lavarmi per settimane: cosa che, ovviamente, non mi ha fatto piacere e anzi mi ha fatto convincere ancora di più della mia scelta di lasciare la gestione". 

 

Ora Carlo ha deciso di concentrarsi al 100 per cento sulla sua nuova avventura: un Bed&breakfast che farà tornare gli avventori indietro nel tempo fra passeggiate nei boschi, cene semplici, verdure dell'orto e la compagnia di animali da cortile come asini, galline e maiali. "Al mio posto a Capanna Punta Penia arriverà un nuovo giovane gestore - conclude -. Gli auguro il meglio. Sono proprio felice per me e non vedo l'ora di coronare il mio sogno". 

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